Che dopo la fine del regime fascista, l’Italia del dopoguerra si trasformò in un terreno fertile per l’architettura brutalista lo sapevamo già e ne avevamo parlato qui. Le imponenti strutture in cemento armato ridefinirono il paesaggio urbano, lasciando il segno con edifici audaci e divisivi. Tra i simboli più noti spiccano la Torre Velasca di Milano, con il suo profilo unico, e le Vele di Scampia a Napoli, divenute emblema di utopie sociali incompiute. Brutalia – edito da Zupagrafika – invita i lettori a esplorare questi e altri capolavori dell’architettura brutalista italiana, con un focus su progetti di edilizia popolare come Le Lavatrici di Genova, il Nuovo Corviale di Roma e il Rozzol Melara di Trieste. Attraverso fotografie e approfondimenti storici, il libro analizza il valore, le sfide e le contraddizioni di queste strutture.




La seconda sezione di Brutalia offre invece un’esperienza interattiva che porta il brutalismo tra le mani dei lettori. Grazie a modelli pre-tagliati e pre-piegati, è possibile costruire le riproduzioni in miniatura di cinque celebri edifici italiani: la Torre Velasca, le Vele di Scampia, Le Lavatrici di Genova, il Nuovo Corviale e il Rozzol Melara. Non servono particolari abilità, solo un po’ di colla e curiosità. A introdurre il volume è l’architetto e scrittore italiano Alessandro Benetti, il cui contributo offre una lettura critica e storica del fenomeno brutalista. Brutalia non è quindi solo una guida visiva, ma un invito a scoprire, costruire e comprendere un’estetica architettonica tanto discussa quanto affascinante.








