Things not to miss in April

Things not to miss in April

Collateral Crew · 2 weeks ago · Art

Aprile è alle porte, con la primavera le cose da fare sono tantissime. Dall’art e design week di Milano fino alla Biennale di Venezia. Abbiamo selezionato per voi tutti gli eventi, mostre e appuntamenti imperdibili secondo la Redazione di Collater.al che sapranno accompagnarvi durante tutto il mese. Ma per la guida dettagliata della Milano Design Week dovrete ancora aspettare un po’, iscrivetevi alla newsletter per non perdervela.

MOSTRE

#1 MIA Photo Fair, da Allianz MiCo dall’11 al 14 aprile – MILANO

In programma da giovedì 11 a domenica 14 aprile 2024, MIA Photo Fair sotto la direzione artistica di Francesca Malgara presenterà 100 espositori, 8 mostre e progetti speciali, 4 premi e oltre 70 gallerie provenienti sia dall’Italia sia dall’estero. Quest’anno, con la XIII edizione, MIA Photo Fair si sposta all’ALLIANZ MiCo durante gli stessi giorni di Miart.

#2 Miart, da Allianz MiCo dal 12 al 14 aprile – MILANO

Curata da Nicola Ricciardi e organizzata da Fiera Milano, miart è la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano, caratterizzata da una vasta gamma cronologica di opere d’arte. Presenta una selezione di capolavori che abbracciano l’inizio del ventesimo secolo, spaziando da artisti come Balla e de Chirico, a Schiele e Picabia, accanto alle nuove produzioni di alcuni degli artisti contemporanei più influenti, tra cui David Hockney, Francis Alys, Rosa Barba e Monica Bonvicini.

#3 PARMA 360, Festival della creatività contemporanea HOMO DEUS a cura di Chiara Canali e Camilla Mineo dal 6 aprile al 19 maggio 2024 – PARMA

HOMO DEUS è la parola chiave dell’ottava edizione di PARMA 360 Festival della creatività contemporanea, a cura di Chiara Canali Camilla Mineo. Cinque grandi mostre di pittura, scultura, illustrazione, arte digitale e nuovi media sono allestite in dialogo con chiese e palazzi storici della città di Parma, in un percorso diffuso sul territorio che ha come obiettivo quello di valorizzare il patrimonio storico-artistico della città e di proporre al pubblico inedite visioni e prospettive della creatività contemporanea. 

#4 A Kind Of Beauty, mostra personale di Gabriele Micalizzi a cura di Tiziana Castelluzzo dal 4 aprile al 28 giugno 2024, da 29 ARTS IN PROGRESS gallery – MILANO

Le potenti fotografie del fotoreporter Gabriele Micalizzi offrono una prospettiva unica sui conflitti globali, che vanno dalle rivoluzioni arabe agli eventi attuali in Ucraina e Palestina. Il suo lavoro va oltre la semplice documentazione, approfondendo le profondità dell’esperienza umana in mezzo alle avversità.

#5 Una casa ontologica di LUIGI SERAFINI  fino al 25 agosto 2024 al Museo Macro – ROMA

Una casa ontologica è concepita come un’opera espansa, un ambiente in cui Serafini ha creato un meta-ritratto che trasporta all’interno del museo la sua attitudine immaginifica attraverso la rielaborazione degli interni della sua casa romana

#6 Fondazione In Between Art Film presenta Nebula una mostra collettiva al Complesso dell’Ospedaletto dal 17 aprile al 24 novembre – VENEZIA

In occasione della 60. Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia, il Compleso dell’Ospedaletto presenta Nebula, curata da Alessandro RabottiniLeonardo Bigazzi. La mostra presenterà otto nuove video installazioni site-specific commissionate a Giorgio Andreotta Calò, Basel Abbas e Ruanne Abou-Rahme, Saodat Ismailova, Cinthia Marcelle e Tiago Mata Machado, Diego Marcon, Basir Mahmood, Ari Benjamin Meyers e Christian Nyampeta.

#7 Off Script, mostra personale di Magali Reus a cura di Federico Giani negli spazi del Museo del Novecento presentata da Fondazione Arnaldo Pomodoro. Dal 10 aprile al 30 giugno – MILANO

Durante la Milano Art Week, Fondazione Arnaldo Pomodoro presenta negli spazi del Museo del Novecento di Milano Off Script, la mostra personale dell’artista olandese Magali Reus (L’Aia, 1981), vincitrice della VII edizione del Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura. Realizzata in collaborazione con il Museo del Novecento, la mostra, a cura di Federico Giani, espone una selezione delle più recenti sculture dell’artista, le Clementine, una serie che prende il suo spunto visivo dai barattoli di marmellata e di conserve della tradizione familiare.

#8 MEGAPIXEL il festival diffuso di grafica, fotografia e video dal 5 al 7 aprile nei quartieri Ticinese, Nolo, Bullona e Città Studi – MILANO

Nato per valorizzare la scena creativa di Milano, attraverso un weekend ricco di performance, talk e workshop in diverse location in giro per la città, arriva la prima edizione di MEGAPIXEL, organizzato da The Method, agenzia specializzata in strategie di comunicazione e campagne creative. MEGAPIXEL sarà un festival diffuso, che si estenderà oltre i confini tradizionali per valorizzare l’industria artistica della città.

#9 Un letto di frasche, mostra personale di Giulia Mangoni, in dialogo con l’architetto Valerio Panella – dal 9 aprile al 6 giugno da ArtNoble Gallery – MILANO

Per la sua seconda personale presso ArtNoble Gallery, Mangoni sviluppa il racconto della memoria legata al territorio Ciociaro che iniziò con la mostra Bits and Cream. Metabolizzazione d’Archivio nel 2021, approfondendo nel particolare una visione magico-realista dove il mondo rurale e i suoi personaggi si animano tra installazioni materiche e dipinti ad olio.

#10 TRILOGY alla galleria Numero 51 x Eunoia gallery dal 4 aprile al 2 giugno 2024 – MILANO

La mostra Trilogy presso Numero 51 Concept Gallery nasce in collaborazione con Eunoia Gallery di Osaka e vuole essere un esplorazione del dinamismo artistico femminile contemporaneo. Le opere di Jazz Szu-Ying Chen, Yuka Mori e Yuka Nishihisamatsu, seppur radicate nelle tradizioni dei rispettivi paesi di origine, trascendono i confini geografici per esplorare temi universali come la superstizione, l’identità, la religione e il ciclo vitale.

#11 Archivio Contemporaneo Exhibition dal 12 aprile al 12 maggio 2024 al Mattatoio – ROMA

Archivio Contemporaneo è un’esperienza museale immersiva, con l’identità dinamica e multidisciplinare di un festival: installazioni, attività didattiche, esposizioni e performance audio-visive.

#12 MEGA art fair, la fiera d’arte emergente da Scalo Porta Genova dal 10 al 14 Aprile – MILANO

#13 Eataly Art House  presenta And They Laughed At Me la personale dell’artista Newsha Tavakolian dal 9 aprile al 31 agosto – VERONA

Vincitrice del premio Photo Grant di Deloitte, l’artista iraniana Newsha Tavakolian presenta la sua mostra personale nella sede di Eataly Art House di Verona. La mostra And They Laughed At Me vede una serie di negativi, errori di scatto e di stampa recuperati dall’archivio personale dell’artista, volti a mettere in rilievo quelli che sono stati gli eventi che hanno narrato e al contempo segnato la storia dell‘Iran. Un allestimento nuovo, dove saranno presentate più di 40 fotografie d’archivio, che furono precedentemente scartate dall’artista stessa ma, alla quale oggi decide di rilegare un significato del tutto differente che sarà fulcro dell’esposizione. 

#14 Ghëddo e Crag Gallery presentano Burnout. Mostri piccole e ninne nanne, mostra personale di Giorgia Pia, dal 6 aprile al 19 aprile – TORINO

La mostra personale di Giorgia Pia è concepita come un viaggio ai margini del non-umano. Attraverso tre momenti narrativi, il progetto dà forma a un bestiario ibrido dove piante, animali e esseri umani si contaminano e negoziano il loro posto nel mondo.

FILM E SERIE TV

Challengers di Luca Guadagnino, dal 25 aprile – IN TUTTE LE SALE

Miniserie RIPLEY dal 4 aprile su NETFLIX

La miniserie drammatica è tratta dai bestseller di Patricia Highsmith di cui Tom Ripley è il protagonista. Un truffatore si trova in un mondo di ricchezza e privilegi dopo aver accettato un incarico speciale in Italia. Ma per avere la vita che desidera, deve tessere una rete di bugie.

MUSICA

L’arrivo della primavera coincide con l’inizio delle serate indie all’aperto, per questo ci siamo fatti dire da @musichettabenedetta alcuni dei concerti imperdibili a Milano, tutti gli altri li trovate nel suo calendarietto settimana per settimana.


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Ivana Sfredda, If We Assimilate To Enjoy (And To Lose Ourselves)

Ivana Sfredda, If We Assimilate To Enjoy (And To Lose Ourselves)

Giorgia Massari · 3 days ago · Photography

I’m not sure if it’s the sexual component that catches my attention. Perhaps it’s some elements, especially snails, that evoke a sense of familiarity in me, but also nostalgia for something I can’t quite identify. There’s a call back to my childhood, and it’s precisely the snails that evoke it. They were my only playmates when I spent the summer in a remote mountain location, in my grandparents’ garden which after a storm became the perfect habitat for these small creatures, as slimy as they were curious. Back then, I would pick them up from their shells, place them on my arms, and let them slide over me, amused by the trail of slime they left on my skin. I didn’t know it then, but I was assimilating them. In fact, that’s exactly what Ivana Sfredda talks about in the photos she showed me a few weeks ago in her studio in Milan. Soak up is the title of the series still in work in progress that the Molisan photographer has been working on since 2022, or perhaps even earlier. Interpreting the Anglo-Saxon term “soak up” literally, it refers to the sensation of enjoyment perceived in the act of assimilation. A unique human and animal need, that of joining someone or something, of being connected, and of “annihilating the boundaries that delimit a body.”

ivana sfredda
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Ivana Sfredda’s macro shots do not contemplate any subject hierarchy. A strawberry in a man’s mouth, a group of worms intertwined, a droplet about to fall from an old faucet, all appear one after the other in a carousel of images that dance hand in hand in a perpetual circle, without jerks or arrogance. Hand in hand, united, assimilated into each other, in the other. So that in the act of encounter between two bodies, there is no longer a “my body” and “your body.” The power dynamics that humans have built in the relationship between artifact and nature are nullified. Perhaps this is where my childhood memory fits in, where it is clear that in that space-time arc, I did not know of this imposition, and no construct had yet had time to settle in the logic that today exists in me, the inequality of man > animal or even more so, artificial > nature.

ivana sfredda
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But there is something beyond this unconsciousness or yet uncorrupted consciousness. Ivana explains it to me by citing Mario Perniola, a philosopher, writer, and theorist of contemporary art, delving into the sexuality mentioned earlier. Because it is clear that in the union of two bodies there is a tension that moves them towards each other, but it doesn’t necessarily have to be laden with a pleasurable end. Perhaps it’s just an unconscious need to lose one’s original form?

«Perniola identifies in sexuality a point of suspension that he defines as neutral sexuality: the detachment from one’s own body that implies a sense of estrangement, cybernetic and indeed neutral. This erotic impulse detaches itself from the pursuit of carnal pleasure in function of an intense contact where the organic and inorganic body becomes a meaningful surface. A very powerful communication system that leaps beyond the categories of human/artificial, human/animal, animal/artificial – relative to being as such – which traces the fluid architectures of an alternative body.»

ivana sfredda
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As explained by Ivana Sfredda, in the encounter with the other, the self feels fulfilled. This reminds me of a book I read some time ago when I was searching for a more conscious self. A New Earth by Eckhart Tolle – found in the “esotericism” section of a bookstore – actually talked about this. It discussed how the self exists only in the reflection in the other, when the annulment of the ego occurs, which only defines the boundaries of a prison where a false narrative of ourselves lives. So, in Ivana Sfredda’s shots, which she explains to me are a sort of exercise and play, all this is visually translated, as if to illustrate the daily and widespread existence of continuous equal and harmonious connections between elements that seem distant both in a hierarchical and semantic sense.

«The series focuses on the meaning of contact and relational energy, an exercise in imagining how these incomplete relationships can represent profound portals of learning.»

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Courtesy & Copyright Ivana Sfredda

Ivana Sfredda, If We Assimilate To Enjoy (And To Lose Ourselves)
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Ivana Sfredda, If We Assimilate To Enjoy (And To Lose Ourselves)
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Alec Gill and Hessle Road photo archive

Alec Gill and Hessle Road photo archive

Anna Frattini · 3 days ago · Photography

Alec Gill is an English photographer, historian, and psychologist born in Hull, a city in the East Riding of Yorkshire county, famously known for its port. A few years ago, a crowdfunding campaign was launched on Kickstarter to celebrate the fifty-year anniversary of the first photo taken for the project dedicated to Hessle Road with a book, and we’re discussing it here today. The archive of 7,000 photographs – taken with his Rolleicord twin-lens reflex camera – dates back to the decade between 1970 and 1980. There are 240 images included in The Alec Gill Hassle Road photo archive, and in each of them, one can feel the atmosphere of a very difficult historical moment for the residents. It marks the decline of the fishing industry and the demolitions of mass housing in the area.

alec gill photo archive

The Alec Gill Hassle Road photo archive

The book, launched on May 18th last year, was written and conceived by Iranzu Baker and Fran Méndez. In this interview with Port, Baker discusses some aspects of working with Alec Gill. The photographer – during the writing of the book – proved to be «endlessly curious, extremely determined and dedicated». During those years, Gill also focused on the lack of play areas for children and how younger generations adapted to the changes in the area. Another goal was certainly to freeze time before the end of an era. That of fishing in the area, ended with the Cod Wars starting from 1958 until 1972 and 1975. A piece of history that thanks to Gill has not been forgotten.

Gill’s is a genuine inclination towards the stories of the underdogs. The aim was to ensure that these stories were told, both now and at the time of the shots. The Alec Gill Hassle Road photo archive is not just a social study, therefore. It is a testament to the relationship Gill has established on a human level with his fellow citizens. Their stories seem to tell themselves in front of the photographer’s lens. Furthermore, the naturalness of the shots not only captures the theme of childhood but also communicates extremely functionally moments of the daily life of the inhabitants of Hassle Road.

Alec Gill and Hessle Road photo archive
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Nanni Licitra’s non-places

Nanni Licitra’s non-places

Giorgia Massari · 2 days ago · Photography

Nanni Licitra ‘s (1988) photographs focus primarily on non-places, anonymous and impersonal spaces that dot urban peripheries. Licitra transforms these marginal areas into other scenarios that acquire new meaning. We are talking about the series Hell end in Hell, whose images are emblematic reflections of a society in transformation, where the individual struggles to find a sense of belonging and identity in an increasingly chaotic and alienating context. The series, winner of the Liquida Photofestival Grant, on view in Turin from May 2 to 5, is a true socio-cultural analysis that reflects in toto the contradictions of contemporary society.

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Nanni Licitra ha iniziato la sua ricerca fotografica nel 2008 concentrandosi esclusivamente sulla fotografia analogica. Questa scelta non è casuale; infatti, la fotografia analogica richiede una pazienza e una precisione che si riflettono nel suo approccio distaccato e contemplativo. Licitra si pone come uno spettatore attento delle realtà che lo circondano, privilegiando uno sguardo che va oltre le apparenze per cogliere l’essenza delle cose. L’utilizzo dell’analogico da parte di Licitra non è solo una scelta tecnica, ma rappresenta anche una dichiarazione di intenti. In un’epoca dominata dalla velocità e dall’effimero delle immagini digitali, il fotografo siciliano opta per un ritmo più lento e contemplativo, che permette di approfondire le tematiche trattate e di trasmettere un senso di nostalgia e malinconia tipico dei non luoghi.

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Courtesy Nanni Licitra

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MIA Photo Fair, What We Liked Most

MIA Photo Fair, What We Liked Most

Giorgia Massari · 2 days ago · Photography

The preview of the eighth edition of MIA Photo Fair, the photography fair that returns to Milan every year with a selection of international artists, was held yesterday, April 10. This year it is no longer in the usual Superstudio Maxi, but moves next to the star of the week, Miart. So that, potentially, in one day the bravest can see two fairs by getting off at the Portello metro stop. Miart at gate 5 of Allianz MiCo while MIA Photo at gate 16. Getting to the point, let’s talk about what we liked. As is always the case, following the trade fair system, many of the exhibits are seen and seen again, but still enjoyable to review such as shots by established photographers of the caliber of Giovanni Gastel and Ugo Mulas, or even photojournalists Fausto Giaccone and Carlo Orsi. But, among the many evergreens we have unearthed a few new ones, perhaps a few names we have already heard, but not so much in our opinion. Therefore, we made a selection of our favorite booths.

#1 Maria Svarbova – ARTITLEDcontemporary (B022)

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#2 Irina Werning – OTM Gallery (B023)

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#3 Karla Hiraldo Voleau – Christophe Guye Galerie (B019)

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#4 Laetitia Ky – LIS10 Gallery (E014)

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#5 Giulia Frump – Young Art Hunters (F018)

#6 Paolo Ventura – MarcoRossi ArteContemporanea (A022)

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#7 Daniele Ratti – VisionQuest 4Rosso (C018)

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#8 Najla Said – Mashrabia Gallery (F005)

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#9 Angelo Formato – Welcome to my known collective exhibition

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#10 Thorsten Brinkmann – Galleria Fumagalli (A019)

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MIA Photo Fair will remain open until Sunday, April 14.

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