Art Quando la BIC è diventata strumento per gli artisti
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Quando la BIC è diventata strumento per gli artisti

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Tommaso Berra
BIC | Collater.al

Se Jordan Belfort, lupo di Wall Street interpretato a Hollywood da Leonardo Di Caprio, avesse chiesto a voi di vendere una penna probabilmente sarebbe stato difficile, ma forse non quanto realizzare un’opera d’arte con quella stessa penna, una BIC mettiamo.
La biro più famosa al mondo però non è solamente lo strumento di scrittura più diffuso, non è solo la penna con la quale abbiamo scritto compiti e firmato contratti, ma anche un oggetto di culto per grandi artisti, che l’hanno utilizzata per realizzare opere d’arte. Ferdinand Legér, Martin Parr e Alighiero Boetti solo solo alcuni dei nomi che hanno scelto la biro a sfera presentata nel 1950 a Clichy (in Francia) dal barone Marcel Bich. Bich migliorò, e acquistò i diritti, dell’invenzione della biro inventata da László József Bíró, rendendolo un prodotto popolare usa e getta, al quale seguirà la produzione di rasoi e accendini.
Se siete sempre stati indecisi su quale colore scegliere, potrebbe tranquillizzarvi scoprire che René Magritte ha scelto il blu per il suo autoritratto, Alberto Giacometti il nero per alcuni sketch, Claude Closky nella sua Avant/Après (4 couleurs) invece ha utilizzato anche il rosso e il verde.

Nel 2018 alla galleria 104 di Parigi BIC ha organizzato una mostra in cui erano esposte 140 opere realizzate con penne e altri oggetti prodotti dal brand. Oltre ai già citati lavori di Magritte e Giacometti anche opere di César, Giorgio Colombo, Lucio Fontana, Philippe Favier, Angiola Gatti e Mamadou Cissé per citarne solo alcuni. Tra questi c’era anche Giuseppe Stampone, per il quale BIC nei giorni scorsi ha realizzato una particolare biro dal colore “Giuseppe Stampone”, non in vendita e che verrà utilizzata solo dall’artista italo-francese per le sue opere.
La collezione BIC comprende in totale circa 250 opere, non solo quadri a biro, ma anche sculture, come la sedia realizzata da Kate Lennard con 1102 rasoi, o il completo composto da camicia e pantaloni (Out of the Blue) della designer Sophie Hardeman.

I paravento, le lampade e tutti gli oggetti fisici e cartacei realizzati partendo dall’idea di Marcel Bich sono l’espressione più alta di un’idea nata per essere alla portata di tutti, uno strumento di semplificazione entrato nella vita di tutti. BIC ha rivoluzionato il modo di scrivere e di appuntare informazioni, ha modificato la velocità del gesto di scrivere rendendolo più immediato e popolare, modificando un’abitudine secolare, una capacità che hanno solamente i grandi oggetti di design.
Artisti della nuova generazione come THE KID o Anne-Flore Cabanis si sono lasciati ispirare come in passato Giacometti e Fontana, sintomo che l’espressione artistica e il suo gesto non possono essere separate dallo strumento, meglio ancora se veloce ed essenziale.

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Scritto da Tommaso Berra
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