Photography Evenskild fotografa l’effetto del caldo a Parigi
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Evenskild fotografa l’effetto del caldo a Parigi

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Collater.al Contributors

Quest’estate Parigi ha abbassato la guardia. Con il caldo diventato insopportabile, il Canal Saint-Martin si è trasformato in una spiaggia non ufficiale, tra tuffi dai ponti, corpi a mollo e regole sociali momentaneamente sospese. È proprio questo cortocircuito, la città che si scioglie e per qualche giorno smette di essere se stessa, a diventare il soggetto di Parisian Heat Wave, il nuovo progetto del fotografo francese Philippe Farfelan, noto sui social come Evenskild.

Il fenomeno che Farfelan documenta non è isolato, quest’estate il canale è stato al centro di un’attenzione mediatica insolita, complice un’ondata di calore che ha spinto le autorità cittadine a tollerare, e in alcuni tratti a rendere di fatto legittimo, ciò che per anni era stato un gesto di trasgressione urbana. Le passerelle e i ponti, normalmente attraversati distrattamente dai pendolari, sono diventati trampolini improvvisati, mentre le acque torbide del canale, di solito evitate, si sono riempite di corpi in cerca di refrigerio.

Con Parisian Heat Wave, Evenskild non si limita a documentare un evento meteorologico, ma coglie una parentesi sociale. Come racconta lui stesso: “Quest’estate Parigi ha abbassato la guardia. Con il caldo diventato insopportabile, il Canal Saint Martin si è trasformato in una spiaggia non ufficiale dove le persone sfuggivano alla città, si tuffavano dai ponti e si lasciavano trasportare insieme nell’acqua. Per qualche giorno le regole abituali sembravano scomparire. Ho fotografato questo breve momento di libertà collettiva, una città trasformata dal caldo prima che tutto tornasse silenziosamente alla normalità“.

È proprio questa parola, “breve”, a definire lo sguardo di Farfelan. Le sue immagini non cercano di raccontare la crisi climatica in astratto, ma il suo effetto immediato e fisico in città. Il caldo estremo diventa un dispositivo narrativo capace di ribaltare temporaneamente la gerarchia urbana, i corpi prendono il posto delle automobili, l’acqua torbida diventa piscina collettiva, l’eleganza controllata che si associa all’immaginario parigino lascia spazio a un disordine gioioso e fisico.

Farfelan sceglie di non enfatizzare il dramma climatico con immagini apocalittiche, preferendo restituire la leggerezza quasi euforica di chi, per necessità, si concede una libertà normalmente vietata.

Il risultato è una serie che vive nella tensione tra due tempi, quello dell’emergenza climatica che si fa sempre più concreta, e quello sospeso, quasi vacanziero, di una comunità che si riappropria per pochi giorni dello spazio pubblico. Prima che tutto, come scrive lo stesso Evenskild, torni silenziosamente alla normalità.

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Scritto da Collater.al Contributors

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