Art Pablo Zabala porta il mare sui muri delle città
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Pablo Zabala porta il mare sui muri delle città

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Giulia Guido

Quante volte, soprattutto in periodi come questo, in cui il caldo diventa una presenza perenne e spesso debilitante, abbiamo sognato il mare. Mettere i piedi a mollo e lasciare che l’acqua abbassi la temperatura corporea, immergerci per non sentire più nulla e trovarsi circondati dal blu, lasciarsi cullare dalle correnti. Forse Pablo Zabala conosce bene questa sensazione, la mancanza del mare che diventa tristezza e nostalgia, tanto da portarlo a utilizzare la sua arte per portarlo dove non c’è. 

Pablo Zabala

Classe 1994, Pablo Zabala è nato a Getxo, un paesino che fa parte dell’area urbana di Bilbao, attraversato dal fiume Nervión, che proprio qui si tuffa nell’oceano Atlantico. Cresce con la quotidiana presenza del mare, dei suoi colori e dei suoi cambiamenti, e la porta con sé ovunque vada a dipingere. 

Si forma in modo autodidatta avvicinandosi fin da subito al muralismo, per poi laurearsi in pittura all’Università dei Paesi Baschi. Il filo conduttore del suo lavoro è il realismo della linea e del colore, da cui ricava una topografia cromatica singolare che si concentra sulla rappresentazione della natura, in particolare del mare e del suo movimento.

I blu e i verdi che usa non riposano mai. Si contraddicono, si mordono, restituiscono quella sensazione fisica di qualcosa che cambia sotto gli occhi, come un’onda che non ha ancora deciso dove infrangersi. Sulle facciate degli edifici che dipinge, questo effetto ha qualcosa di straniante e necessario insieme: il muro è la superficie più immobile che esista, eppure sembra muoversi.

In un momento il cambiamento climatico sta riscrivendo bisogni e geografie, dipingere il mare sui muri delle città è una forma di resistenza silenziosa e ricordare, a chi cammina, cosa rischiamo di perdere.

Pablo Zabala
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Scritto da Giulia Guido

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