Diversity You, la bellezza secondo Marta Syrko

Diversity You, la bellezza secondo Marta Syrko

Claudia Fuggetti · 1 mese fa · Photography

Ridefinire il concetto di bellezza oggi sembra che sia diventata una delle missioni più importanti nel panorama della fotografia contemporanea. Diversity You è il progetto di Marta Syrko modellato per ripensare al concetto di bellezza come l’interiorità che si rivela all’esterno, valorizzando l’imperfezione come tratto di originalità che ci rende umani.

Le immagini di Marta vogliono attirare l’attenzione sulla tolleranza verso coloro che sono considerati diversi e cercano di sollevare un dibattito sulla globalizzazione e l’idea condivisa del bello universale.

Le varie storie si susseguono nella loro intensità e raccontano di come una piccola differenza fisica, una malattia o i segni di un incidente possano condizionare l’esistenza e la percezione che si ha della propria immagine, in una società che non sembra vedere altro. Siamo solo quello che gli altri vogliono vedere di noi?

Dai un’occhiata alla nostra gallery e al sito dell’artista.

Diversity You, la bellezza secondo Marta Syrko
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Ultraviolet, le pose dei bagnanti immortalate da Marco Argüello

Ultraviolet, le pose dei bagnanti immortalate da Marco Argüello

Claudia Fuggetti · 1 mese fa · Photography

Marco Argüello è un fotografo originario del Texas che, dopo essersi trasferito a Miami, si è subito sentito affascinato dagli “eccentrici adoratori del sole” di South Beach. Ultraviolet è un progetto fotografico che immortala le pose bizzarre e stravaganti dei bagnanti, spesso estrapolati dalla folla. Come si evince dal titolo dell’opera, Argüello si serve della luce solare, che risulta quasi aggredire i personaggi delle sue immagini, per evidenziare in maniera paradossale l’immensa solitudine di coloro che popolano queste immense spiagge.

Tutte le immagini sono state realizzate con una macchina fotografica a pellicola, cercando di decontestualizzare ed isolare la potenza plastica di ogni personaggio, che risulta quasi una statua. Non è un caso che questi “sun addicted” risultino grotteschi: tutto ciò rientra all’interno della scelta stilistica dell’artista, che fa emergere il surrealismo complessivo delle immagini, in particolare negli scatti che vedono come protagonisti gruppi di bagnanti.

Vuoi distogliere lo sguardo ma non puoi smettere di fissare.

Il risultato è una serie d’immagini altamente voyeuristica, che ci costringe a guardare senza sentirci “colpevoli”.

Ultraviolet, le pose di bagnanti immortalate da Marco Argüello | Collater.al
Ultraviolet, le pose dei bagnanti immortalate da Marco Argüello
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Ultraviolet, le pose dei bagnanti immortalate da Marco Argüello
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River Paintings, Gábor Nagy trasforma i paesaggi in acquerelli

River Paintings, Gábor Nagy trasforma i paesaggi in acquerelli

Giulia Guido · 1 mese fa · Photography

La natura è un infinito spettacolo, ma chiusi nelle nostre claustrofobiche città è sempre più difficile goderne la bellezza. Per fortuna c’è chi dedica anima e copro alla scoperta di luoghi lontani e, attraverso fotografie mozzafiato, riesce a restituircene tutto il fascino. 

Uno di questi è Gábor Nagy, fotografo di Budapest, che per realizzare il suo ultimo progetto fotografico dal titolo “River Paintings” si è spinto fino alla fredda Islanda. 

L’occhio di Gábor è stato catturato in special modo dai colori della terra e del paesaggio, decidendo quindi di fotografarli dall’alto. Il risultato? Una serie di scatti che ricordano degli acquerelli in cui strisce di color ottanio, ocra, celeste, grigio si amalgamano dando vita a dei pattern ipnotici. 

Lo stesso Gábor Nagy descrive River Paintings così: 

Come l’acquerello sulla tela, questi fiumi glaciali si intrecciano attraverso le Highlands islandesi. Sono sempre stato affascinato dalle forme astratte dei fiumi dei ghiacciai islandesi. I colori sono sostanze nutritive, poiché il fiume si alimenta attraverso il suolo e contribuisce alla vita dell’ecosistema. Dopo aver cercato nuovi pattern e nuovi luoghi su Google Earth per diversi mesi prima delle mie missioni, è sempre bello vedere finalmente queste forme straordinarie dal vivo con i miei occhi.

River Paintings, Gábor Nagy trasforma i paesaggi in acquerelli
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River Paintings, Gábor Nagy trasforma i paesaggi in acquerelli
River Paintings, Gábor Nagy trasforma i paesaggi in acquerelli
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Best of 2019 – Photography

Best of 2019 – Photography

Giulia Pacciardi · 1 mese fa · Photography

La categoria “Photography” di Collater.al si conferma, anche quest’anno, come la più letta del magazine. Complice l’attenta ricerca e il racconto di realtà di nicchia, che sì, seguono i trend, ma li reinterpretano secondo occhi scrupolosi e focalizzati sulle particolarità del mondo.
Qui trovate la selezione degli articoli che avete letto di più durante il 2019, che sono gli stessi che vi avremmo consigliato di rileggere prima di scoprire cosa succederà il prossimo anno.

Trust pictures!

Le immagini eteree ed evanescenti di Isabelle Chapuis

Della fotografa parigina Isabelle Chapuis, abbiamo scelto di raccontare “Anitya”, un progetto fotografico incentrato sulla figura umana in tutte le sue sfaccettature.
La serie celebra la bellezza esteriore e quella interiore e si concentra sull’idea di impermanenza, di come il cambiamento, movimento e passaggio del tempo incida sulla vita.
Il simbolo che ha utilizzato per rappresentare tutto ciò è la sabbia, “La sabbia è una metafora della condizione umana, costantemente in movimento..sinonimo di tutte le possibilità, la sabbia porta in sé la promessa di un cambiamento eterno, immagina un orizzonte senza fine”.

Il Marocco negli occhi di Ismail Zaidy

Ismael Zaidy è giovanissimo fotografo autodidatta marocchino che realizza scatti colorati e minimali che hanno il desiderio di spezzare i preconcetti che circondano la sua cultura, quella mussulmana.
La sua fotografia è un mezzo per raccontare la sua cultura, l’amore e il rispetto che prova per essa e per esprimere la sua creatività.
Tra i temi che maggiormente esplora ci sono quelli sull’utilizzo del djellaba, niqab e hijab, abiti tipici del suo paese, con cui riesce a creare poetiche composizioni.
Il suo obiettivo è quello di dare voce a chi per scelta si copre, utilizzando colori forti come gli individui che si celano sotto i veli, sottolineando la loro reale esistenza, le loro possibilità e la positività della loro eredità.

Poolside, una visuale onirica e perfetta delle piscine inglesi

“Poolside” è una raccolta di scatti realizzati a bordo di alcune delle piscine più belle di Edimburgo, Londra, Manchester, Glasgow e Parigi, dal fotografo scozzese Soo Burnell.
Il suo talento più grande è quello di riuscire a catturare la bellezza di luoghi dal respiro retrò che però, ancora oggi, hanno una loro vita.
L’atmosfera che gli scatti di Poolside restituiscono sembra quella dei film di Wes Anderson, pulita, pacata, perfetta e onirica e questo parallelismo con lo stile del cineasta americano è reso ancora più immediato dai colori pastello che dominano queste piscine. 

Animal Turista, i turisti sono i protagonisti degli scatti di Yosigo

Ad ispirare i progetti di Yosigo, al secolo José Javier Serrano, sono le persone che invadono le strade, le spiagge, i luoghi comuni che tutti abitiamo.
Nella serie di scatti Animal Turista, il fotografo ha immortalato la natura umana in vacanza, al mare, notando come l’uomo diventa predatore di tutto ciò che lo circonda, si espande occupando tutto lo spazio.
Nelle sue composizioni è facile notare un passato da graphic designer, che influisce anche nella scelta delle forme e nel bilanciamento dei colori.

Rob Woodcox sfida la forza di gravità nelle sue immagini

Rob Woodcox è un fotografo d’arte e di moda nato che ha realizzato una serie di immagini che sfidano la forza di gravità.
A metà strada tra una danza ed un’installazione, nelle sue fotografie il corpo dell’uomo è moltiplicato, curvato, manipolato digitalmente per ottenere il risultato sperato: annullare la forza di gravità, annullare le costrizioni e le regole della società, gli schemi e i preconcetti, per arrivare alla tanto agognata libertà.
I suoi soggetti ritrovano la pace con l’ambiente circostante, con la natura, tornando un po’ primitivi anche quando si trovano in luoghi dove non tutto è permesso.

La situazione cilena attraverso le foto di Sebastián González

Un articolo diverso da quelli che vi abbiamo ricordato e da quelli che verranno dopo, un reportage a cura del fotografo Sebastián González sulla, ormai nota, situazione cilena.
Il pubblicitario e fotografo, sempre alla ricerca di nuove prospettive e di nuovi modi per mostrare ciò che ci circonda, è sceso in piazza insieme ai manifestanti per documentare la realtà senza filtri, in prima persona.
“Nosotros no estamos en guerra, solo estamos manifestando por nuestros derechos.”
Così ha commentato una serie di fotografie che mostrano l’anima di una Santiago o che sprofonda tra i fumi dei lacrimogeni, tra le carcasse di veicoli bruciati, dove il blu, il grigio e il nero sembra non facciano passare i raggi del sole.

Il buio, la paura, l’esercito per strada, l’insicurezza, ogni cosa che vediamo nelle fotografie di Sebastián riapre una ferita non ancora rimarginata, riportandoci a quel lontano 1973 che ha cambiato la storia del Cile e non solo.

Mous Lamrabat, due mondi che si fondono

Nato in Marocco ma trasferitosi in Belgio già da bambino, Mous Lambrat ha un modo tutto suo di raccontare il mondo marocchino fondendolo alla simbologia occidentale.
Abbinando l’amore con l’umorismo, le sue immagini trasmettono messaggi di rispetto, accettazione e dialogo tra le culture.
Attraverso la fotografia Mous è riuscito a conciliare le sue radici culturali, creando un mondo fatto di ossimori, di stupore e di libertà.

Il fotografo Alejandro cattura la luce nel buio della notte

Alejandro è un fotografo americano in grado di immortalare la luce in maniera quasi cinematografica.
Il contrasto tra i neon abbaglianti e il nero del contesto conferiscono un’aria spettrale, di mistero a tutte le sue composizioni che, se pur puntando su pochi dettagli semplici da scorgere, che non ci permettono neanche di capire in quale città ci troviamo, riescono a regalare sensazioni differenti, spesso di solitudine.

Denisse Ariana Pérez, la bellezza delle comunità afro

Denisse Ariana Pérez è una copywriter, autrice e fotografa di Copenhagen, le cui immagini sono costruite attraverso la connessione tra il linguaggio scritto e quello fotografico.
Il suo lavoro più recente si concentra sull’uso della fotografia e della narrazione per evidenziare la bellezza delle comunità afro e di altri gruppi emarginati dai quali si sente ispirata.

Il calore dell’estate nelle immagini di Emma Louise Swanson

Le immagini di Emma Louise Swanson sembrano tratte da un vecchio album fotografico delle vacanze, sfogliandolo si ha la sensazione di dare uno sguardo a un qualcosa di privato, nostalgico e poetico.
Il filo narrativo della serie sembra essere proprio incentrato sul tema del ricordo, un ricordo magico di un’estate fatta di emozioni, mare, sole, tuffi e palme. Emma ci porta per mano nel suo mondo, che alla fine è anche un po’ il nostro, catturando quell’attimo di serenità che sembra un piccolo momento di eternità.

Best of 2019 – Photography
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Un’estate in Sicilia: il diario visuale di Daniel Farò

Un’estate in Sicilia: il diario visuale di Daniel Farò

Claudia Fuggetti · 1 mese fa · Photography

Il fotografo italo-tedesco Daniel Farò, dopo aver trascorso un’estate indimenticabile in Sicilia, ha sviluppato la pellicola fotografica con la quale ha voluto documentare la sua esperienza. Daniel, dopo aver vissuto per 19 anni in Sicilia, oggi si è stabilito a Berlino, nonostante porti sempre nel cuore l’immagine, i sapori e le atmosfere della sua terra; proprio per questo motivo la sua intenzione era quella di “tornare dove tutto è cominciato“.

Volevo raccontare la Sicilia con lo sguardo di un turista, ricordandomi tutta la bellezza che questa terra regala.

Le immagini di Daniel si soffermano sui dettagli che rendono l’isola così magica: si passa dalla giustapposizione di scenari turchesi ai toni caldi del dell’Etna, fino alla documentazione dei repentini cambiamenti climatici. La delicatezza delle sue immagini racchiude le cose essenziali e genuine, tipiche della location in cui sono state scattate; ma non si parla solo di questo, perché l’esperienza vissuta dall’artista è anche il diario visuale di un viaggio intrapreso con i suoi amici più cari.

Un'estate in Sicilia il diario visual di Daniel Farò

Il viaggio di Daniel inizia nella parte orientale dell’isola, a casa dei suoi genitori, ai piedi del gigante benevolo, come lo chiamano i siciliani: L’Etna. La presenza del vulcano contribuisce a donare una tavolozza di colori che varia dal rosso profondo, fino al nero. Dopo essersi spostato a sud per rilassarsi sulle bellissime spiagge di Noto e Calamosche, il fotografo e i suoi amici si sono recati nella città di Agrigento, proseguendo verso ovest fino alla Scala dei Turchi.

Al tramonto, una scogliera bianca, ricca di calcare, si colora d’oro in tutte le sue sfumature, circondata dal mare azzurro: ho vissuto un momento perfetto.

L’esperienza di Daniel termina con un sontuoso pranzo in compagnia, per fortuna non tutto finisce, ma si può rivivere attraverso le immagini.

Un'estate in Sicilia il diario visual di Daniel Farò
Un'estate in Sicilia il diario visual di Daniel Farò
Un'estate in Sicilia il diario visual di Daniel Farò
Un'estate in Sicilia il diario visual di Daniel Farò
Un’estate in Sicilia: il diario visuale di Daniel Farò
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Un’estate in Sicilia: il diario visuale di Daniel Farò
Un’estate in Sicilia: il diario visuale di Daniel Farò
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