Art Non una semplice libreria: il nuovo progetto culturale di Dua Lipa
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Non una semplice libreria: il nuovo progetto culturale di Dua Lipa

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Arianna Leva

Negli ultimi anni le popstar hanno iniziato a influenzare non solo la musica o la moda, ma anche il modo in cui scopriamo i libri. Con la Manifesto Library, Dua Lipa compie un passo ulteriore: trasforma il suo book club in uno spazio permanente all’interno di una delle librerie più iconiche d’Europa.

Da qualche anno Dua Lipa ha dimostrato di voler essere qualcosa di più di una popstar. Accanto ai tour mondiali e alle classifiche internazionali, l’artista britannica ha costruito Service95, una piattaforma editoriale che raccoglie newsletter, reportage, consigli culturali e soprattutto un book club diventato uno dei più seguiti del panorama internazionale.

Oggi questo progetto compie un nuovo passo con la nascita della Manifesto Library, uno spazio permanente all’interno della storica Livraria Lello di Porto dedicato ai libri che hanno sfidato il potere, resistito alla censura e dato voce a chi troppo spesso è stato messo a tacere. Più che una semplice selezione di titoli, la Manifesto Library si presenta come una dichiarazione d’intenti: ricordare che alcuni libri non raccontano soltanto il mondo, ma contribuiscono a cambiarlo.

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Cos’è Service95

Lanciato nel 2022, Service95 nasce come newsletter personale di Dua Lipa, ma nel tempo si è trasformato in una vera piattaforma editoriale. Ogni settimana raccoglie consigli di viaggio, articoli di approfondimento, interviste e suggerimenti culturali, con un’attenzione particolare a temi come diritti civili, femminismo, identità, migrazioni e geopolitica. Negli anni Dua Lipa ha dialogato con scrittori del calibro di Olga Tokarczuk, premio Nobel per la Letteratura, Khaled Hosseini, Patti Smith, Hernan Diaz, Ocean Vuong, Douglas Stuart e Chimamanda Ngozi Adichie, costruendo conversazioni che approfondiscono non solo i libri, ma anche i temi sociali, politici e culturali che attraversano le loro opere.

Tra le sezioni più seguite c’è il Service95 Book Club, attraverso cui la cantante propone ogni mese un libro accompagnato da interviste con gli autori e materiali di approfondimento. Negli anni il club ha contribuito a portare all’attenzione internazionale scrittrici e scrittori provenienti da contesti molto diversi, privilegiando opere che affrontano questioni sociali e politiche.

La collaborazione con Livraria Lello

Per dare una dimensione fisica a questa esperienza di lettura, Service95 ha scelto di collaborare con Livraria Lello, una delle librerie più iconiche d’Europa. Situata nel cuore di Porto e celebre per la sua spettacolare scalinata in legno e le vetrate colorate, negli ultimi anni Livraria Lello ha cercato di ridefinire il proprio ruolo, passando da semplice attrazione turistica a luogo di promozione culturale. La Manifesto Library si inserisce proprio in questa direzione: uno spazio permanente curato insieme al team di Service95 che raccoglie libri capaci di mettere in discussione il potere, raccontare storie marginalizzate e aprire nuove prospettive sul presente.

Una biblioteca come manifesto

Il nome non è casuale, la Manifesto Library non nasce per celebrare grandi classici, ma per riunire opere che, in momenti diversi della storia, hanno avuto il coraggio di sfidare sistemi politici, norme sociali e forme di censura.

Tra i primi titoli selezionati compare anche Olhos d’Água della scrittrice brasiliana Conceição Evaristo, una raccolta di racconti che dà voce alle esperienze delle donne nere nelle periferie urbane del Brasile. L’obiettivo, spiegano i promotori, è costruire una biblioteca viva, destinata ad ampliarsi nel tempo attraverso nuove selezioni del Service95 Book Club.

Quando le star diventano mediatori culturali

Il fenomeno dei celebrity book club nasce con Oprah Winfrey, che nel 1996 lancia l’Oprah’s Book Club all’interno del suo programma televisivo. Le sue scelte hanno avuto un impatto enorme sul mercato editoriale, arrivando in alcuni casi a vendere milioni di copie e trasformando autori poco conosciuti in bestseller internazionali. Da allora, sempre più personaggi del mondo dello spettacolo hanno dato vita a progetti simili: da Emma Roberts, che insieme a Karah Preiss ha fondato Belletrist, fino a Reese Witherspoon, Florence Welch e Kaia Gerber, ciascuna con una propria comunità di lettori e una selezione editoriale dedicata.

Negli ultimi anni sempre più celebrità hanno dato vita a club del libro, ma quello di Dua Lipa si distingue per un approccio fortemente editoriale. Più che firmare una libreria, Dua Lipa porta il proprio progetto editoriale fuori dallo schermo. La Manifesto Library rappresenta il passaggio da una comunità di lettori online a uno spazio fisico dedicato ai libri che mettono in discussione il potere, resistono alla censura e amplificano voci spesso rimaste ai margini. 

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Scritto da Arianna Leva

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