Camilla Alberti è dalla parte dei mostri

Camilla Alberti è dalla parte dei mostri

Giorgia Massari · 6 giorni fa · Art

Ci sono aree delle città, delle periferie e delle campagne che si trovano in uno stato di completo abbandono. Sono luoghi privi di un proprietario in cui convergono i rifiuti antropici, oggetti di ogni tipo vengono abbandonati e destinati ad una nuova dimensione e ad una nuova vita. È proprio in questi luoghi che l’artista milanese Camilla Alberti (1994) raccoglie i materiali per la creazione delle sue opere scultoree e installative della serie Unbinging Creatures. “Ogni materiale che raccolgo è un frammento di una rovina” dice in un’intervista su Formeuniche.

Camilla Alberti | Collater.al
Mostra Alter Eva, Palazzo Strozzi di Firenze

La ricerca artistica di Camilla Alberti si basa sullo studio delle relazioni che ogni abitante, umano e non umano, definisce con il suo stare al mondo. L’artista osserva come in questi luoghi si crei un nuovo habitat, formato da oggetti di nicchie diverse che hanno perso la loro forma e funzione originale e che ora entrano in contatto con animali, muschi e agenti atmosferici, subendo un processo di metamorfosi. I confini vengono abbattuti e il processo di identificazione viene rielaborato attraverso un processo di “scioglimento” che permette all’oggetto di inglobarsi con ciò che gli sta attorno. “L’ibridazione diventa un obbligo biologico”, dice l’artista, affascinata dal processo di archeologia urbana che unisce il mondo naturale a quello umano, creandone uno nuovo in cui nascono organismi imprevisti.

Il processo creativo di Camilla Alberti inizia dunque con il reperimento di oggetti abbandonati, che comprendono ceramiche, vetri, tronchi d’albero, conchiglie, rifiuti industriali, e prosegue poi nel suo studio, dove l’artista li lascia “a riposo” nel suo giardino. Dopo tempo gli oggetti subiscono una nuova metamorfosi da cui l’artista viene ispirata. La costruzione dei corpi scultorei avviene dopo uno studio e una cura delle rovine raccolte e poi accolte da Camilla, che ne assembla tra loro un’attenta selezione, tramite fili di alluminio e bende gessate, ottenendo forme intricate dall’aspetto mostruoso. Camilla Alberti è interessata alla figura del mostro, inteso come organismo ibrido, strano e incontrollabile, che nelle fiabe va contro alle intenzioni del protagonista. Concentrandosi sulla figura dell’antagonista, l’artista propone un cambiamento del punto di vista all’interno della narrazione nella quale è proprio il mostro a diventare il protagonista, scalzando le figure antropocentriche di eroi, di principesse e di tutte quelle figure considerate “buone”.

I reperti di archeologia urbana maneggiati da Camilla Alberti diventano dinamici, acquisendo un’ulteriore vitalità attraverso le relazioni che si creano tra frammenti differenti in cui l’identità del singolo lascia spazio ad una pluralità. L’aspetto atipico di oggetti che il pubblico riconosce e recepisce come familiari, posti in una condizione di dialogo e di fusione con altrettanti altri, disorienta lo spettatore che è costretto a riflettere sui meccanismi di metamorfosi che il mondo stesso compie quotidianamente.

Camilla Alberti | Collater.al
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Vedere sfocato con le opere di Hugo Alonso 

Vedere sfocato con le opere di Hugo Alonso 

Giorgia Massari · 6 giorni fa · Art

È facile guardare i dipinti in acrilico dell’artista spagnolo Hugo Alonso (1981) e confonderli con fotografie in bianco e nero. I soggetti scelti da Alonso sono spesso figure femminili ritratte di spalle, senza mai svelarne il volto, così come elementi sensuali come seni, piedi e scarpe con il tacco. Nonostante la femminilità sia preponderante all’interno della produzione pittorica dell’artista, i soggetti sono eterogenei e spaziano da auto d’epoca a vedute di campagna, da astronauti alle prospettive interne di edifici e abitazioni.
La raffinatezza della tecnica realista di Hugo Alonso dona alle opere un aspetto fedele alla realtà, ma allo stesso tempo l’effetto sfocato e la luce vibrante le rendono bloccate in una dimensione temporale, nello specifico quella del cinema degli anni ’60. La pittura monocromatica di Hugo Alonso “in stretto rapporto con il cinema anni ’60, il disegno e lo strano mondo dei sogni” con un processo creativo che inizia con la ricerca di immagini nel web, che vengono modificate digitalmente da Hugo e poi dipinte.  

L’effetto sfocato che Hugo Alonso propone nelle sue opere è un elemento caratteristico che le rende facilmente riconoscibili. L’artista cattura, come in uno scatto, la forza di un gesto, di un’azione in movimento, proponendo dinamismo all’interno di un’opera essenzialmente statica. Allo stesso modo la patina “nebbiosa” concorre a creare un ambiente misterioso e ambiguo, sono un esempio le opere Mirror e November 05, che riprendono rispettivamente un lungo corridoio vuoto e la vista esterna di una casa in penombra.

La pittura di Hugo Alonso, seppur ritraendo la realtà, utilizza un approccio che tenta di evadere e di “fermarsi” in una dimensione parallela che unisce il passato al presente attraverso un connubio tra analogico e digitale, riflettendo sul linguaggio tecnologico applicato alla post-produzione visiva. 

Hugo Alonso | Collater.al
Mirror, synthetic painting on aluminium, 75×150 cm, 2016
Hugo Alonso | Collater.al
November 05, acrylic painting on paper, 50×50 cm, 2017
Hugo Alonso | Collater.al
Red Sneakers II, acrylic painting on paper, 35x35cm, 2019
Hugo Alonso | Collater.al
Hugo Alonso – The road, acrylic painting on paper, 50x35cm, 2022
Vedere sfocato con le opere di Hugo Alonso 
Art
Vedere sfocato con le opere di Hugo Alonso 
Vedere sfocato con le opere di Hugo Alonso 
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Chi è Piskv, lo street artist tra gli Under 30 di Forbes Italia

Chi è Piskv, lo street artist tra gli Under 30 di Forbes Italia

Giorgia Massari · 6 giorni fa · Art

L’attesa lista dei talenti Under 30 di Forbes Italia per il 2023 è appena uscita e nella sua estensione dei 100 giovani che cambieranno la società c’è il nome di Francesco Persichella in arte Piskv, inserito nella sezione Art & Style. Piskv (1993) è un noto street artist, nato a Bari, cresciuto a Camosa di Puglia e oggi adottato da Roma, dove dal 2011 si è fatto notare per i suoi numerosi interventi, come la recente (2021) riqualifica di un campo da basket degradato nel quartiere San Lorenzo, in collaborazione con Red Bull.

Francesco Persichella è un architetto e visual artist che trova nella street art il perfetto connubio tra l’architettura e l’arte, le sue due grandi passioni. Lo stile di Piskv è grafico e colorato, con linee ben definite e contorni marcati. Il suo legame con il mondo della pallacanestro è evidente soprattutto dalla sua importante collaborazione con l’NBA per la quale rappresenta l’Italia in occasione dei 75 anni della lega, oltre al tributo a Kobe Bryant. Tra i murales più importanti di Piskv ci sono i ritratti dedicati ad attori italiani come Alberto Sordi, Lino Banfi e Carlo Verdone. Nel 2022 realizza il murales sostenibile più lungo d’Italia, oltre 100 metri dipinti all’outlet Valmontone (RM).

Tra medici, innovatori, ingegneri e imprenditori, è interessante notare come Forbes Italia abbia scelto di premiare non una figura più istituzionale del mondo dell’arte come un giovane critico o curatore, bensì uno street artist. Ciò sottolinea ed esplicita la forza comunicativa e il forte impatto della street art sul pubblico, in grado di modificare il paesaggio urbano in particolare quello delle periferie e di onorare figure di spicco della cultura, dando all’intero movimento, nel caso ce ne fosse bisogno, un’ulteriore rilevanza.

Piskv | Collater.al
Kobe Bryant, Roma
Piskv | Collater.al
Outlet Valmontone, Roma
Piskv | Collater.al
Con-tatto, Canosa di Puglia (Puglia)
Piskv | Collater.al
Mandala, Caltagirone (Sicilia)
Chi è Piskv, lo street artist tra gli Under 30 di Forbes Italia
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Le radici della street art in mostra a Roma con “Urban Roots”

Le radici della street art in mostra a Roma con “Urban Roots”

Tommaso Berra · 5 giorni fa · Art

La street art ha messo le sue radici nelle città di tutto il mondo ed è iniziata a germogliare arrivando ora a una produzione rigogliosa di opere e creativi che stanno definendo le tendenze nel panorama artistico italiano. La galleria Wunderkammern di Roma ha deciso di dedicare un’interessante mostra ad alcuni dei nomi più interessanti in circolazione, che portano nella capitale opere inedite. Il titolo della mostra è “Urban Roots” e verrà ospitata nella sede di Via Giulia 180 a partire dalle 18:30 di giovedì 16 marzo 2023.
Tra i nomi presenti alla mostra i visitatori potranno scoprire il lavoro di artisti come Blek Le Rat con i suoi topi, le provocazioni di D*Face; JonOne e i suoi colori; Shepard Fairey e le opere di impegno politico; ma anche la ricerca di 2501 e lo sviluppo della tecnica dello “stencil poster” di Sten Lex. Tra gli altri esposti in occasione di “Urban Roots” anche la visione personale di Tellas, tutto curato da Giuseppe Pizzuto.

Urban Roots | Collater.al
Urban Roots | Collater.al
Urban Roots | Collater.al
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Le radici della street art in mostra a Roma con “Urban Roots”
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Gli NFT di DeeKay raccontano storie in 30 secondi

Gli NFT di DeeKay raccontano storie in 30 secondi

Giorgia Massari · 5 giorni fa · Art

Le animazioni di DeeKay Kwon in pochi secondi raccontano una storia. Questa è la forza comunicativa della sua arte ed è ciò che lo distingue sul mercato NFT. Dallo stile semplice con influssi del mondo gaming 2D degli anni ’80-’90, l’illustratore sud-coreano e americano d’adozione conosciuto sui social come @deekaymotion è uno degli artisti crypto più quotati al mondo. La sua è stata una rapida ascesa che lo ha portato in soli dodici mesi a conquistare il pubblico del Web3.

Destiny

DeeKay è da sempre appassionato al disegno, cresce sviluppando un forte interesse per l’animazione digitale 2D che traduce poi in lavoro. Per dieci anni lavora per grosse società tra cui Apple, che lascia nel febbraio 2021 dopo aver mintato il suo primo NFT. Nello stesso anno arriva la svolta: Cozomo de Medici acquista la sua opera Destiny per 225 ETH – nel 2021 valevano all’incirca 830 mila dollari americani. L’opera racconta la storia d’amore tra due personaggi che, “lanciati” come delle palline da flipper, si incontrano casualmente facendo scattare l’amore. Destiny riassume lo stile ormai inconfondibile di DeeKay: colorato, ironico, semplice ma ricco di dettagli, capace di trasmettere concetti e messaggi attraverso animazioni molto brevi. Per l’artista comunicare una storia (d’amore, di vita, di amicizia, di problematiche sociali) è più importante dell’estetica in sè.
I believe that story is more important than the art itself. I love making beautiful designs with beautiful animation. But I love it more when I am able to move people’s hearts.” dice in un’intervista al The Monty Report.

Il successo di DeeKay continua con la vendita dell’opera Life and Death per l’equivalente di 1 milione di dollari americani sempre a Cozomo de Medici. Anche quest’opera segue lo schema di un classico gioco 2d a livelli, rappresentando il corso della vita umana, condannata ad uno schema pre-impostato che lo vede crescere, studiare, lavorare, fare una famiglia e morire.
Per capire il processo creativo di DeeKay basta guardare la sua opera Animator creating animation. L’NFT mostra infatti un personaggio che posizionato all’interno del desktop di un computer, crea l’animazione di un ragazzo in movimento con l’utilizzo di Illustator e After Effects.
Una delle più recenti serie animate è LetsWalk terminata nell’ottobre 2022. L’obiettivo della serie era quello di creare 100 personaggi che coesistessero nello stesso mondo. L’opera è stata venduta da Sotheby’s per 214.000 dollari.

Life and Death
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