Cinque giorni fa all’ora di pranzo (notte in Giappone) si è svolta la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Nonostante le tribune del Tokyo National Stadium vuote, l’evento è riuscito a stregare il pubblico a casa con una serie di performance che hanno celebrato il Giappone.
Dai droni nel cielo che formano i cinque cerchi ai ballerini che mettono i pittogrammi di tutti gli sport, fino a Naomi Osaka che sfila come ultima tedofora. Ogni piccolo dettaglio è stato progettato per rendere omaggio al paese ospite, e tra questi ne spicca uno in particolare (che è tutto tranne che piccolo), ovvero il braciere olimpico.
Per la 35ª edizione delle Olimpiadi moderne il direttore creativo delle cerimonie di apertura e chiusura Mansai Nomura voleva un braciere sviluppato sul concetto “Tutti si riuniscono sotto il Sole, tutti sono uguali, e tutti ricevono energia” e per farlo il lavoro è stato commissionato allo studio di design giapponese per eccellenza: Nendo.
Il fondatore di Nendo Oki Sato ha realizzato ben 85 bozze prima di arrivare al risultato finale che unisce un design minimale e pulito – caratteristica imprescindibile di ogni lavoro dello studio – con tecnologia all’avanguardia.
Fin da subito l’idea era quella di creare un braciere dalla forma sferica, che quindi ricordasse il Sole, e che a un certo punto si aprisse svelando il fuoco al suo interno, un’immagine simile allo sbocciare di un fiore, simbolo di rinascita e nuova vita.
L’obiettivo è stato raggiunto realizzando effettivamente una struttura composta da due sfere che si incastrano, una superiore e una inferiore, ciascuna a sua volta formata da 5 pannelli che rappresentano gli anelli olimpici.
Il diametro del braciere olimpico aperto è di 3,5 metri, mentre il suo peso totale è di 7,2 tonnellate, con ogni pannello che pesa singolarmente 40 chili. Questi ultimi sono realizzati tagliando dei fogli di alluminio di circa 10 mm, incurvandoli e fresandoli. La parte esterna è stata ricoperta da uno strato di vernice resistente al calore, invece quella interna è ricoperta da alcuni pannelli a specchio che servono anche per nascondere il meccanismo di azionamento che è stato progettato per essere impermeabile, ignifugo e resistente al calore.
Anche la fiamma è stata in qualche modo progettata: per la prima volta nella storia delle Olimpiadi la fiamma non è alimentata a propano, ma utilizzando dell’idrogeno – che non produce emissioni di cas serra – e del carbonato di sodio che dà il tipico colore giallo-arancione. Direzionando la soluzione acquosa verso il bruciatore è stato così possibile dar vita a una fiamma perfetta, più bassa all’esterno e più alta nella parte centrale.
Il braciere progettato da Nendo arderà fino all’8 agosto, quando si svolgerà la cerimonia di chiusura e il fuoco comincerà il suo viaggio verso Parigi.











