Columbia nasce nel 1938 a Portland, in Oregon, come piccola azienda di cappelli, e prende il nome dal fiume che attraversa il Pacifico nord-occidentale. A fondarla è Paul Lamfrom, immigrato tedesco arrivato negli Stati Uniti in fuga dall’Europa nazista, che in quella regione di pioggia, boschi e umidità costante trova il suo banco di prova. Per decenni l’identità del brand si costruisce lì, sull’idea che un capo debba prima essere funzionale e poi essere bello.
La svolta arriva nel 1970, quando Lamfrom muore e l’azienda passa alla figlia Gert Boyle, casalinga senza esperienza manageriale che si ritrova a guidare una realtà sull’orlo del fallimento. Sarà lei a trasformarla in un colosso, con una comunicazione diventata leggendaria negli anni Ottanta, in cui si presentava come “One Tough Mother” e sottoponeva i prodotti a prove sempre più severe. Arrivano così i sistemi modulari come l’Interchange, la giacca che si scompone in più strati, e una lunga serie di tecnologie proprietarie che negli anni diventano la lingua madre di Columbia.

Sebbene il rapporto con la montagna sia sempre stato il suo punto forte, non si può dire che quello con la città non sia mai esistito. Le sue giacche hanno attraversato le strade già anni fa, indossate da chi non voleva rinunciare a comodità e funzionalità nella vita di tutti i giorni.
È per questo che oggi, un periodo in cui l’estetica outdoor è diventata un vero e proprio must, Columbia ha deciso di fare un passo che suona quasi naturale, quello di progettare da zero una collezione pensata per l’ambiente urbano.
Nasce così Street Tech, una linea che parte dalle tecnologie che fanno parte dell’heritage del brand e le riscrive attraverso volumi e proporzioni contemporanee. L’idrorepellenza di Omni-Shield™, l’impermeabilità traspirante di Omni-Tech™, l’isolamento di Thermarator™ e la gestione dell’umidità di Omni-Wick™ restano le stesse, cambia lo scenario in cui vengono inserite.
Il pezzo che meglio racconta il progetto è la St/rmwall™ Balaclava Puffer, un piumino in ripstop ultraleggero con passamontagna integrato direttamente nel colletto. Un dettaglio di pura funzione, quello della copertura extra contro il freddo, che finisce per diventare anche il segno grafico dell’intero capo. Più tecnica ancora la Striker 3L Waterproof, che porta in ambito urbano la costruzione a tre strati di Omni-Tech™ e l’esperienza maturata sulle montagne, senza nasconderla sotto una veste troppo decorativa.


Il resto della collezione lavora sul versante più materico e quotidiano. Il Mou/tain™ Fleece, disponibile come hoodie o full zip, ha un pelo lungo e un impatto quasi scultoreo che trasforma un classico del mondo outdoor in un capo da tutti i giorni. Il Cargo Jogger in tessuto stretch unisce una linea rilassata a dettagli cargo e trattamento Omni-Shield™, mentre la Heavyweight Graphic Hoodie, in cotone da 450 g/m², e la Graphic Tee condividono lo stesso linguaggio visivo in due pesi diversi, pensati anche per il layering. A chiudere, lo Jacquard Skull Beanie con interno in microfleece Omni-Wick™, un accessorio piccolo che porta la competenza tecnica nel dettaglio.
Resta da capire quanto Street Tech riuscirà a distinguersi in un territorio ormai affollato, dove quasi tutti i brand outdoor hanno già provato a parlare di città. Il punto di forza di Columbia, forse, è proprio la sua storia, perché a differenza di altri non deve costruirsi una credibilità tecnica e può limitarsi semplicemente a cambiarle un po’ forma.


