Dopo tre anni da Morning Phase, Beck è tornato con Colors un album ultrapop, dalle sonorità electro con contaminazioni funk e rock. Un lavoro fresco e che al primo ascolto sembra funzionare come un orologio svizzero.
L’album si presenta seducente già dalla cover customizzabile realizzata dai designer Jimmy Turrell e Steve Stacey. Suoni, riferimenti, intuizioni, come colori e pattern. Un album che sembra una castello fatto con mattoncini lego, giocoso e pop in ogni accezione: orecchiabile, colorato, ibrido.
Un album che gioca a citare tanto Bruno Mars, quanto i Police e i Weezer.
Canzoni esplosive, perfette nella forma e nella confezione, messe in fila esattamente come dovrebbero, e il cui unico difetto potrebbe essere quello di funzionare al primo ascolto ma lasciarti freddo. Come se Beck avesse passato gli ultimi tre anni a costruirle in modo ossessivo, bilanciando ogni suono ma perdendo di vista la carica emotiva. E forse anche la capacità di anticipare e andare oltre i generi.
Non sarà facile tirare fuori la perfezione dopo 13 album e 30 di carriera.
Buon ascolto.

