Art I pupazzi inquietanti di Dean Hoy
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I pupazzi inquietanti di Dean Hoy

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Dean Hoy | Collater.al

L’artista Dean Hoy, ora 25enne, deve avere pensato alla sua infanzia quando durante la pandemia ha deciso di riprendere tra le mani vecchi peluche di orsacchiotti, provando a dargli una nuova vita, un significato diverso da quello che avevano quando era un bambino.
L’artista ha iniziato ad aggiustare alcune parti sgualcite, a rovinarne altre, bruciandole o aggiungendo cuciture più spesse, ulteriore pelliccia, perle, scampoli di pizzo, creando nuovi pupazzi meno innocui e teneri ma più inquietanti. Le opere del progetto “Bears Who Cares” hanno infatti aspetti grotteschi, magari non troppo rassicuranti se visti dagli occhi di un bambino, ma più d’impatto per il messaggio che vogliono trasmettere. Dean Hoy prendendo pupazzi dai negozi di beneficenza vuole rendere visibile un tema spesso affrontato ma con il quale più difficilmente ci si imbatte nella quotidianità di ciascuno come quello dell’abbandono degli animali. Per farlo serviva un oggetto fisico, da toccare e del quale tutti potessimo riconoscere le sensazioni che riesce a trasmettere nel suo stato originale.
Il significato degli animali sta anche nel modo in cui ci prendiamo cura di loro, questo il concetto alla base delle opere di Hoy, in cui si denuncia il disinteresse e l’egoismo dell’uomo, gli affetti con il timer, opposti all’infanzia come momento di purezza.

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