Una tensione costante e continua quella che esiste tra il nascondere e il mostrare, tra la nudità e pudore, tra nudità e moda, tra corpo e vestiti. È così da secoli ma questo tempo non è bastato per scogliere questo intrinseco legame.

Al museo della moda di Hasselt (Modemuseum Hasselt) è in corso DressUndress, la mostra che esplora proprio la fortissima tensione che esiste tra corpo, nudità e moda in un periodo nel quale, dopo i due anni di pandemia in cui ci siamo sostanzialmente abituati all’homewear, sulle passerelle di tutto il mondo siamo tornati a vedere i corpi al centro della narrazione estetica delle maison.
Vivienne Westwood, Alexander McQueen, Azzedine Alaïa, Rei Kawakubo, Martin Margiela, Miuccia Prada e tanti altri designer sono i protagonisti che accompagnano gli avventori in questo viaggio unico ed eccitante.
Uno sguardo che attraversa passato, presente e futuro in cui si invitano i visitatori a riflettere su temi estremamente attuali che smuovono l’opinione pubblica. La guest curator Murielle Scherre si pone l’obiettivo di interpretare e contestualizzare tutti i concetti che girano attorno al corpo e alla sua nudità, ponendo delle domande specifiche: Che ruolo gioca la Gen Z, con la sua body positivity e le sue visioni progressiste su genere e sessualità? In che misura il revival della moda degli anni ’90 e dei primi anni 2000 spiega l’inconfondibile impulso dei designer contemporanei a esporre il corpo? Cosa una volta era considerato tabù ma ora è accettato e perché?
La mostra DressUndress sarà aperta al pubblico fino al 20 novembre, presso il museo della moda di Hasselt in Belgio. Se fossi in voi io non la perderei.





