Il vuoto, lo spazio che crea tra due oggetti o elementi è un concetto chiave per la cultura giapponese, così come per l’arte prodotta dagli artisti di quel paese. Il concetto di Ma è una condizione estetica e filosofica, alla base di molte opere tra le quali quelle dell’artista En Iwamura.
L’artista nato a Kyoto ha ragionato proprio su quel momento fisico e temporale che si crea nella sua serie “Always Lonely”, da poco in mostra alla Galleria Ross+Kramer di New York. Le statue in ceramica riprendono oggetti antichissimi reinterpretati con un gusto contemporaneo, nato come per molti artisti negli ultimi anni nel momento della pandemia, durante il quale, costretto in casa, Iwamura ha potuto concentrarsi sulla definizione del proprio stile.
In attesa di poter trovare spazio, En Iwamura ha approfondito anche la tecnica migliore per le sue opere, che parte da una fase iniziale di bozzetti per poi procedere modellando l’argilla. Questo materiale viene lavorato per addizione e non sottrazione, così facendo l’artista può prendere coscienza degli strati e cambiando in corso d’opera la forma da dare alle sue creazioni. Dopo una prima cottura a 850°, la ceramica viene colorata con una miscela di polveri scoperta dopo tanti esperimenti, per poi essere ricotta a 1250° in un forno che ne consolida la durezza e la porosità, con un processo simile a quello utilizzato per il gres porcellanato. Dopo il raffreddamento le opere di En Iwamura prendono vita.
Sono interessanti le due ispirazioni dietro alle sculture, la prima sono alcune antiche statue funebri primitive, con sembianze antropomorfe nelle quali l’artista ha visto un disegno molto contemporaneo. La seconda sono invece antichi vasi giapponesi Jōmon, dei quali Iwamura ha ripreso le linee continue che definiscono la superficie, scanalature che coprono per intero anche le sue opere, che non a caso prendono il nome di Neo Jōmon.







