Real Unreal è il tema della Dutch Design Week 2024 (DDW24), una riflessione profonda su cosa sia reale e cosa, invece, risieda nella dimensione dell’immaginario.
Quest’anno, i designer di tutto il mondo sono stati chiamati a esplorare il confine tra il reale e l’irreale, ponendo domande sulla nostra percezione della realtà e su come la tecnologia, la cultura e la creatività stiano plasmando nuove visioni del mondo. In un’epoca in cui virtuale e fisico si intrecciano sempre più, la DDW24 ha voluto sfidare il pubblico a riflettere su cosa accettiamo come “vero” e su quali sono le possibilità che ancora non abbiamo immaginato.
Le esibizioni e le installazioni hanno esplorato il potenziale del design per creare, decostruire e reinventare realtà diverse. Dalla sostenibilità alla tecnologia, dalla biologia al futuro dell’abitare, ogni progetto ci ha mostrato come possiamo usare l’immaginazione per rendere possibile l’impossibile. La DDW24 ha confermato ancora una volta il suo ruolo cruciale nel mostrare il potenziale del design come forza trainante del cambiamento reale.
Cinque luoghi mi hanno particolarmente colpito per la loro capacità di interpretare il tema Real Unreal e per la varietà di esperienze immersive che hanno offerto.
Klokgebouw: dove nasce il futuro del design
Nel cuore pulsante del quartiere creativo Strijp-S, il Klokgebouw è uno spazio iconico, e per molti il punto di partenza per la visita alla DDW24. Questa ex fabbrica della Philips, riconoscibile dall’orologio blu sulla facciata, si estende su 7.500 metri quadrati e ospita una moltitudine di progetti individuali e mostre collettive. Tra queste, Class of 24 ha catturato la mia attenzione per la sua freschezza e rilevanza.
La mostra presenta i lavori di laurea di giovani designer provenienti da accademie olandesi e internazionali, tra cui anche lo IED di Milano. Si tratta di un’esposizione collettiva che riflette perfettamente il tema della DDW24, esplorando nuove prospettive e stimolando il dialogo su cosa significhi design oggi. Ogni accademia ha avuto la possibilità di raccontare la propria storia attraverso lo sviluppo di un progetto. Passeggiare lungo la Strada delle Nuove Prospettive è stata un’esperienza che mi ha dato uno sguardo vivido sul futuro del design attraverso gli occhi degli studenti da tutto il mondo.

Kiki & Joost: Carte Blanche e l’arte della sperimentazione
In netto contrasto, ma altrettanto affascinante, è stato il debutto dello spazio espositivo di Kiki & Joost, un sogno a lungo coltivato dai due designer olandesi. La mostra inaugurale, Carte Blanche, ci ha immerso in un ambiente che sprizza libertà creativa da ogni angolo. È stato sorprendente vedere come l’intuizione e l’esplorazione abbiano guidato le creazioni di Kiki van Eijk e Joost van Bleiswijk, due designer che non temono di spingersi oltre i limiti (che avevamo già visto alla Design Week di Milano).
Kiki ha svelato Sprout, una nuova serie che esplora l’energia della primavera attraverso un’affascinante interazione tra ceramica e vetro soffiato. Joost, invece, con Intentional Coincidence, ha trasformato superfici piatte in sculture tridimensionali dall’impatto visivo forte.
Un pezzo che non può mancare nelle case degli amanti del design è il FUNKY PUNKY di Joost per una colazione super colorata!


Graduation Show 2024: Design in an Age of Radical Change
Il Graduation Show 2024 è un appuntamento imperdibile, capace di lasciare senza fiato. La location scelta, Microstad, situata a pochi passi dalla stazione centrale di Eindhoven, si è rivelata perfetta per accogliere oltre 200 progetti dei laureati della Design Academy Eindhoven (DAE). Il tema Design in an Age of Radical Change incarna la sfida che i giovani designer affrontano oggi: un mondo sempre più complesso e imprevedibile, che richiede risposte creative, reattive e capaci di anticipare il cambiamento. Passeggiando tra le diverse aree espositive, ho apprezzato il modo in cui lo spazio riesce a dar vita a un dialogo tra designer e pubblico, grazie a spazi aperti e condivisi che stimolano il confronto e l’interazione.
Due progetti che mi hanno particolarmente colpito sono Se Faire Pigeonner di Rose Daher che ha trasformato semplici fette biscottate in una casa, proponendo una riflessione ironica e provocatoria su come i mattoni e il pane standardizzati riflettano le nostre abitudini industrializzate. Un invito a ripensare l’architettura e i materiali del futuro, con un tocco di poesia e ingegno.
Altrettanto intrigante è stato Tension Connection di Johan Karrebæk Thun, un’installazione che esplora le proprietà naturali del legno, dimostrando come giunti forti e duraturi possano essere creati sfruttando esclusivamente la tensione interna del materiale, senza l’uso di chiodi o colla.
Il Graduation Show 2024 non è solo una vetrina di progetti, ma un riflesso del tempo che viviamo, un richiamo urgente a un design che risponde ai cambiamenti globali con inventiva, sostenibilità e una visione radicale. Lascia un impatto profondo, mostrandoci il futuro del design attraverso gli occhi di coloro che lo stanno già plasmando.


Van Abbemuseum: Soils e la connessione con la terra
Un’altra tappa preziosa alla DDW24 è stata la mostra Soils presso il Van Abbemuseum, una collaborazione curatoriale tra il TarraWarra Museum of Art, Struggles for Sovereignty e il Van Abbemuseum stesso. Questa mostra collettiva affronta domande profonde e attuali su come possiamo rimetterci in contatto con il nostro ambiente e riconnetterci come comunità.
Attraverso le opere di artisti, designer, agricoltori e attivisti internazionali, Soils invita a riflettere sulla nostra relazione complessa e spesso conflittuale con il terreno. Il Van Abbemuseum ha saputo creare uno spazio di riflessione profonda e interattiva, dove il pubblico è incoraggiato a esplorare non solo la bellezza e la ricchezza dei materiali naturali, ma anche le storie e le esperienze umane che si intrecciano con essi. Soils si rivela così non solo un’esperienza estetica, ma anche un’importante occasione di dialogo e consapevolezza, in un momento in cui la nostra connessione con la terra è più vitale che mai.


Isola Design: This Future is Currently Unavailable
Alla sua sesta partecipazione consecutiva, Isola Design ha trasformato l’Area 51, il più grande skatepark coperto dei Paesi Bassi, in un’area di design unica nel cuore di Strijp-S. Con oltre 100 espositori, Isola ha portato quattro mostre che intrecciano design e cultura urbana sotto il tema “This Future is Currently Unavailable“.
Tra queste, Disclosure, ospitata nel piano interrato, ha presentato oltre 40 designer indipendenti con progetti che univano artigianato digitale e innovazione. Al piano terra, Forms Unfolding ha messo in luce soluzioni di design funzionale, con pezzi che spaziano dall’arredamento all’illuminazione, mentre Routes to Roots, allestita sui campi pratica dello skatepark, ha portato il pubblico in un viaggio tra Medio Oriente e Nordafrica, mostrando come la tradizione possa essere reinterpretata con un tocco contemporaneo. Infine, The Floor is Yours ha trasformato la sala da ballo al primo piano, dove un inedito tappeto progettato da Karel Bodegom ha definito lo spazio per una vibrante esposizione di design olandese, ponendo l’accento su materiali sostenibili e soluzioni innovative. Un esempio memorabile è stato quello di Kineco, azienda che utilizza il micelio, l’apparato vegetativo dei funghi, per creare materiali e oggetti 100% biodegradabili, dimostrando come il design possa essere ecologico e affascinante al tempo stesso.





Questa edizione non solo ci ha mostrato cose “così belle da essere irreali,” ma ci ha anche ricordato che il cambiamento inizia spesso come un’idea, una visione. E quando designer, creativi e pensatori lavorano insieme per dare forma a queste idee, il risultato è una realtà che non avremmo mai pensato possibile. Il futuro, come ci ha insegnato la DDW24, è nelle nostre mani, pronto per essere immaginato, progettato e vissuto.

