Abbiamo già parlato di quest’artista qui, e ritorniamo a farlo in occasione della sua personale “Essere” alla Galleria degli Uffizi, in mostra dal 26 febbraio al 26 maggio 2019.
Antony Gormley è famoso per le sue sculture dalle forme antropomorfe per esplorare e analizzare il rapporto tra il corpo e lo spazio, tra il pieno il vuoto, tra il buio e la luce.
La mostra comprende dodici opere, alcune già viste in precedenti esposizioni, altre, invece, inedite come Veer II, che consiste in una riproduzione del sistema nervoso umano e Breathe che, invece, un grande lavoro di espansione coperto di piombo che applica i principi cosmici del Big Bang all’unicità di un corpo.
Ma anche delle opere appositamente pensate per questo spazio e che, quindi, entrano in dialogo con il patrimonio artistico che Firenze offre, come Another Time, ovvero una coppia di figure umane, una posizionata all’interno del Museo e che guarda fuori da una delle finestre che affacciano sul Ponte Vecchio, e l’altra fissa sul tetto, che sovrasta Piazza della Signoria dall’alto.
Ultima, ma non per importanza è Settlement, opera realizzata nel 2005, ma che questa volta crea una speciale interazione con l’Ermafrodito dormiente del Bernini.
Le sculture di Antony sono una la perfetta dimostrazione di come l’arte possa evolversi, nelle tecniche e nei materiali, ma allo stesso tempo sono la testimonianza della presenza di un fil rouge che collega tutta la storia dell’arte.













