Le illustrazioni intime e malinconiche di Camille Deschiens

Le illustrazioni intime e malinconiche di Camille Deschiens

Giulia Guido · 2 settimane fa · Art

Con Camille Deschiens torniamo alle basi dell’illustrazione, agli strumenti fondamentali che tutti abbiamo utilizzato almeno una volta nella vita: le matite colorate

Camille Deschiens è un’artista francese con base a Nantes, città in cui è nata e cresciuta in una famiglia che le ha sempre fatto respirare l’arte: il padre attraverso la passione per il cinema e la madre e la nonna attraverso quella per la pittura. Influenze, queste, che ritroviamo nella sua produzione artistica e che si sono tradotte nell’utilizzo di matite colorate e nella scelta di rappresentare momenti di quotidianità. 

Le matite colorate permettono a Camille Deschiens di prendersi tutto il tempo di cui la sua creatività ha bisogno, di lavorare lentamente e sperimentare con i diversi livelli di colore. Tratto distintivo delle sue illustrazioni sono appunto i giochi di sovrapposizione e, soprattutto, di trasparenze che regalano atmosfere malinconiche e nostalgiche.

Si tratta di scelte tecniche e stilistiche che si sposano con i soggetti che Camille ama disegnare: momenti di intimità, di passione, di normalità. 
I suoi lavori sembrano dei frame di film, attimi che se non fossero stati impressi su carta sarebbero spariti, volati via, e non avremmo mai potuto vederli. 

Una coppia abbracciata sul divano, un’altra impegnata a condividere la lettura di un libro, una giovane ragazza che scruta fuori dalla finestra, un ragazzo che esce dalla metropolitana. Questi sono sono alcuni dei soggetti che vediamo nelle opere di Camille Deschiens, scoprine altri qui sotto e seguite l’artista su Instagram

Camille Deschiens
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La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini

La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini

Giulia Guido · 2 giorni fa · Photography

Siamo stati immediatamente catturati dalla bellezza degli scatti di Chantal Convertini aka Paeulini. Sensuali, delicati e intimi. 

Chantal Convertini è una ragazza di 28 anni che si è avvicinata alla fotografia quasi per caso e solo successivamente ha deciso di trasformare questa grande passione in un lavoro. Come molti suoi coetanei il primo approccio che ha avuto con la fotografia è stato attraverso il digitale. Poi, in un secondo momento, quattro anni fa si è avvicinata anche al mondo dell’analogico. Questo ha portato Chantal Convertini a sapersi destreggiare benissimo tra le due tecniche, prediligendo l’analogico per i suoi progetti personali. 

I protagonisti dei suoi scatti sono due, la luce e i corpi di giovani donne. 

La luce è quasi sempre quella naturale, che rischiara leggermente interni di case e camere da letto. A volte le sue fotografie sono illuminate giusto da qualche raggio di sole che penetra tra le fessure di tapparelle e persiane chiuse. 

Questi fasci si posano sui corpi nudi e sui volti dei suoi soggetti, spesso femminili, come nella serie A feminine view on femininity, in cui Chantal Convertini dà una sua personale visione dell’universo femminile. 

Spesso però, davanti all’obiettivo ci si mette lei stessa, creando dei fantastici autoritratti, intimi e personali. 

La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini | Collater.al

Qui sotto trovate una selezione dei suoi scatti, per scoprirne di più andate sul suo sito, sul suo profilo Instagram e sul suo profilo Patreon, dove potrete sostenerla anche finanziariamente.  

La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini | Collater.al
La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini | Collater.al
La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini
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La fotografia contemporanea arriva a Bologna con PhMuseum Days

La fotografia contemporanea arriva a Bologna con PhMuseum Days

Giulia Guido · 1 giorno fa · Photography

PhMuseum nasce nel 2012 come primo museo online dedicato alla fotografia contemporanea con l’obiettivo di offrire uno spazio accessibile a tutti da ovunque che promuovesse la cultura visiva.
Negli anni PhMuseum ha organizzato diverse attività e iniziative, dai corsi fotografici a programmi di formazione, fino a masterclass di alto livello. Quest’anno ha voluto fare le cose ancora più in grande, abbandonando per un po’ la sua forma digitale e diventando un evento fisico. 

Dal 23 al 26 settembre, infatti, il Binario Centrale del DumBo di Bologna ospiterà la prima edizione del festival internazionale di fotografia PhMuseum Days.

Il tema scelto per questa prima edizione è A New Beginning / Un nuovo inizio e si adatta perfettamente sia al momento storico che stiamo vivendo e al nuovo decennio appena cominciato sia perché l’evento rappresenta una nuova avventura per PhMuseum.

Il fitto programma dei 4 giorni prevede mostre individuali, un’installazione collettiva, workshop, revisioni di portfolio, proiezioni, performance e uno spazio dedicato all’editoria indipendente. 

Tra gli ospiti spiccano il fotografo argentino Alejandro Chaskielberg che con Natur-e riflette sul rapporto fra uomo, natura e tecnologia e la fotografa brasiliana Angelica Dass che esporrà Humanae, un progetto che cerca di dimostrare che ciò che definisce l’essere umano è la sua ineluttabile unicità.

Ci saranno anche il progetto Encounter dell’italiana Silvia Rosi che parte dal suo album di famiglia per raccontare storie di migrazione e diaspora attraverso autoritratti e performance e Afterlife del fotografo francese Vasantha Yogananthan che racconta l’eterna sfida fra il bene e il male reinterpretando un passo del poema epico indiano il Ramayana. 

Inoltre, verranno esposti tre lavori scelti fra gli oltre 700 progetti che si sono candidati tramite l’open call del festival: Human dell’ecuadoriana Fabiola Cedillo, incentrato sul bisogno dell’essere umano di riprodursi, naturalmente e attraverso la tecnologia, Fading Senses della polacca Ligia Poplawska, sulle implicazioni della perdita degli ecosistemi sulla nostra salute mentale ed emotiva e, infine, C-R92/BY dell’inglese Samuel Fordham, un progetto che si focalizza su migliaia di famiglie britanniche separate a seguito delle politiche dal Ministero degli Interni. 

Visitate il sito di PhMuseum e seguite il profilo Instagram per non perdere tutti gli aggiornamenti. 

Fading Senses, Ligia Popławska
C-R92_BY, Samuel Fordham
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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 19 ore fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle.
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @lured_ph, @sara.carraretto, @alko_imagine, @cristian.perra, @giorgia_congia, @photostrekoza, @_barbarac__, @valerycia, @caterina_cantu, @ale_galimberti.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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La femminilità in bianco e nero di Giangiacomo Pepe

La femminilità in bianco e nero di Giangiacomo Pepe

Buddy · 6 giorni fa · Photography

La fotografia è ossessione. Ossessione di fermare il tempo, ossessione dello sguardo, di insinuarsi tra i gesti e i loro significati.

Giangiacomo Pepe è un fotografo genovese famelico, che ci rivela di continuo il suo sguardo vorace, peccaminoso e voyeuristico. Le sue immagini in bianco e nero, intense, viscerali, sfacciate, scattate in pellicola, rivelano la sua passione per i dettagli del corpo femminile, per i gesti spontanei, i particolari espliciti, le ombre che disegnano.

Istanti di passione, fermati con foga spontanea, sul letto sfatto, su un balcone improvvisato o in una cucina disordinata. Immagini che rivelano il suo desiderio, ma anche allo stesso tempo una curiosità candida verso l’intimità femminile.

Il nudo femminile senza mezze misure.

La femminilità in bianco e nero di Giangiacomo Pepe
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