Nell’arcipelago dello Stato di Washington, nello specifico sulla splendida isola di San Juan, dei proprietari hanno chiesto all’architetto Olson Kuding di progettare uno spazio che si sentisse connesso con l’ambiente circostante, ma che potesse anche essere chiuso e messo facilmente in sicurezza quando non in uso.
Così Olson Kundig ha progettato ad hoc “False Bay Writer’s cabin”, all’apparenza una semplice casa di vetro circondata da tre ponti a doghe di legno che possono essere sollevati attraverso un sistema ben congegnato.
Una volta aperti i ponti, le tapparelle fungono come spazi abitativi esterni, che si collegano all’interno della cabina attraverso alte finestre e porte scorrevoli.

All’interno, la casa è essenzialmente piccola, pensata come una stanza singola, che ospita un bagno e un angolo cottura.
È una sorta di piccolo rifugio, che può trasformarsi secondo le esigenze di chi ci vive, nascondersi del tutto o essere a contatto con la natura.
Le finiture pensate dall’architetto Olson Kundig per la sua “False Bay Writer’s cabin” sono molto sobrie e raffinate, in linea con il suo stile.
Il pavimento come la casa è interamente in legno, punteggiato solo da un intarsio in acciaio annerito che lo taglia in due, dal camino alla finestra a fessura sul retro della cabina.
Una casa dove potersi definitivamente rinchiudere o al contrario stare all’aperto. Versatile, questa è la parola chiave, un piccolo rifugio capace di cambiare la sua forma in pochi minuti.








