A piedi tra Dolomiti e Alta Val Badia

avatar
26 Settembre 2017

Storia di tre giorni in Dolomiti, e di come le montagne più famose d’Italia si trasformano con l’arrivo di una nuova stagione.

Così note e così capaci di stupire ad ogni nuova visita, così imponenti ma anche così fragili, così immobili e ferme e così mutevoli: sono tornata in Dolomiti per un weekend, ho visto di nuovo le Tre Cime ma prendendo un sentiero nuovo, e poi mi sono spostata in Alta Badia, camminando nell’erba verdissima.

Lassù è estate, e tutto è cambiato: torno alle Tre Cime per vederle libere dalla neve, circondate dai fiori che sbocciano in questo periodo. Faccio una strada diversa, al Rifugio Lavaredo andiamo a destra, sul 104, che porta al Rifugio Pian di Cengia, facendo una deviazione verso il silenzio, quello che è giusto ci sia in questi luoghi. Camminiamo sotto il sole caldo di una giornata di metà luglio, alcune volte siamo sul punto di rinunciare, ma poi succede che lo spettacolo che ci circonda e le montagne che continuamente ci osservano, ci spronano a continuare.

La montagna infatti ripaga sempre, e quel giorno la fatica l’ho dimenticata facilmente e all’improvviso, di fronte a dei panorami stupendi: è successo prima di raggiungere il Pian di Cengia, sulla sinistra del sentiero, guardando giù verso i Laghi dei Piani, poi al rifugio, che è una sicurezza immersa nelle rocce, e poi ancora lungo la strada che dal Pian di Cengia conduce al Locatelli: c’erano fiori gialli, i papaveri di montagna, che crescono sulla roccia, c’erano i Laghi dei Piani, non più coperti di neve e ghiaccio ma azzurri e circondati dal prato. C’erano i pendii verdi, illuminati dalla luce di un tramonto estivo, così perfetti in quell’aura dorata. E poi le Cime: ci siamo sedute di fronte a loro, e le abbiamo guardate e basta, per un tempo che non riesco nemmeno a ricordare.

I giorni successivi camminiamo in Val Badia, andando alla ricerca di percorsi poco frequentati, fidandoci di chi questi posti li ama con tutto il cuore. Con Valentina e Ruggero abbiamo studiato diverse mappe e deciso di fare un percorso ad anello risalendo la Valle di Antersasc, verso il Rifugio Puez, passando per prati immensi, che d’estate diventano casa per pecore, mucche e cavalli non domati, arrampicandoci su rocce quasi lunari, che per gran parte dell’anno rimangono nascoste dalla neve e avendo sempre come sfondo parte della catena della Dolomiti Ampezzane. Ci fermiamo più volte per chiamarle per nome finché non raggiungiamo la nostra casa per la notte, il Rifugio Gardenacia. Non ci allontaniamo dalla natura quella sera e non lasciamo lo sfondo che ci accompagna dalla mattina: di fronte al Gardenacia si vede la Marmolada, con la sua immensa bellezza. Si vedono le Tofane, la Civetta e il Pelmo, la montagna preferita da Valentina.

Ci addormentiamo di fronte a loro e ci risvegliamo lassù, e il panorama è ancora più bello.

A piedi tra Dolomiti e Alta Val Badia | Collater.al 3 A piedi tra Dolomiti e Alta Val Badia | Collater.al 2 A piedi tra Dolomiti e Alta Val Badia | Collater.al 1 A piedi tra Dolomiti e Alta Val Badia | Collater.al 16 A piedi tra Dolomiti e Alta Val Badia | Collater.al 4 A piedi tra Dolomiti e Alta Val Badia | Collater.al 15 A piedi tra Dolomiti e Alta Val Badia | Collater.al 14 A piedi tra Dolomiti e Alta Val Badia | Collater.al 13 A piedi tra Dolomiti e Alta Val Badia | Collater.al 5 A piedi tra Dolomiti e Alta Val Badia | Collater.al 8 A piedi tra Dolomiti e Alta Val Badia | Collater.al 12 A piedi tra Dolomiti e Alta Val Badia | Collater.al 11 A piedi tra Dolomiti e Alta Val Badia | Collater.al 10 A piedi tra Dolomiti e Alta Val Badia | Collater.al 9 A piedi tra Dolomiti e Alta Val Badia | Collater.al 7 A piedi tra Dolomiti e Alta Val Badia | Collater.al 6

Tutte le immagini © Sara De Luigi

Newsletter

Keep up to date!
Receive the latest news about art, music, design, creativity and street culture.
Share