Art Le locandine che hanno fatto la storia del cinema le ha disegnate tutte Drew Struzan
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Le locandine che hanno fatto la storia del cinema le ha disegnate tutte Drew Struzan

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Ci sono immagini che non appartengono solo a un film, ma a un intero immaginario collettivo. Volti, luci e composizioni che hanno accompagnato la nostra infanzia e che, ancora oggi, definiscono il modo in cui pensiamo al cinema degli anni ’80. Dietro molte di queste immagini c’è un solo nome: Drew Struzan.

Illustratore, pittore e visionario, Struzan ci ha lasciati lo scorso 13 ottobre ed è l’uomo che ha trasformato la locandina cinematografica in una forma d’arte a sé stante. I suoi poster per Indiana Jones, Ritorno al futuro, Blade Runner o Star Wars non sono semplici strumenti promozionali, ma opere iconiche che hanno definito un’estetica e influenzato generazioni di artisti e designer.

Eppure, la sua storia inizia molto lontano da Hollywood. Nato in condizioni umili, Struzan ha raccontato spesso di aver iniziato a disegnare “su carta igienica, con le matite trovate in casa”. L’illustrazione, per lui, non era solo una passione: era un modo per sopravvivere. Dopo gli studi, trovò lavoro nello studio grafico Pacific Eye & Ear di Los Angeles, dove realizzò copertine di dischi per artisti come i Bee Gees, i Beach Boys e soprattutto Alice Cooper. La cover di Welcome to My Nightmare (1975) sarebbe poi stata inclusa da Rolling Stone tra le 100 copertine più belle di sempre.

La svolta arrivò a metà degli anni Settanta, quando Struzan cominciò a lavorare ai poster cinematografici, spesso per B-movie che gli permisero di sperimentare con l’aerografo e affinare la sua tecnica iperrealista. Ma il vero ingresso a Hollywood avvenne quasi per caso, con un progetto condiviso con l’amico Charles White III: il celebre poster “Circus” per la riedizione di Star Wars del 1978. Quella collaborazione segnò l’inizio di un sodalizio artistico con George Lucas e, poco dopo, con Steven Spielberg.

Negli anni Ottanta Struzan firmò alcune delle locandine più riconoscibili della storia del cinema: Indiana Jones e il tempio maledetto, I Goonies, E.T., La storia fantastica, Ritorno al futuro e le trilogie di Star Wars e Indiana Jones. Il suo tratto morbido, la luce che scolpisce i volti dei personaggi, la composizione corale che riesce a raccontare un intero film in un’unica immagine: tutto nel suo stile parla di epica e di emozione.

Robert Zemeckis, regista di Ritorno al futuro, disse a Struzan: “Ho aspettato di fare un film abbastanza bello da meritare un tuo poster”. E quella immagine di Marty McFly che guarda l’orologio davanti alla DeLorean in fiamme divenne un simbolo, non solo del film, ma di un’epoca.

Drew Struzan ha dipinto centinaia di poster, spesso lavorando di notte, senza conoscere la trama dei film e basandosi solo su qualche fotografia del set. Eppure, riusciva a catturarne l’anima. Il suo modo di combinare pittura e cinema ha creato un linguaggio visivo che ancora oggi ispira designer, artisti digitali e illustratori.

Negli anni Duemila, con l’avvento della grafica digitale e del fotoritocco, lo stile illustrato delle locandine è diventato sempre più raro. Ma il lavoro di Struzan continua a vivere come un punto di riferimento per chi cerca di unire tecnica, narrazione e sensibilità pittorica. Il suo segno ha dato un volto ai sogni del cinema, e anche quando non sappiamo il suo nome, riconosciamo la sua impronta.

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Scritto da Collater.al Contributors

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