Collyrium – Il cinema tra sogno e realtà di Christopher Nolan

In questo nuovo appuntamento di Collyrium, la rubrica di cinema targata Collater.al, andremo a fare un po’ di luce sul misterioso e tanto amato cinema di Christopher Nolan.

La sua tecnica registica è considerata sicuramente una delle più significative del panorama contemporaneo proprio perché riesce ad amalgamare il gusto personale ed inconfondibile del regista con le logiche commerciali del circuito hollywoodiano. Questa combinazione di elementi ha dato alla luce opere pregne di una poetica cinematografica precisa e ricorrente, ma anche successi di critica, pubblico e soprattutto record di incassi.

Nolan nasce a Londra nel 1970 da padre inglese e madre americana e proprio per questo motivo trascorre la sua giovinezza oscillando tra Londra e Chicago. È in questi anni che il giovane Christopher inizia a formare il suo gusto fotografico che ben presto si trasformerà nella realizzazione di cortometraggi e successivamente film, spesso con l’aiuto di suo fratello Jonathan (fido e costante sceneggiatore con il quale collaborerà molto spesso).

Finalmente nel 1998 arriva il primo lungometraggio di Nolan, “Following“. Il film è un thriller noir, trasposto con un cupo bianco e nero in cui vediamo la discesa nelle più profonde tenebre di uno scrittore alla ricerca di ispirazione per i suoi romanzi. Il regista angloamericano lavora con un budget bassissimo, basti pensare che la pellicola da 16mm è stata pagata interamente dal regista stesso, provando le scene numerose volte, proprio per non avere alcun tipo di spreco di tempo e risorse.

Il film riceve una discreta visibilità grazie alla potenza visiva ma soprattutto al racconto molto disturbante, elemento che spesso e volentieri sarà presente anche nelle sue successive creazioni.

Il primo vero salto nel circuito cinematografico americano avviene, però, nel 2000, quando dirige Memento, storia tratta da un racconto del fratello Jonathan. In questo secondo lungometraggio il regista dà vero e proprio sfoggio delle sue doti, creando un’opera pionieristica. Il film è caratterizzato da una narrazione è scomposta: la cronologia è invertita, ogni scena dura 15 minuti e riavvolge la trama per riportarci all’inizio della vicenda, rappresentando al contempo il disordine nella mente del protagonista. Il caos per la prima volta prende forma nel cinema Nolan, ma soprattutto prende forma quella modalità narrativa secondo la quale lo spettatore è parte integrante della vicenda, poiché anche a lui è richiesto di riflettere, comporre e ricombinare i micro tasselli che compongono l’opera per poterla poi capire e apprezzare a pieno. Questo elemento è forse il riassunto assoluto del suo cinema. Il pubblico dei film di Nolan non è, e non può essere, un pubblico passivo proprio perché a lui spetta l’analisi finale della vicenda.

Da Memento in poi, la carriera del regista subisce un’ascesa. L’impegno successivo è la trilogia di Batman. I 3 film sull’uomo pipistrello cambiano completamente la percezione del tanto amato eroe della DC, e sono anche considerati come i cinecomic più influenti della storia del cinema. Nolan oltre a servirsi dell’aiuto di esperti e amanti dei supereroi (David S. Goyer) per la stesura della sceneggiatura, gira tutto il film prestando una maniacale attenzione al realismo, all’intreccio ed alla dimensione dei personaggi (basti appunto vedere l’interpretazione magistrale di Heath Ledger nei panni di Joker).

È importante a questo punto spendere qualche parola sul film forse più guardato, premiato e discusso realizzato da Christopher Nolan: Inception. Questa pellicola, che si è accaparrata diversi premi tra cui un Oscar come miglior film, è forse l’opera più rappresentativa della poetica di Nolan. Inception parla della percezione dei sogni e della vividezza con cui questi si imprimono nella nostra mente, andando talvolta a rendere dubbiosa la realtà stessa. Il regista prende la narrazione frammentata che abbiamo visto in Memento e ne fa qualcosa di più: i frammenti narrativi creati dal regista non sono più uno dopo l’altro (come nella sua seconda opera) ma sono addirittura uno dentro l’altro. Lo spettatore, così come il protagonista interpretato da Leonardo DiCaprio, non è più in grado di capire dove finisce il sogno e dove inizia la realtà. Questa complessità narrativa ha portato Inception ad essere uno dei film in assoluto più apprezzati e studiati della storia del cinema hollywoodiano contemporaneo. 

Il cinema di Nolan non è un cinema facile, ma gioca e flirta abilmente con la confezione e il gusto hollywoodiano, riuscendo a mettere d’accordo i più accaniti cinefili e gli spettatori più giovani e inesperti.

Gli elementi che rendono tutto questo possibile sono ormai diventati stilemi estetici e narrativi, rintracciabili dai suoi primi film e presenti negli ultimi, Interstellar e Dunkirk. Primo fra tutti abbiamo la già citata narrazione frammentata che permette al regista, grazie a un acuto lavoro montaggio, di muoversi in qualsiasi direzione, andando contro il pincipio di spazio e tempo. In secondo luogo troviamo un amore spropositato per temi quali la vendetta, l’alienazione, la memoria e soprattutto il confine sottile tra realtà e finzione. Infine, ma non per importanza, abbiamo un utilizzo saggio di tutte le più moderne tecnologie, sempre perfettamente ad uso della sceneggiatura e della rappresentazione e mai fini a se stesse.

Vi lasciamo con un suo breve cortometraggio, piccola sintesi della sua cinematografia.

Filografia di Christopher Nolan:
-Following (1998)
-Memento (2000)
-Insomnia (2002)
-Batman Begins (2005)
-The Prestige (2006)
-Il cavaliere oscuro(2008)
-Inception (2010)
-Il cavaliere oscuro: il ritorno (2012)
-Interstellar (2014)
-Dunkirk (2017)

Artcinemacollyrium

Editor's Picks

x
Ascolta su