Disegnare con le dita sembra un gesto da bambini. Eppure, nelle mani – o meglio, nelle dita — di Bianca Costanzo, diventa una forma d’arte. È così che nasce Disegnini con le dita, un progetto che inizia su un iPhone ma finisce per raccontare un intero universo. Un universo fatto di forme semplici, di linee che non urlano ma restano, di colori pieni di silenzi. Bianca è nata a Milano, nel 1996, ma i suoi disegni non sembrano abitare un luogo preciso. Stanno dove ci si ferma a guardare davvero.
Dietro l’apparente immediatezza del suo tratto c’è una riflessione precisa: la sintesi come scelta, come cifra, come possibilità. Disegnare con un dito non è solo un limite tecnico: è un modo per restare dentro l’essenza delle cose. Un modo per togliere, invece che aggiungere. Ed è proprio in questa semplicità che le sue illustrazioni colpiscono, non tanto per ciò che mostrano, ma per ciò che evocano.

Bianca si è formata alla NABA in Graphic Design & Art Direction e poi ha scelto la strada dell’animazione. Durante il Master in Animazione 2D all’IED ha scoperto che le immagini possono camminare, parlare, respirare. E soprattutto, che farlo insieme agli altri le piace. È così che è nato Quel che rimane, un corto realizzato con Gaia de Napoli, Cristina Capoano e Federica Tornaghi. Un’osteria dimenticata, un Oste che resiste, un tempo che sembra essersi fermato. La poesia sta nel vuoto, nel poco, nel gesto che si ripete.



Da quel progetto, e da una grande affinità umana, nasce anche un sogno: Studio FonFon. Un luogo vero e ideale in cui illustrazione, grafica e animazione si incontrano senza mai prevaricarsi. Bianca Costanzo sa che ciò che le piace è dare un volto alle cose, provare a restituire un’immagine a qualcosa che, altrimenti, resterebbe nell’aria. E nel farlo, inevitabilmente, lascia qualcosa di sé.
Disegnini con le dita non è un vezzo, è una dichiarazione di intenti. Usare lo strumento più semplice per arrivare più in profondità.





