La silhouette delle Paperbag Boots, nate dalla collaborazione tra il brand SNS e dalla visual artist Gab Bois, sono tanto semplici quanto stranianti: stivali in pelle marrone che replica fedelmente la forma di un sacchetto di carta, completo di pieghe, volume morbido e persino manici. Un oggetto quotidiano trasformato in scarpa perfettamente in linea con il linguaggio visivo di Gab Bois, che da anni costruisce il proprio immaginario partendo dalla manipolazione di elementi familiari.

Il progetto nasce infatti da una serie di immagini pubblicate dall’artista, in cui diversi materiali venivano trasformati in stivali — sacchetti di plastica, carta o packaging comuni. Le Paperbag Boots erano tra le versioni più riuscite e, da concept fotografico, sono diventate un oggetto reale grazie alla collaborazione con il brand SNS, mantenendo l’estetica volutamente ambigua tra oggetto e illusione.
La forza del progetto sta proprio in questa tensione: le Paperbag Boots sembrano fragili e temporanee, ma sono realizzate in pelle e costruite come un vero stivale. Il contrasto tra percezione e materialità diventa parte integrante del design, un approccio sempre più diffuso nella moda contemporanea, dove il prodotto è anche narrazione visiva.


Non è un caso che il progetto sia nato su Instagram. Il lavoro di Gab Bois vive spesso nella dimensione dell’immagine virale, dove il confine tra oggetto reale e artificiale si fa sempre più sottile. Con le Paperbag Boots questo meccanismo si ribalta: qualcosa che sembra digitale o impossibile esiste davvero.

In un momento in cui la moda guarda sempre più al surrealismo e all’oggetto concettuale — da Balenciaga agli esperimenti indipendenti — la collaborazione tra SNS e Gab Bois dimostra come un’idea apparentemente ironica possa trasformarsi in un oggetto desiderabile, capace di stare tra design, arte e cultura internet.
Le Paperbag Boots non sono solo uno stivale, ma un piccolo esercizio di percezione: qualcosa che sembra usa e getta, ma che invece è costruito per durare.

