Una sauna nel deserto? Al Burning Man è possibile.

Una sauna nel deserto? Al Burning Man è possibile.

Collater.al Contributors · 6 mesi fa · Design

Lo studio di architettura JKMM Architects di Helsinki ha unito le forze con il Finish Studio per costruire una sauna in mezzo al deserto del Nevada, in occasione del Burning Man di quest’anno. Che poi, diciamocela tutta, la scelta di far sorgere una sauna in una location con un clima così rovente, suona un po’ un controsenso. Le due aziende però hanno pensato che i partecipanti al festival potessero attingere ai riti e alla disintossicazione tipica delle saune finlandesi. Nascerà così, un padiglione Steam of Life.

La struttura è realizzata con doghe di legno scuro in due diverse dimensioni e tre lunghezze; disposta a forma di anello intorno a un cortile esterno ombreggiato per consentire agli utenti di rinfrescarsi, rilassarsi e ricaricarsi. Per tenere conto dell’elevato numero di visitatori, i progettisti hanno optato per un percorso circolare che circonda l’edificio.

L’ingresso avrà un passaggio poco illuminato che conduce al bagno turco. Lo spazio curvo sarà caratterizzato da panche in legno lungo le pareti e da un braciere centrale. Dopo l’esperienza, gli utenti saranno incoraggiati a muoversi e trovare l’uscita che si affaccia sul cortile che è stato progettato al posto di una piscina di immersione fredda, tipicamente utilizzata dopo la sauna.

Il padiglione ha delle dimensioni davvero ridotte. Può essere trasportato con facilità su di un container e ovunque si voglia. Steam of Life fa parte di una serie di installazioni temporanee che sarà realizzata nel Black Rock Desert in Nevada per Burning Man, che avrà luogo dal 25 agosto al 2 settembre.

Testo di Elisa Scotti

Una sauna nel deserto? Al Burning Man è possibile.
Design
Una sauna nel deserto? Al Burning Man è possibile.
Una sauna nel deserto? Al Burning Man è possibile.
1 · 6
2 · 6
3 · 6
4 · 6
5 · 6
6 · 6
Gangirboy e le strane associazioni visuali tra cultura pop e arte

Gangirboy e le strane associazioni visuali tra cultura pop e arte

Giulia Guido · 6 mesi fa · Design

Di progetti come quello di Gangirboy ne abbiamo già visti, per fare dei nomi possiamo citare Untitled Save o Paste in Place, ma riescono sempre ad attirare la nostra attenzione. 

Alcuni diranno che sono spazzatura, oppure che l’arte è tutt’altra cosa, ma seguendo le teorie che dicono che l’atre è lo specchio della società in cui nasce, forse questa è quella che ci rappresenta meglio. 

I lavori che Gangirboy condivide sul suo profilo Instagram sono dei collage digitali che mixano elementi della cultura pop che fanno parte della nostra quotidianità, come i film, lo sport, la musica o i social media, con l’arte classica e moderna. 

In fin dei conti, come nel XVIII secolo i neoclassici riscoprivano e rivisitavano i capolavori dell’arte greco-romana, sembra che gli artisti e i designer di oggi trovino la loro ispirazione nell’arte di uno o due secoli fa. 

A noi i collage digitali di Gangirboy piacciono e ci fanno sorridere, a voi? 

Gangirboy | Collater.al
Gangirboy | Collater.al
Gangirboy | Collater.al
Gangirboy | Collater.al
Gangirboy | Collater.al
Gangirboy | Collater.al
Gangirboy | Collater.al
Gangirboy | Collater.al
Gangirboy | Collater.al
Gangirboy | Collater.al
Gangirboy | Collater.al
Gangirboy | Collater.al
Gangirboy e le strane associazioni visuali tra cultura pop e arte
Design
Gangirboy e le strane associazioni visuali tra cultura pop e arte
Gangirboy e le strane associazioni visuali tra cultura pop e arte
1 · 14
2 · 14
3 · 14
4 · 14
5 · 14
6 · 14
7 · 14
8 · 14
9 · 14
10 · 14
11 · 14
12 · 14
13 · 14
14 · 14
Beijing Daxing l’aeroporto progettato da Zaha Hadid Architects

Beijing Daxing l’aeroporto progettato da Zaha Hadid Architects

Collater.al Contributors · 6 mesi fa · Design

Alla volta dell’edificio costruito a Dubai, dopo cinque anni di lavori e fatica, l’aeroporto internazionale di Pechino Daxing aprirà finalmente le porte al pubblico il 30 settembre. Progettato dallo studio di architetti Zaha Hadid, l’aeroporto sarà il secondo della città per il quale si stima un flusso di 45 milioni di passeggeri dalla sua apertura al 2021.

Il risultato è un edificio dalla configurazione radiale con sei ali che si estendono da un nucleo centrale, il cui concept deriva dai principi dell’architettura tradizionale cinese. La presenza di una grande piazza su più livelli, che funge da luogo di incontro per i passeggeri di tutto il mondo, favorisce lo sviluppo di un design intelligente in cui le distanze tra check-in e gate, oltre che tra i gate stessi, sono al massimo di 600 metri.

Dalle inconfondibili forme, con elementi che sembrano quasi delle cellule extraterrestri, e dallo stile futuristico tipico dello studio, l’aeroporto si estende su circa 700.000 mq. Le sue dimensioni agevoleranno e faciliteranno il passaggio di tutte le persone che dovranno toccare il suono di Pechino. Attualmente il fratello più piccolo, il Nanyuan Airport, è in funzione alle massime capacità e verrà chiuso all’apertura del Daxing.

Testo di Elisa Scotti

Beijing Daxing l’aeroporto progettato da Zaha Hadid Architects
Design
Beijing Daxing l’aeroporto progettato da Zaha Hadid Architects
Beijing Daxing l’aeroporto progettato da Zaha Hadid Architects
1 · 6
2 · 6
3 · 6
4 · 6
5 · 6
6 · 6
Quelli di Michal Krasnopolski sono i poster più minimali di sempre

Quelli di Michal Krasnopolski sono i poster più minimali di sempre

Giulia Guido · 6 mesi fa · Design

Classe 1980, Michal Krasnopolski è un grafico e art director polacco che lavora in special modo nel campo pubblicitario, ma non solo. La serie di grafiche dal titolo Grid Movie Poster nasce dalla sua passione per il cinema, per i film e soprattutto per le loro locandine. 

Grid Movie Poster Michal Krasnopolski | Collater.al

Rimarrete sicuramente scioccati dal minimalismo, dalla quasi totale assenza di elementi dei suoi poster.

 Per questo progetto, Michal Krasnopolski parte da una vera e propria griglia formata da un quadrato e le sue due diagonali e un cerchio diviso in quattro da una croce. Lui stesso descrive il progetto nel seguente modo: 

L’idea di base era quella di creare una serie di poster molto moderni e minimali per gli appassionati di cinema. L’idea si basa su una griglia molto semplice: un cerchio e due diagonali inscritte in un quadrato. Mi ha sorpreso il numero di poster che ho potuto creare sulla base di questo approccio molto semplice; le possibilità sono teoricamente illimitate.

L’impresa sembra impossibile, invece per ogni film il grafico di Varsavia è riuscito a scegliere le poche, pochissime, linee giuste da seguire per restituire il senso della pellicola. 

Certo, riconoscere il titolo sarà meno immediato del solito, ma con un po’ di concentrazione ce la si può fare.

Quelli di Michal Krasnopolski sono i poster più minimali di sempre
Design
Quelli di Michal Krasnopolski sono i poster più minimali di sempre
Quelli di Michal Krasnopolski sono i poster più minimali di sempre
1 · 25
2 · 25
3 · 25
4 · 25
5 · 25
6 · 25
7 · 25
8 · 25
9 · 25
10 · 25
11 · 25
12 · 25
13 · 25
14 · 25
15 · 25
16 · 25
17 · 25
18 · 25
19 · 25
20 · 25
21 · 25
22 · 25
23 · 25
24 · 25
25 · 25
Il nuovo auditorium di San Rocco di Luigi Valente e Mauro Di Bona

Il nuovo auditorium di San Rocco di Luigi Valente e Mauro Di Bona

Claudia Fuggetti · 6 mesi fa · Design

La piccola chiesa di San Rocco si trova a Rotello, in provincia di Campobasso, ed è stata la protagonista dell’operazione di rinnovamento degli interni attuata dagli architetti Luigi Valente e Mauro Di Bona.

La struttura, che vanta origini cinquecentesche, è stata reinterpretata con maggiore libertà soprattutto al suo interno, spazio trasformato in una sede permanente di spettacoli e sala polifunzionale. All’interno della chiesa ci ritroviamo a camminare su una porzione di pavimento originale in pietra beige che, in altri settori, è stato sostituito da una più attuale pavimentazione bianca, in tinta con le pareti.

La fisionomia degli interni gioca molto sul contrasto dettato dal binomio bianco-nero, che viene accentuato dalla collocazione al centro dell’auditorium di 90 poltroncine nere affacciate sul palco, sedute utilizzate per spettacoli teatrali e conferenze.

Una serie di precedenti progetti di ristrutturazione dell’edificio aveva fatto sì che la vecchia chiesa fosse inutilizzata: il soffitto in legno originale era stato demolito con l’installazione di un controsoffitto. Luigi Valente e Mauro Di Bona lo hanno rimosso e hanno ricostruito un soffitto in legno con le travi originali, che ora si può vedere a intervalli regolari nell’aula.

Luigi Valente + Mauro Di Bona: l'auditorium di San Rocco | Collater.al
Luigi Valente + Mauro Di Bona: l'auditorium di San Rocco | Collater.al
Luigi Valente + Mauro Di Bona: l'auditorium di San Rocco | Collater.al
Luigi Valente + Mauro Di Bona: l'auditorium di San Rocco | Collater.al
Il nuovo auditorium di San Rocco di Luigi Valente e Mauro Di Bona
Design
Il nuovo auditorium di San Rocco di Luigi Valente e Mauro Di Bona
Il nuovo auditorium di San Rocco di Luigi Valente e Mauro Di Bona
1 · 7
2 · 7
3 · 7
4 · 7
5 · 7
6 · 7
7 · 7
Altri articoli che consigliamo