Art Duckly Scribbles, la papera che racconta i trentenni di oggi
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Duckly Scribbles, la papera che racconta i trentenni di oggi

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Giulia Guido

Una papera seduta su un tappetino da yoga, la faccia contro lo specchio, che si lamenta di avere fame nel bel mezzo di un esercizio di respirazione. Un’altra che, in piena notte d’estate, apre il frigo in mutande davanti alla finestra spalancata sul condominio. Sono due delle scene che popolano il profilo Instagram Duckly Scribbles, il progetto di illustrazione di Doriana Cisternino in cui una piccola papera gialla diventata, quasi per caso, lo specchio comico di un’intera generazione.

Doriana è pugliese, ha una laurea in Digital Humanities e un percorso lavorativo che passa da laboratori di realtà virtuale ad archivi e biblioteche, prima di approdare al graphic design. Disegnare, però, è sempre stato il suo terreno più stabile: da bambina riempiva quaderni di fumetti, al liceo teneva un diario illustrato con la migliore amica, eppure per anni non si è mai sentita abbastanza legittimata a definirsi illustratrice, non avendo frequentato accademie o scuole d’arte.

La papera arriva prima del trasferimento, quasi come un presagio. Durante una serata sul divano tra amici, tra YouTube, BoJack Horseman e discussioni infinite sulla vita da millennial, Doriana si imbatte nel personaggio di una playlist musicale: un piccolo animale disegnato con pochi tratti, ma capace di strappare un sorriso immediato. Il fratello la prende in giro da sempre dicendole che ha la voce da papera, e qualcosa scatta. Pochi giorni dopo se la tatua sulla pelle, senza sapere ancora che quel gesto impulsivo sarebbe diventato l’inizio di un progetto.

Quando arriva a Milano e decide di pubblicare le sue illustrazioni, la scelta della protagonista è immediata. Duckly Scribbles nasce così, per essere una papera adulta e bambina insieme, che porta addosso tutte le contraddizioni dei trentenni di oggi: il lavoro, le aspettative, le paranoie, la nostalgia, la fame improvvisa alle undici di sera. Sarcastica, autoironica, a tratti malinconica, ma sempre capace di ridere di sé e il pubblico inizia, piano piano, a riconoscersi nelle vignette. 

Le fonti d’ispirazione restano quelle di sempre, i piccoli momenti quotidiani, le conversazioni con gli amici, i ricordi d’infanzia, l’ansia sociale dei social stessi. Per il futuro, Doriana immagina un universo che si allarga, con nuovi personaggi accanto alla papera, una raccolta di fumetti, stampe e gadget, e magari un giorno la possibilità di trasformare il disegno nel proprio lavoro a tempo pieno. Per ora, dice, si sente ancora all’inizio del percorso. Ed è forse la parte più bella.

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Scritto da Giulia Guido

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