Articolo di Floriana Savino
Per l’anno 2026 il Padiglione Italia della Biennale d’Arte di Venezia vedrà lo schiudersi dell’esposizione Con te, con tutto dell’artista Chiara Camoni con la curatela di Cecilia Canziani.
Sulle genti delle Alpi Apuane lo scrittore Maurizio Maggiani ha intessuto il romanzo e la poesia di una ricca storia di dignità e Resistenza. Figlio di due umili e fieri partigiani della libertà, egli rivive la necessità di un tempo che ha lottato contro la dittatura, le restrizioni e il malcontento, accompagnandosi al sentimento verace proveniente dal sapore e dal profumo della terra. Lungo le rotte di un percorso creativo di riscoperta anche l’artista Chiara Camoni (Piacenza, 1974) ha scelto il paesaggio dell’Alta Versilia, nel cuore delle Alpi Apuane, per situare il suo studio d’artista. Ormai da anni, in Seravezza, l’artista ha dato spazio a un sogno condiviso di arte e collaborazione al femminile. Basta volgere l’attenzione a più di un’intervista, nel tempo rilasciata da Camoni, per comprendere la necessità più sentita di accompagnare la realizzazione di larga parte delle sue opere d’arte a una danza a più mani che coinvolge il dialogo, un sorriso, e così la presenza viva di un continuo interscambio.


Tra i materiali che più di ogni altro caratterizzano l’agire per l’arte di Chiara Camoni vi è, senza alcun dubbio, la pelle soave della terra: l’argilla. Ricorrendo alla possibilità archetipica dell’elemento naturale l’artista continua a intessere storie, che tendono a inserirsi lungo una progettualità in lode dell’ecosistema mondo. Sovente le Sisters di Chiara si accompagnano nello spazio dato della galleria d’arte con inserti e acconciature corruttibili (fiori, foglie, rami secchi) che, assieme alla potenza di una piccola candela accesa, sanno restituire la bellezza di un passaggio dell’esistenza inesorabile quanto naturale. Nel 2017, ospite di una residenza a Montelupo Fiorentino, l’artista annota nel suo taccuino (divenuto, poi, parte fondante del progetto restituito):
[…] Giro per le vie e nei dintorni, nel paesaggio circostante. Sento, prima in maniera inconscia e successivamente con più chiarezza, una certa durezza. Un misto di inquietudine, interrotta a tratti da elementi di bellezza […] C’è goliardia e goffaggine. C’è il lupo e c’è l’istrice. La luce e il buio. Maschile e femminile. Paura e sorriso. Il contenuto e il contenitore. Il vaso e le sculture. […] Abbiamo lavorato sui vasi, l’oggetto più arcaico e necessario. Abbiamo lavorato simultaneamente su due lati. Ad occhi chiusi e guardando altrove.
Muovendo dalle antiche testimonianze archeologiche e paleolitiche, sino a sfiorare l’assai famosa e discussa restituzione editoriale de Il Codice Da Vinci (2003) di Dan Brown, l’elemento vaso condensa e traghetta con sé una portata simbolica di notevole influenza. Nel rimembrare la ricchezza e la molteplicità del femminile, il vaso accoglie visioni, tesori, enigmi e narrazioni, che all’arte di Camoni sanno donare l’incanto di una mitologia scritta dal corpo di donna. L’argilla, per una o più dee che non situano un tempo e non conoscono alcuna divisione per l’essere, dà sfogo alla possibilità di cucire frammenti di un mondo in ascolto dell’alterità. Al Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2026, Chiara Camoni dedica l’esposizione d’arte Con te, con tutto. Con la curatela di Cecilia Canziani, la personale d’artista promette la trama e il respiro di un itinerario per l’arte restituente le tessere di un profumoso giardino pantomimico.


