É una fotografia impura quella da cui nasce Desaparecidas [missing women], il progetto della fotografa e video-artist cilena Daniela Contreras: sei fotografie di donne ritrovate sfogliando vecchi album di famiglia degli anni Settanta, a cui sono stati cancellati i volti con acidi e prodotti chimici.

Diversi i colori e gli effetti ottenuti, tutti accomunati da una spettralità incompleta, un sottile equilibrio tra assenza a presenza, tra riconoscibilità e rarefazione. Le immagini tornano poi ad essere contemporanee, con il processo di digitalizzazione che fissa indelebilmente quel gesto capace di mettere in discussione la memoria collettiva e lidentità, svelandone tutta la fragilità.
La fragilità della memoria, la ricerca continua del punto di collisione tra arte e fotografia, la ricerca e la costruzione del passato e del presente sono i temi che ritroviamo anche in Identidades, una riflessione sui ritratti di famiglia come processo di oggettivazione della memoria.
Qui i volti sono cancellati, meccanicamente, negando alle donne ritratte la propria identità e mostrando tutta la fragilità, emotiva e simbolica, di un ricordo.





