Photography Cinematography – The Neon Demon
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Cinematography – The Neon Demon

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Giordana Bonanno

Di qualsiasi film si tratti, l’intento del regista danese Nicolas Winding Refn è sempre quello di stupire. Con The Neon Demon, film del 2016, ha superato sicuramente le aspettative presentando non solo un thriller a tinte horror ma sopratutto un cinema d’autore visionario unito a quello crudo e spietato. 

Nonostante questo la tematica sui cui pone le basi la narrazione è semplice ed immediata: l’esaltazione dell’apparenza giovanile dentro il mondo, spesso disumanizzato, della moda. Nicolas cerca di smantellare il mito della bellezza standardizzata, sponsorizzata, attraverso l’esasperazione ai limiti dell’orrido.

Una nota che vale la pena sottolineare riguarda le musiche ipnotiche di Cliff Martinez, che non hanno semplicemente supportato la scena ma sono diventate un ulteriore personaggio della storia aggiudicandosi ammirazione da parte del pubblico e un “Cannes Soundtrack Award” dalla critica.

Con questi presupposti sembra davvero strano pensare che è stato tutto realizzato con un budget limitato, ma il grande lavoro di team tra il regista e la direttrice della fotografia Natasha Brairer ha supportato il tutto dando vita ad effetti spettacolari.

Lei stessa racconta di aver affiancato Refn anche nei due mesi di preparazione, cercando le location più adatte in cui mettere in scena le loro idee. Per una linearità ancora più studiata hanno girato la sceneggiatura in ordine cronologico, cosa che in ambito cinematografico avviene di rado, costruendo un viaggio emotivo in evoluzione con gli attori. 

Tra i caratteri stilistici che distinguono i lavori del regista da tutti gli altri, ricoprono senza dubbio un ruolo principale i colori intensi come il blu e il rosso; ma per questo film era piuttosto sicuro sin dall’inizio che avrebbe utilizzato delle variazioni sul ciano, turchese e rosa magenta, tonalità senz’altro più tenui ma che, grazie anche al suo daltonismo, sono risultati accesi e vibranti attraverso le luci al neon che invadono la scena per gran parte del film. Refn vuole distaccarsi volutamente dalla realtà e il colore è il mezzo attraverso il quale compie questa transizione verso un mondo sognante e in trance.

Natasha Brairer ha confermato: “lavoro sempre con il colore quando fotografo, sviluppando la palette e in seguito dipingendo il film, ma questa volta la mia tavolozza era più vibrante di qualsiasi altro lavoro fatto prima. È stato come saltare in una piscina di colori vivi”.

L’effetto ipnotico delle immagini è lo stesso con cui l’artista Tarek Mawad vuole stupirci: scritte, codici, linee e blocchi di colori vengono proiettati sui personaggi dei suoi scatti, attraverso un gioco di luci che nasconde e rivela delle parti del corpo, intrigando ed incuriosendo chi guarda. Lui è un artista poliedrico in grado di spaziare dalle animazioni 3D, alle proiezioni di mapping e alle installazioni luminose: più in generale, l’artista si serve di tutti gli elementi che è in grado di sfruttare per portare avanti una narrazione originale.

La sua forte impronta cinematografica è sicuramente l’elemento che ci ha convinti a sceglierlo per il confronto con il capolavoro stilistico di Refn.

Genere: Horror, Thriller

Regista: Nicolas Winding Refn

Direttore della fotografia: Natasha Brairer

Scrittore: Nicolas Winding Refn

Cast: Elle Fanning, Christina Hendricks, Keanu Reeves

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Scritto da Giordana Bonanno

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