Art Il caos visionario di Eliza Douglas
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Il caos visionario di Eliza Douglas

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Fino al 31 luglio 2026, i Fantasmi di Eliza Douglas (New York, 1984) si apprestano ad abitare gli spazi della nota galleria newyorkese Gagosian Park&75. Con la curatela di Francesco Bonami, la mostra mette in scena un presente sempre più pervaso dall’AI, la cui capacità generativa sembra senza limiti e proiettata verso l’arrivo imminente di una Superintelligenza Artificiale (ASI).

In una pittura fluida e quasi illusoria, che scorre come un carosello di immagini sul grande schermo, le silhouette tracciate a colore si intrecciano a motivi, autoritratti e tracce che ritornano e si sedimentano. Come era stato per la serie Parole (2023) e l’euforico BANG!, lo spazio della conoscenza, e una necessaria introspezione, aprono a un territorio in cui l’energia del colore si intreccia a un flusso di sensazioni, intime e mutevoli, che prendono forma nello sguardo di chi osserva, esplora e interpreta. 

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Riguardo la progettualità messa in opera, l’artista ha evidenziato: “Mi piace l’idea di creare qualcosa che non possa essere facilmente classificato come astratto o figurativo, gestuale o procedurale. […] Voglio che il mio lavoro sia aperto e poroso.” 

Dal sodalizio con la casa di moda Balenciaga, fino allo studio dell’attuale progetto per lo spazio della Grande Mela, Eliza Douglas affida alla possibilità dell’arte l’euforia di un mosaico di segni e presenze, che sanno intonare la bellezza del caos. Nel suo essere artefice e padrona di un universo gestuale e immaginifico, che si riconosce nella sensazione della materia e del colore, Douglas partorisce continuamente se stessa nella qualità enigmatica e libera della più selvaggia tra le Baccanti. Come omaggio alla più urgente e preziosa sorellanza, l’artista ha fatto ritorno ad alcuni scatti fotografici firmati da sua zia Leslie Kean, una nota giornalista investigativa che ormai da anni si occupa di “fenomeni ultraterreni” e di ipotetiche incursioni UFO sulla Terra. Immersi nel buio pastoso di una notte abbozzata e stellata, alcuni degli scatti di Kean vanno a condirsi e fondersi con l’inventiva e la gestualità della mano d’artista. Attraverso un lavoro di stratificazione, le stampe UV si sovrappongono alla materia viva della pittura. Ritocco dopo ritocco, nell’addizione e nella sottrazione, le presenze portate in galleria attivano il moto circolare e rotatorio di un visionario ouroboros fagocitante, che per il tempo presente e l’incalzare di un consumo senza sosta, tra l’appreso e l’ignoto, non può che restituire le sembianze di un corpo precario, in sé labile e misconosciuto. 

Eliza Douglas
Eliza Douglas

Articolo di Floriana Savino

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Scritto da Collater.al Contributors

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