Style La riedizione della borsa di Prada pensata da Cini Boeri
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La riedizione della borsa di Prada pensata da Cini Boeri

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Anna Frattini

Sotto le volte di vetro della Galleria Vittorio Emanuele II, a Milano, lo storico negozio Prada Donna ospita un progetto che va oltre alle solite collaborazioni e tributi nel mondo della moda: un omaggio al pensiero eclettico e umano di Cini Boeri, architetta e designer milanese, a un secolo dalla sua nascita.

Prada e l’Archivio Cini Boeri hanno quindi presentato una riedizione limitata di 100 pezzi della borsa che Boeri disegnò nel 2018 per Prada Invites, iniziativa che aveva coinvolto anche le archistar Elizabeth Diller e Kazuyo Sejima. Tre sguardi femminili, tre visioni architettoniche, un materiale comune: il nylon. Ma tra le tre, quella di Boeri spicca per semplicità radicale e poetica funzionalità.

Ph. Chris Moyse, Courtesy Archivio Cini Boeri

Nella lettera che Cini scrisse a Miuccia Prada nel 2018, si legge tutta la sua filosofia: «Disegnare una borsa vuol dire per me creare una semplificazione al suo uso, una più facile gestione del suo peso, oltre a un’immagine adeguata. Tasche innanzitutto, maniglie per alzarla, una buona e semplice attrezzatura interna».

La borsa di Cini Boeri è un manifesto portatile del suo pensiero progettuale. Non un accessorio decorativo, ma un’estensione del corpo e dei gesti di chi la porta. È flessibile, espandibile, regolabile: ogni elemento è pensato per adattarsi, non per imporsi. Un oggetto che non detta regole, ma offre possibilità. In perfetto stile Boeri.

Il progetto ruota intorno alla volontà di incoraggiare l’autonomia dell’utente. La borsa si compone di un modulo con tasche aggiuntive, facilmente removibile. Un’architettura tascabile che ricorda i suoi celebri spazi domestici modulari, sempre a misura d’essere umano.

cini boeri

Oggi, questa borsa iconica rinasce in una veste che guarda al futuro: è realizzata in Re-Nylon nero, un nylon rigenerato ricavato dal riciclo di materiali plastici raccolti negli oceani, reti da pesca e scarti tessili. Una scelta che riflette l’urgenza contemporanea di un design responsabile, e coerente con la visione di Boeri, sempre attenta all’etica della progettazione. Il tutto è firmato con un tag celebrativo che riporta il nome dell’architetta e il centenario della sua nascita, un dettaglio che trasforma l’accessorio in una piccola opera commemorativa.

«È difficile oggi disegnare un oggetto che dica qualcosa di nuovo, che abbia una certa flessibilità d’uso. L’unico stimolo veramente chiaro che io avverto è quello di allontanarsi da tutte quelle forme eccentriche che hanno invaso il nostro pianeta […] e pensare a qualcosa che si possa vedere ed usare quietamente e piacevolmente da ieri all’eternità» si legge quindi nella stessa lettera menzionata sopra.

cini boeri

Con questa riedizione, Prada non celebra solo una borsa, ma riattiva un pensiero progettuale che è ancora oggi necessario. Un pensiero che parte dall’archivio per tornare a parlare al presente, e al futuro. Da ieri all’eternità, proprio come voleva Cini.

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Scritto da Anna Frattini

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