Art Il giardino mistico di Chiara Camoni in HangarBicocca
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Il giardino mistico di Chiara Camoni in HangarBicocca

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Giorgia Massari
Chiara Camoni | Collater.al

Fiori, rami, argilla, pietre, terracotta e ceramiche. Animali, anime, sorelle. Dal 15 febbraio al 21 luglio 2024, lo Shed di Pirelli HangarBicocca assume le sembianze di un giardino idilliaco e mistico, all’italiana per la simmetria dei sentieri. Un’installazione site-specific che racchiude il corpus di opere di Chiara Camoni, qui in costante movimento, cambiamento, evoluzione. Una passeggiata potenzialmente infinita e mai solitaria. Una danza poetica, così come il titolo della mostra. Chiamate a raduno. Sorelle. Falene e fiammelle. Ossa di leonesse, pietre e serpentesse. Un componimento dell’artista, una sorta di incantesimo che vuol essere un invito ad accedere allo spazio «con occhi vigili che abbraccino una sensazione di meraviglia e di stupore», ha sottolineato Lucia Aspesi – cocuratrice insieme a Fiammetta Griccioli – durante la conferenza stampa di martedì 13 febbraio. Sono in particolare le dieci Sisters a dialogare con lo spettatore, nonché portatrici di un forte sentimento di collettività e di energia femminile, derivante dalla loro genesi partecipativa. L’artista è infatti solita realizzare le opere con i propri figli e con gli amici, artisti e non, durante incontri prolungati e profondi che avvengono nel paesino sulle Alpi dove Camoni vive. «Una danza con altre persone, senza il bisogno di sapere dove si sta andando a parare» così l’artista ha descritto le sessioni di lavoro condiviso, che per lei sono come «la consegna di un pensiero che prosegue poi nella condivisione».

Chiara Camoni | Collater.al

Una passeggiata tra sacro e quotidiano

La componente poetica e mistica che il titolo della mostra anticipa, la si ritrova nuovamente e in forma tangibile all’ingresso. Un portale in pietra leccese raffigurante due leonesse, poste l’una di fronte all’altra, sancisce il passaggio dello spettatore dall’ambiente esterno a quello lucente del giardino scultoreo di Chiara Camoni. Diametralmente opposte al portale – intitolato Leonesse – si ritrovano altre due figure dichiaratamente animali, due cani in alluminio, un maschio e una femmina, uniti dalla stessa base e dunque invalicabili. Se da un lato l’artista accoglie lo spettatore evocando una certa sacralità, dall’altro lo pone in contatto con la quotidianità e la familiarità, sentimenti ricorrenti della mostra.

Una volta varcato l’ingresso, lo spettatore è chiamato dalle Sisters a girovagare per lo spazio, senza un percorso predefinito. Entità scultoree dall’aspetto zoomorfo, cariche di energie differenti e create con una modalità partecipativa, costellano lo spazio e dettano il ritmo narrativo della mostra, instaurando una relazione viva con lo spettatore. L’artista infatti racconta le sorelle come veri e propri esseri animati, parla di loro come dei soggetti carichi di personalità differenti e di una libertà espressiva che «richiedono» all’artista il loro stesso compimento e realizzazione. Pensiamo ad esempio a Burning Sister, l’unica sorella immateriale nonché l’unico video della mostra. Camoni ha composto l’opera con fiori e foglie su una spiaggia della Grecia, per poi incendiarla. «È la più feroce delle Sisters, è come se lei avesse richiesto di essere bruciata. Quello che si vede nel video non è un sacrificio, ma è il momento della sua massima realizzazione, il momento in cui scompare», ha spiegato l’artista. «Sullo sfondo c’è il mare della Grecia, che culturalmente accoglie le nostre origini, ma è anche un mare che oggi suscita un senso di tragicità». Con le ceneri di Burning Sister, Chiara Camoni ha poi smaltato le ceramiche contenute nelle credenza su cui è proiettato il video.

Chiara Camoni | Collater.al

La fiaba incontra la quotidianità

Un aspetto importante della mostra di Chiara Camoni è la tensione che vi è tra l’opera d’arte e il manufatto artigianale. In questo senso, è evidente come l’elemento fiabesco faccia incursione nella quotidianità dell’artista, il cui incontro è trasposto poi nelle sue opere. Il Carrozzone è forse l’esempio più esplicativo. Si tratta di una struttura a forma di piccola carovana che ricorda un teatro ambulante. Gli spazi sono costruiti dall’assemblaggio di oggetti di recupero, disposti ad accogliere cimeli e libri donati da collaboratori e amici dell’artista, a formare l’opera. D’altra parte, anche i drappi di seta esplicitano questo incontro tra magico e naturale. Una serie di strutture dall’aspetto architettonico, che a volte si presentano come porte da attraversare, altre volte come trappole circolari invalicabili, accolgono delle tende leggere raffiguranti «spiritelli che sono comparsi nello spazio e che reagiscono al nostro passaggio», come li ha spiegati l’artista. Quelle che vediamo sono delle stampe naturali che sintetizzano il paesaggio che l’artista vive ed esperisce. Sono immagini che emergono dall’impronta naturale di foglie, fiori e materiali vegetali raccolti e composti da Camoni. L’intera mostra è dunque un susseguirsi di presenze, di occhi, di bocche, di entità – come anche I Tre Serpenti – che vivono nella quotidianità e nella sfera domestica dell’artista ma che acquistano una dimensione mistica, dettata dall’incontro tra la ritualità del processo, l’approccio istintuale e la semplicità del gesto. Una danza tra un sapere antico e un sapere del quotidiano, nella quale la natura occupa un posto di rilievo.

Chiara Camoni | Collater.al
Chiara Camoni | Collater.al
Chiara Camoni | Collater.al
Chiara Camoni | Collater.al
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Courtesy Chiara Camoni, Pirelli HangarBicocca

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Scritto da Giorgia Massari

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