Dimitri Tsykalov

Dimitri Tsykalov

Enrico Zecchini · 12 anni fa · Art, Photography

Dimitri Tsykalov nasce a Mosca ed è qui che ha luogo la sua formazione artistica presso l’Istituto Poligrafico dal 1982 al 1988.

La sua produzione è fortemente influenzata dalla grafica, così come si evince dalla scelta dei soggetti e dal modo di comporli, ma ciò che caratterizza maggiormente i suoi lavori è la scelta dei materiali.

Dimitri Tsykalov - Scatti di uomini che imbracciano armi rivestite di carne

Dimitri si serve di materie “vive” o meglio biologiche cioè appartenenti al panorama della vita-bios e della natura quali ad esempio legno, frutta, ortaggi e carne animale.
Le sue composizioni hanno come risultato un enorme effetto visivo, sono immagini che mirano a sconvolgere e a permanere oltre lo sguardo.

Cominciano dalla carne ed è proprio nella carne che lasciano il loro segno.

Trovandoci ad osservare i suoi scatti non possiamo che sentirci segnati sin giù nelle viscere, sia in senso letterale che in senso lato. E’ immediatamente intuibile il significato di tale produzione, un forte impatto emotivo, di opposizione, di denuncia contro ciò che maggiormente mette a rischio l’uomo: l’uomo stesso!

Ed ecco che le armi, strumenti di distruzione, produzione tutta umana, atte a uccidere ad eliminare la vita in scontri di guerra, su campi che vede schierati esseri della stessa specie l’uno contro l’altro, assassini di cui spesso si perde anche il senso, ma queste immagini un senso ce lo riportano deciso e scandito in tutte le sue sfumature e ripercussioni.

Le armi diventano anch’esse carne, trasfigurazione di ammassi di corpi morti e sanguinanti. Non più rappresentazione di se stesse, ma del loro scopo.

Le figure che le indossano a loro volta si fanno portatrici di morte e soprattutto di morti, diventa dunque inscindibile l’unione tra mezzo e fine.

Un fine ingiustificabile così come il suo mezzo!

Dimitri Tsykalov - Scatti di uomini che imbracciano armi rivestite di carne
Dimitri Tsykalov - Scatti di uomini che imbracciano armi rivestite di carne
Dimitri Tsykalov - Scatti di uomini che imbracciano armi rivestite di carne
Dimitri Tsykalov - Scatti di uomini che imbracciano armi rivestite di carne
Dimitri Tsykalov - Scatti di uomini che imbracciano armi rivestite di carne
Dimitri Tsykalov - Scatti di uomini che imbracciano armi rivestite di carne
Dimitri Tsykalov - Scatti di uomini che imbracciano armi rivestite di carne
Dimitri Tsykalov - Scatti di uomini che imbracciano armi rivestite di carne
Dimitri Tsykalov - Scatti di uomini che imbracciano armi rivestite di carne
Dimitri Tsykalov - Scatti di uomini che imbracciano armi rivestite di carne
Dimitri Tsykalov - Scatti di uomini che imbracciano armi rivestite di carne
Dimitri Tsykalov - Scatti di uomini che imbracciano armi rivestite di carne
Dimitri Tsykalov - Scatti di uomini che imbracciano armi rivestite di carne
Dimitri Tsykalov - Scatti di uomini che imbracciano armi rivestite di carne

Dimitri Tsykalov
Scritto da Enrico Zecchini e Annalusi Rapicavoli

Dimitri Tsykalov
Art
Dimitri Tsykalov
Dimitri Tsykalov
1 · 16
2 · 16
3 · 16
4 · 16
5 · 16
6 · 16
7 · 16
8 · 16
9 · 16
10 · 16
11 · 16
12 · 16
13 · 16
14 · 16
15 · 16
16 · 16
Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise

Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise

Collater.al Contributors · 1 giorno fa · Photography

Osserviamo i progetti di Lello Muzio già un pò. Prima in occasione dell’edizione di Liquida Photo Fest dell’anno scorso ma anche in occasione di S O S P E S A, un percorso composto da otto immagini di fotografia concettuale. Questa volta parliamo di lui in relazione a ‘Tintilia‘, un altro progetto fotografico che si ispira alla preghiera al vino, «con il quale eliminare gli affanni e cantare in una lingua che va al di là dell’umano». La protagonista è la ballerina Francesca Sara Spallone e questa serie di immagini e un vero e proprio omaggio alla sua terra, il Molise, e «alla sua remissiva e tribale saggezza» come ci dice Lello Muzio attraverso le parole di Antonio Mastrogiorgio.

Tintilia di Lello Muzio sarà in mostra anche nell’edizione di Liquida Photo Fest di quest’anno, dal 3 al 5 maggio a Torino.

Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise
Photography
Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise
Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise
1 · 5
2 · 5
3 · 5
4 · 5
5 · 5
La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova

La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova

Giulia Guido · 1 giorno fa · Photography

Nata a San Pietroburgo, è da anni che Kira Gyngazova trascorre il suo tempo tra l’Asia e l’Europa, da Bangkok a Parigi. Questi continui trasferimenti hanno inciso non solo sulla sua vita, ma anche sulla sua fotografia. Infatti, è proprio quando si è trasferita la prima volta che Kira Gyngazova ha sentito la necessità di comprare una macchina fotografica e iniziare a catturare ciò che la circondava, nuovi volti, nuove strade, nuovi luoghi. 

Con il tempo, Kira ha spostato la sua attenzione sulle persone che vivono le città, cercando di mostrare come a volte la vita in grandi metropoli iper-popolate possa essere solitaria. La stessa Kira Gyngazova, ad ogni nuovo trasferimento, notava come fosse facile vivere in mezzo a milioni di persone e sentirsi comunque soli e come le città si trasformavano in deserti. 

Proprio per questo motivo i suoi scatti raccontano di locali semi vuoti dove ognuno vive in solitaria la propria esistenza, di persone sedute su un autobus o un traghetto con gli sguardi persi nel vuoto, circondati da altrettanti sguardi vuoti e indifferenti. 

Inoltre, la solitudine delle persone sembra avvolgere i luoghi, le stanze spoglie e monocolore, le fermate della metropolitana deserte.

Qui sotto puoi trovare alcuni scatti di Kira Gyngazova, ma per scoprirne di più visitate il suo sito e il suo profilo Instagram

La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova
Photography
La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova
La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova
1 · 20
2 · 20
3 · 20
4 · 20
5 · 20
6 · 20
7 · 20
8 · 20
9 · 20
10 · 20
11 · 20
12 · 20
13 · 20
14 · 20
15 · 20
16 · 20
17 · 20
18 · 20
19 · 20
20 · 20
Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha

Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha

Federica Cimorelli · 7 ore fa · Photography

Handra Rocha, in arte fotolucida, è una fotografa autodidatta messicana, di Tampico in Tamaulipas. La sua arte si concentra sull’autoritratto come mezzo di analisi, catarsi ed esplorazione interiore.

Disconnect to create from source.

Le sue fotografie, a colori o in bianco e nero, la vedono immersa in paesaggi naturali desolati dove è possibile entrare in profonda connessione con il circostante. Handra Rocha mescola fotografia, make-up, styling e set design e dà vita a immagini creative, equilibrate e sospese nel tempo.

– Leggi anche: I progetti fotografici di nudo artistico di Dawid Imach

Guarda qui una selezione delle sue opere, seguila su Instagram e visita il suo sito personale

Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha
Photography
Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha
Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha
1 · 7
2 · 7
3 · 7
4 · 7
5 · 7
6 · 7
7 · 7
Il surrealismo storico di Phillip Toledano

Il surrealismo storico di Phillip Toledano

Anna Frattini · 2 ore fa · Photography

Di intersezioni fra il mondo dell’Intelligenza Artificiale e quello della fotografia ne abbiamo parlato tantissimo nel corso degli ultimi mesi, sopratutto in occasione di Photo Vogue e del contributo di Andrea Baioni nei visual di questo articolo di Laura Tota. Torniamo a riparlarne oggi con l’uscita del libro di Phillip Toledano, Another America – pubblicato da L’Artiere. L’artista parla di surrealismo storico commentando l’uscita di questo progetto, tutto da scoprire in questo progetto, in vendita dal 25 aprile.

Another America di Phillip Toledano è una storia inventata ambientata a New York. Un viaggio negli anni ’40 e re-immaginati attraverso l’AI e i brevissimi racconti di John Kenney – penna che avrete letto sul New Yorker. Questo libro nasce da una riflessione sulla verità e sulla situazione politica americana, il tutto in un paese consumato dalle teorie del complotto. Segue a ruota l’arrivo dell’AI che corrobora questo sentimento ed ecco Toledano, pronto a mettere in discussione anche la fotografia grazie all’aiuto del primo mezzo in grande di rendere tutto vero e niente vero.

«Per me, la cosa affascinante dell’IA è la possibilità di ciò che chiamo surrealismo storico. L’arrivo dell’intelligenza artificiale significa che ogni bugia può ora avere una prova visiva convincente. Possiamo ricreare il mondo come non è mai stato. Per ogni teoria del complotto, può esserci una prova visiva» racconta Phillip Toledano.

Credit Phillip Toledano – Another America courtesy of L’Artiere

Il surrealismo storico di Phillip Toledano
Photography
Il surrealismo storico di Phillip Toledano
Il surrealismo storico di Phillip Toledano
1 · 8
2 · 8
3 · 8
4 · 8
5 · 8
6 · 8
7 · 8
8 · 8