Style Florania vuole cambiare il dizionario della moda
Styleemerging designer

Florania vuole cambiare il dizionario della moda

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Anna Frattini

«Florania è un brand genderless, solarpunk e g-local (local goes global). Genderless perché crediamo nel creare abiti senza identificazione binaria di genere. Solarpunk perché siamo vicini al punk per destrutturazione, ironia e violazione delle regole, ma con un tocco positivo. Il nostro ottimismo verso il futuro si basa sull’integrazione armoniosa dell’elemento umano e della tecnologia per preservare le risorse naturali. G-local perché amplifichiamo le risorse del nostro territorio, focalizzandoci sulla scalabilità della nostra idea per avere un impatto globale, dal micro al macro». Flora Rabitti parla al plurale raccontando la storia di Florania; il brand che nasce dalla sua necessità di trovare un luogo che la potesse rappresentare creativamente e professionalmente. Fra upcycling e illustrazione ci troviamo davanti a un progetto che sta cercando di cambiare le regole del mondo della moda per come lo conosciamo, rimettendo in discussione un sistema che sembra non rappresentare più le generazioni future.

La storia di Flora Rabitti

La storia di Flora Rabitti, classe 1992, è internazionale. Inizia allo IED di Milano per arrivare come designer da Miu Miu passando dall’Institut Français de laCouture di Parigi e dalla Central Saint Martins di Londra. Florania è una realtà innovativa che crede fortemente in un passaggio generazionale in grado di mettere in discussione il fashion system allontanando i concetti di concorrenza e consumo dal suo vocabolario e sostituendoli con collaborazione e cura del circondario. Un dizionario della moda ri-costruito da zero. A questo, si aggiunge la volontà di voler raccogliere il testimone delle tradizioni tessili e artigianali italiane. Proprio per questo, stampe e materiali sartoriali sono tutti di provenienza nazionale e arrivano da realtà sostenibili.

ph. courtesy dawlish

Upcycling

L’upcycling è uno dei punti cardinali della visione di Flora Rabitti che ci racconta come il suo brand nasca «dall’osservazione dell’enorme quantità di tessuti e capi presenti nei nostri armadi e archivi personali». Insomma, un’opportunità che può essere trasformata in «una nuova narrazione, fatta di artigianato, innovazione, circolarità e, sicuramente, design». Il lavoro in atelier si sviluppa su questa linea, dove il team di Florania si occupa oltre che del disegno e della gestione di produzione anche della creazione di un vero e proprio archivio di materiali (scartati) da utilizzare nelle collezioni.

Il processo creativo di Florania

Florania è un brand sicuramente fuori dal comune che si differenzia dal resto degli altri brand emergenti a partire dal processo creativo. «Prima di disegnare i vestiti, creiamo dei personaggi, tramite un fumetto, un’opera d’arte o un’illustrazione. Costruiamo un immaginario su carta e gli diamo vita tramite i materiali. Questo ci permette di confrontarci efficacemente e di trasmettere il nostro immaginario anche agli artigiani che si occupano della produzione» ci racconta Flora.

 
 
 
 
 
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The Grotto, la collezione della Primavera/Estate 2024, riflette la particolarità di questo processo creativo. Con questi capi il team di Florania ha messo in pratica l’intenzione di «creare immaginari simili di evasione e di coesistenza tra uomini, tra fantasia e natura». Il tutto messo in pratica attraverso un’installazione in una stanza scavata nel Giardino Segreto di Palazzo Te, una villa rinascimentale nella città natale di Flora Rabitti, Mantova. «Questa particolare installazione del 1500 è creata da conchiglie e incrostazioni, a rappresentare un ambiente marino sotterraneo, intervallato da simboli naturali che alludono al tema della trasformazione della materia attraverso la magia o la conoscenza alchemica. Un passaggio tra mondi».

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Scritto da Anna Frattini
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