David Cronenberg è sicuramente uno dei registi più controversi, sperimentali e talentuosi della nostra epoca. È riuscito, con i suoi film difficilmente dimenticabili, a plasmare la concezione del cinema post-moderno e contemporaneo.
Negli anni la sua poetica è sempre rimasta molto fedele a se stessa, nonostante nel corso dei decenni si sia evoluta, andando ad indagare il tema del corpo, del sesso e della morte in ogni loro forma. Se nei primi film, nei quali l’impatto visivo assumeva sembianze body-horror, nelle sue ultime creazioni l’indagine cronenberghiana si sposta più su tematiche sociali ponendo l’attenzione sull’aspetto psicologico della realtà presentata.
Nonostante il crudo impatto visivo dei suoi film, il regista Canadese è riuscito ad imporsi, nel giro di pochi anni, nel panorama cinematografico internazionale; tanto forte è la caratterizzazione dei suo lavori che l’ha portato a vincere il Leone D’Oro alla Carriera all’ultima edizione del festival del cinema di Venezia.
Per chi non conoscesse le opere del regista, ecco qui quelle che a parer nostro sono le più significative.
Shivers (1975): Dopo le prime prove registiche autoprodotte, dal carattere underground, Croneneberg realizza Shivers, prima pellicola con distribuzione commerciale. Visto nel 2018, il film ci può sembrare banale ma, contestualizzandolo nel suo tempo, si può già scorgere il carattere visionario che sarà poi una costante nelle sue opere successive. In un lussuoso residence nella periferia di Toronto, compare improvvisamente un parassita che si insinua nei corpi provocando un’insaziabile voglia di sesso e minando drasticamente le facoltà intellettive delle vittime. Il risultato è una folle orgia deforme, dove ogni corpo viene esaltato in tutta la sua squallida sensualità.
Come dicevamo poco fa, si iniziano già a scorgere i primi segni della sua poetica: corpo-sesso-morte.


Videodrome (1983): In questa pellicola il regista inizia ad indagare la società circostante, concentrandosi su quella a lui contemporanea e mettendo al centro della sua opera una realtà quasi distopica.
Un uomo che lavora in una rete televisiva borderline viene in contatto con un programma piratato che inizia a stuzzicare il suo interesse. Il passo è breve e presto l’interesse per il programma si trasforma prima in ossessione e successivamente in follia.
La realtà del protagonista inizia a diventare un miscuglio allucinante tra visioni, verità e pensieri contorti.


La Mosca (1986): Remake di un film del 1958, a sua volta tratto da un racconto di George Langelaan, il film ha sconvolto generazioni di spettatori diventando subito un cult. La storia racconta la folle impresa di uno scienziato che, nel tentativo di realizzare una macchina per il teletrasporto, crea qualcosa di decisamente differente: sarà lui il primo a provarla e a rendersi conto che qualcosa è andato storto. Il protagonista inizia lentamente a trasformarsi in un ibrido deforme tra uomo e mosca.
Questo film, rappresenta la filosofia cronenberghiana per eccellenza, tanto da diventarne il manifesto.


Crash (1996): Pellicola chiave all’interno della filmografia cronemnberghiana (vinse addirittura lo Special Jury Prize al Festival di Cannes) proprio perché analizza in maniera diretta ed inequivocabile il dialogo, spesso conflittuale, tra Eros e Thanatos.
James Spader è un giovane produttore cinematografico che conduce una vita apparentemente perfetta; ma dietro questa apparenza si cela, come spesso accade, un’esistenza monotona, dove anche il sesso con la sua meravigliosa moglie non gli dà più alcuna soddisfazione. Questa grigia routine viene interrotta da un violento incidente stradale tramite il quale entra in contatto con una setta di folli che trova la proprio linfa vitale in una spericolata guida stradale, dove più ci si avvicina alla morte, più sale l’eccitazione sessuale.
Questo palese rapporto tra la pulsione di morte e la pulsione sessuale è enfatizzata da un’attenzione quasi ossessiva per i corpi umani ma anche per quelli meccanici delle automobili.


Existence (1999): una delle migliori opere del regista Canadese secondo la critica e molti fan. In Existence vi è un forte ritorno all’elemento body-horror, ma ad un livello successivo: un giovane ed inesperto Ted Pikul, interpretato da Jude Law, si ritrova a partecipare al testing di un videogioco (molto simile alle nostre realtà virtuali) che lo trasporta in un mondo distopico dalla forte influenza thailandese, dove la tecnologia si fonde con la biologia.
Questa allucinogena avventura porta il protagonista ma anche lo spettatore a non riuscire più a distinguere realtà e finzione.


Cosmopolis (2012): film che si discosta dalle solite pellicole del regista. Con il nuovo millennio David Cronenberg non vuole più indagare l’uomo attraverso le mutazioni corporee ma il corpo diventa uno strumento per esplorare il mondo, ma soprattutto la psiche umana.
Cosmopolis è tratto dall’omonimo romanzo di Don DeLillo, uno dei più famosi scrittori della letteratura postmoderna, e racconta la giornata di un miliardario di nome Eric Packer che gira per New York nella sua casa-limousine. Nel corso della pellicola, il protagonista incontra numerosi personaggi ed ognuno di questi avrà il proprio impatto della mente paranoica di Packer. Il protagonista è interpreato egregiamente da Robert Pattinson.


Maps to the star (2014): è l’ultima opera del regista e racconta l’angoscia, la megalomania e la follia vera e propria che dilaga per le strade di Hollywood. Al centro della vicenda ci sono diversi personaggi, ognuno in un modo o nell’altro parte dello star System. Pur trattandosi di un tema apparentemente normale o comunque trito e ritrito, l’iconica regia di Cronemberg, sostenuta da una magistrale fotografia, rende la visione tutt’altro che banale agli occhi dello spettatore.
Un’ultima pellicola sicuramente diversa dalle precedenti ma nonostante questa palese diversità, la voce del regista è in grado di farsi sentire forte e chiara.
Nel cast sono presenti Julianne Moore, Robert Pattinson, Mia Wasikowska e John Cusack.


Non sappiamo ancora bene quali saranno le prossime mosse del regista, alcuni rumors dicono che sarà un film horror chiamato The Work Fridge, altre voci invece suppongono si dedicarà ad una serie televisiva in seguito alle sue parole di elogio e supporto nei confronti del mondo seriale.
Non ci resta che stare pazientemente ad osservare quali saranno le prossime mosse dell’ormai leggendario David Cronenberg.