Prendete un pezzetto di Google Maps facendo attenzione a scegliere una zona particolarmente trasformata dall’intervento umano e allo stesso tempo che abbia forme e colori piacevoli all’occhio. Ora moltiplicatelo, specchiatelo, ribaltatelo, seguendo la logica estetica dei tappeti persiani.

Bene, se siete stati particolarmente bravi, avrete (si fa per dire) davanti a voi una delle opere di David Thomas Smith, fotografo documentarista di origini irlandesi.
La serie si chiama Anthropocene, termine coniato negli anni ottanta dal biologo Eugene Stoermer e riportato in auge nel 2000 dal Premio Nobel per la chimica Paul Crutzen. Esso sta ad indicare l’era geologica attuale nella quale le modifiche territoriali, strutturali e climatiche da parte dell’uomo hanno un impatto sempre più determinante sull’equilibrio del nostro pianeta.
Guardate queste immagini. Sono così belle che anche un ecologista sarebbe indeciso se inveire o prenderne una e appenderla in salotto.


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