Art Lucy Sparrow ha ricreato un supermercato anni ’90 con 20.000 pezzi di feltro
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Lucy Sparrow ha ricreato un supermercato anni ’90 con 20.000 pezzi di feltro

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Giulia Guido

Lucy Sparrow un supermercato lo aveva già cucito, era il 2018, si chiamava Sparrow Mart e occupava il secondo piano di un hotel a Los Angeles con oltre 31.000 generi alimentari fatti a mano. Da allora l’artista inglese ha continuato a trasformare in feltro gli spazi più insospettabili, dalla sua Delicatessen londinese fino a The Bourdon Street Chemist, una farmacia interamente cucita a mano. Con The Beginning of Convenience, la sua prima mostra museale negli Stati Uniti, Lucy Sparrow torna al formato che l’ha resa celebre, ma questa volta lo fa dentro The Momentary, il museo di Bentonville, in Arkansas, la città che ha visto nascere Walmart.

Non è un dettaglio da poco. Bentonville è il luogo in cui, nel 1950, Sam Walton aprì il piccolo negozio che sarebbe poi diventato il colosso della grande distribuzione che conosciamo oggi. Sparrow prende questa storia e la riporta indietro di qualche decennio, ricostruendo un supermercato in stile anni ’80-’90, il momento in cui la spesa smette di essere solo necessità e comincia a promettere anche velocità, comodità, un po’ di svago. È da qui che arriva il titolo della mostra, The Beginning of Convenience, l’inizio della convenienza come la intendiamo ancora oggi.

Il numero degli oggetti esposti è quasi comico, oltre 20.000 pezzi cuciti a mano, distribuiti su 4.000 metri quadrati di spazio espositivo. Ci sono i cartoni di Spam, le lattine di ananas Dole, i pacchetti di Hubba Bubba, le VHS impilate sugli scaffali, i cartelli “pavimento bagnato” a forma di banana. A rendere l’esperienza ancora più immersiva ci pensano una colonna sonora in stile musica da supermercato e annunci diffusi via altoparlante che, con tono volutamente sgranato, chiamano i genitori di una bambina di nome Lucy smarrita nel reparto foto, un piccolo easter egg biografico che Sparrow dissemina nel suo stesso allestimento.

Superata l’area supermercato, ad attendere i visitatori c’è la Banana Room, un’installazione a pavimento e soffitto con oltre 3.000 banane di peluche. Non è un vezzo estetico, ma un pezzo di biografia dell’artista, che da bambina ricevette in regalo dal padre la sua prima banana di feltro, seguita anni dopo da un esemplare più grande chiamato Sebastian, oggi vera e propria mascotte della sua pratica artistica. Accanto, una ricostruzione del suo studio londinese, la Felt Cave, un’ex stazione di ambulanze convertita in atelier, con tanto di finestra finta che riproduce la vista reale sulla strada, un “reparto risorse umane” popolato da banane con gli occhiali e un orologio a cucù giallo canarino.

Quello che rende il lavoro di Sparrow interessante non è solo la quantità, quanto il modo in cui riesce a rendere disarmante un immaginario che normalmente associamo a corporazioni, marchi, consumo di massa. In un momento in cui fare la spesa è diventato per molti sinonimo di ansia da budget e prezzi che salgono, ricostruire un supermercato interamente a mano, filo dopo filo, imbottitura dopo imbottitura, è quasi un atto di resistenza gentile contro tutto ciò che quello stesso supermercato oggi rappresenta.

The Beginning of Convenience resterà aperta fino all’11 luglio 2027.

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Scritto da Giulia Guido

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