Steph Wilson e la censura ai tempi delle emoji

La fotografa londinese Steph Wilson realizza un servizio di moda incentrato sulle censure applicate ai nudi sul web utilizzando le emoji.

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19 Ottobre 2016

Viviamo in un’era assai contraddittoria dopotutto: la mattina possiamo svegliarci e condividere il video dell’ultima sparatoria in uno dei centri commerciali statunitensi con i nostri centinaia di contatti ma alla condivisione di un nudo d’artista dobbiamo preoccuparci di nascondere per bene quelle parti del corpo considerate troppo audaci.

Commissionato dalla rivista Dazed, Steph Wilson, fotografa londinese annata 1992, insieme a una squadra di professioniste niente male (Tara Greville, Laura Little, Holly Sillius e Yusuke Morioka) ha realizzato un servizio fotografico intitolato “Emoji” che non ha come obiettivo solo quello di mostrare gli ultimi capi alla moda.

Il tema principale sono proprio le restrittive del web legate a qualsiasi elemento corporale, maschile o femminile, esposto senza veli senza distinzione – se esso non è legato a scopi di marketing ovvio. Come metodo di censura, la fotografa decide di lasciare spazio proprio a quegli elementi che nel web la fanno da padrone: le emoji.

Gattini, uva, uova, fiori, nascondono creativamente quei capezzoli troppo esposti cogliendo esattamente il centro del dibattito: una donna al naturale non può farsi vedere per libera scelta bella com’è, ma le pubblicità dei grandi colossi del marketing possono mostrarci i sederi delle loro modelle anche mentre leggiamo i necrologi sul giornale.
Dunque un servizio di moda che ha un sapore meno fashion e più di protesta.
In pieno stile Steph Wilson.

Steph Wilson e la censura ai tempi delle emoji | Collater.al

Steph Wilson e la censura ai tempi delle emoji | Collater.al

Steph Wilson e la censura ai tempi delle emoji | Collater.al

Steph Wilson e la censura ai tempi delle emoji | Collater.al

Steph Wilson e la censura ai tempi delle emoji | Collater.al evd

Steph Wilson e la censura ai tempi delle emoji | Collater.al

Steph Wilson e la censura ai tempi delle emoji | Collater.al

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Steph Wilson e la censura ai tempi delle emoji | Collater.al

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