Da qualche settimana Buddy si è trasferito a Milano. Ha trovato un lavoro, gira in bicicletta ed è in cerca di una casa che possa accogliere lui, Nanù e il gatto. Fino a quando non troverà un tetto starà a casa mia, per cui adesso dopo anni di solitudine faccio un sacco di cose in sua compagnia: ceniamo con le tovagliette americane sotto i piatti, ordiniamo vodka sour e bloody mary e sbirciamo la decadenza di qualche programma TV, mentre io rollo un joint e lui sfoglia un vecchio numero di Hi-Fructose Magazine. Ci manca solo un chiwawa, insomma. Tra tutto quello che facciamo insieme, mostre, eventi, aperitivi e performance, non lo seguo soltanto quando vuole andare a concerti di gruppi derivativi dai 70.

Un paio di giorni fa siamo stati allHangar Bicocca a vedere Unidisplay, laudiovisiva di Carsten Nicolai, uninstallazione basata su una serie di moduli video che si susseguono su uno schermo di circa 40 metri, interferendo con la percezione dello spettatore, viziando la sua visione e mostrando i limiti dellocchio umano mentre soccombe alla complementarietà dei colori e ai movimenti impercettibili delle immagini sullo schermo.
Carsten Nicolai è una figura di fondamentale importanza per la comprensione della scena culturale di ricerca degli ultimi 15 anni. Produttore, musicista e artista visivo ha da sempre sfondato i confini musicali, visivi e progettuali in ogni suo lavoro, mescolando tutto con architettura, scienza e tecnologia. La sua fascinazione per le leggi della natura infatti, lo ha sempre spinto a creare opere che partono dallosservazione dei fenomeni fisici, dalla generazione delle forme dei liquidi attraverso onde sonore fino ad arrivare alla percezione del suono in modo ottico, proprio con Unidisplay.
Unestetica minimale ed un uso monotonale del colore ci hanno portati in un viaggio attraverso noi stessi. Un viaggio temporale per cui linstallazione rappresenta graficamente la scansione del tempo, un viaggio semiotico attraverso un archivio di forme e primitive geometriche e un viaggio percettivo, quello che ci ha sconvolto di più, che ha messo in discussione tutti i limiti della nostra percezione.
Una volta fuori dallHangar Bicocca, per riprendere confidenza con lo spazio e con il tempo, siamo andati a mangiare il pollo y papas al Carrajo di via Padova.








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