Durante il periodo di quarantena che abbiamo vissuto tutti abbiamo sperimentato e provato differenti stati d’animo causati dall’isolamento, dal non poter uscire e dalla lontananza con le persone care. Ma, se ci fermiamo un attimo a riflettere, non c’è stato un momento come quello del lockdown in cui si siamo sentiti così uniti gli uni agli altri. Potremmo dire che l’isolamento ha creato qualcosa di speciale, un senso di appartenenza qualcosa di più grande. Il fotografo Michal Zahornacky ha riflettuto molto bene su tutto ciò e ha deciso di rappresentare questa sensazione con il progetto “Close”.

La serie fotografica affronta e analizza la situazione umana attraverso l’architettura. L’unione che si è creata tra le persone è rappresentata attraverso edifici, palazzi, case, finestre che si moltiplicano infinite volte, creando dei pattern in cui non c’è spazio per la solitudine, o l’isolamento, ma i singoli elementi si fondono in un’unica grande realtà.
“Close manifesta la situazione reale di quando siamo stati costretti a chiudere le nostre porte, a rimanere a casa. Ci ha fatto sentire vicini (close), alla comunità, alla famiglia, agli amici e anche a noi stessi”.

Noi abbiamo selezionato solo alcuni scatti di Close, per scoprire l’intera serie visita il sito di Michal Zahornacky e per non perderti i suoi prossimi lavori seguilo su Instagram.









