Art I dipinti-costume di Mathilde Denize 
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I dipinti-costume di Mathilde Denize 

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Collater.al Contributors

In un turbinio di sensazioni materiche, l’universo artistico di Mathilde Denize (Sarcelles, Francia, 1986) prende forma nella sostanza di un sogno indubbiamente poetico. Scarti, tagli e rimanenze di un contesto saturo formano l’unità poetica di un approccio alla progettazione dalla chiara ripresa avanguardistica. Nella sperimentazione della forma, delle tracce e del colore le opere di Denize sembrano metaforicamente ricordare che se il tempo non può dirsi regolato da un passo unicamente lineare, anche la materia della memoria si presta all’accumulazione per stadi e in una complessa stratificazione.

Tra pittura, performance e la necessità di immaginare la presenza di un corpo come matrice di un tutto, l’artista francese ha guidato una serie di personali luminose negli spazi diffusi della Galleria Perottin. Se la personale Sound of figures (2025) presso la sede di New York aveva già posto lo spettatore davanti alla basilare possibilità di leggere le forme e le evocazioni d’arte per mezzo di un necessario cambio di rotta e più punti di vista, l’esposizione recentemente allestita da Perottin Tokyo ha portato il pubblico lungo la complessa e vasta traiettoria di giochi sperimentali ricchi e stratificati, al pari di una raccolta di pensieri che restituiscono un diario aperto.

Time e Light ha restituito un sogno al territorio del possibile, confermando la più affezionata pratica della scomposizione e del ricamo nel rispetto dello scarto e di una veste sempre nuova. Dall’evocazione dell’operato pioneristico di Carolee Schneemann, sino al simultanéisme di Sonia Delaunay, l’operazione in arte di Mathilde Denize rivendica un poetico richiamo di quanto ancora possa esser realizzato offrendo dedizione, prova negli accostamenti di tessuto e le più vive riflessioni su forma, spazio e colore.

Tra le mura famosamente asettiche del white cube il suo universo destrutturato accarezza le forme di un corpo desiderato e realizzato, che afferma sé stesso in dialogo con un’espressività dell’arte quantomai potente. La traiettoria così evocata – pulsante nell’incontro con occhi altrui partecipi di una sempre nuova e aperta realizzazione del significato in rapporto all’opera d’arte – varca molteplici strade e ulteriori possibilità. Incontri e ingorghi di forme leggiadre e colori evocanti l’essenza della materia (dal velo al broccato, sino ai velluti) convergono nella restituzione di un universo espositivo che abbraccia l’atmosfera e il ritmo di una ricercata e sentita, imprescindibile realizzazione.

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Mathilde Denize 
credits: Mathilde Denize, Where Stories Linger, Museum of Contemporary Art di Tokyo, photo Yuya Frukawa
credits: Mathilde Denize, Where Stories Linger, Museum of Contemporary Art di Tokyo, photo Yuya Frukawa

Articolo di Floriana Savino

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Scritto da Collater.al Contributors

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