È notizia del week end il furto del murale di Banksy realizzato su una porta di una delle uscite di sicurezza del teatro Bataclan di Parigi.
L’opera rappresentava una donna in lutto, ed era stata realizzata dallo street artisti di Bristol per commemorare le 90 vittime dell’attentato terroristico risalente al 13 novembre 2015.
È stata proprio la struttura a rendere noto l’accaduto via Twitter, spiegando che l’opera è stata rubata venerdì scorso assieme all’intera porta.
Inutile dire che il gesto ha destato “profonda indignazione” poichè il murale “apparteneva a tutti: residenti locali, parigini, cittadini del mondo…”, come è stato dichiarato sui social dall’istituzione:
“L’essenza stessa dell’arte urbana è quella di dare vita a un’opera d’arte in un ambiente particolare e noi siamo convinti che questa opera aveva senso solo in questo particolare luogo. Questa è la ragione per la quale noi l’avevamo lasciata lì, libera, sulla strada, accessibile a tutti”.
Decontestualizzando un’opera di street art ed in particolare quest’opera, se ne depotenzia il significato, rendendo mera merce di scambio quello che prima era un simbolo.
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