Marta Bevacqua è una fotografa romana che si divide tra l’Italia e l’estero: ha iniziato a scattare all’età di diciassette anni e da allora non si è più fermata, trasferendosi a Parigi per lavorare. Le sue fotografie riescono sempre a sorprendere grazie alla grande creatività dei suoi set, alla spontaneità delle pose delle modelle e alle emozioni che suscitano nello spettatore. La bellezza viene celebrata in tutta la sua eleganza e delicatezza in maniera un po’ onirica ed eterea, andando a raccontare brevi storie visive.
Noi di Collater.al abbiamo chiesto a Marta Bevacqua di raccontarsi brevemente tramite un’intervista, che trovi qui sotto:
Se dovessi raccontare chi sei tramite un’immagine, quale sceglieresti?
Sceglierei una foto che ho scattato pochi anni fa, intitolata “Solitude”: tutto ciò che c’è in questa immagine mi rappresenta al cento per cento come ad esempio la posa, l’atmosfera, il colore.

Ci sono libri, film o canzoni che ispirano i tuoi lavori?
Certo! Ad esempio Stranger Things è una delle serie Netflix che più mi ispirano, insieme alla musica di Agnes Obel e di Moby. Per quanto riguarda i libri, potrei fare una lista, ma sarebbe davvero troppo lunga.
Che tipo di femminilità vuoi comunicare con le tue immagini?
Sicuramente una femminilità particolare, ricca di difetti.
C’è un sogno o un progetto che vorresti realizzare in futuro?
Si, assolutamente, e più di uno; mi piacerebbe tanto realizzare un progetto viaggiando in luoghi lontani.
Quanta importanza ha avuto per la tua carriera lavorare fuori dall’Italia? Che consiglio daresti ai talenti emergenti?
È stato fondamentale, perchè, oltre ad imparare sul piano lavorativo, è stato molto formativo anche personalmente e mi ha aiutato poi a livello professionale. Un consiglio? Non aver paura e, anche se la strada non ha mai fine, continuare e non mollare, avendo però molta pazienza.
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