Photography Gianni Berengo Gardin ci ha insegnato cos’è il fotoreportage
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Gianni Berengo Gardin ci ha insegnato cos’è il fotoreportage

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Gianni Berengo Gardin, classe 1930, ci ha lasciati proprio ieri. È stato uno dei maestri del fotoreportage per come lo conosciamo in Italia. Un vero e proprio artigiano della fotografia documentaristica che ha saputo raccontare il mondo con eleganza, sensibilità e rigore narrativo. Autodidatta appassionato, ha iniziato la sua carriera fotografica nella seconda metà degli anni Cinquanta, con pubblicazioni su Il Mondo, e ha collaborato con testate italiane e internazionali come Domus, Epoca, Stern, Time, Vogue Italia e Le Figaro.

Gianni Berengo Gardin
Parigi, 1953

Il suo stile si distingue per la capacità di trasformare scenari quotidiani in racconti visivi profondi e poetici. La sua fotografia in bianco e nero, attenta alla composizione e al contesto, ha indagato la società italiana del dopoguerra con un occhio critico e partecipe. Tra i suoi lavori più iconici si ricordano Morire di classe, che documentava la condizione dei manicomi prima della riforma Basaglia, e Vaporetto, Venezia, 1960, uno scatto nato per caso e diventato simbolo della sua poetica: un riflesso che imprigiona passeggeri nell’immagine, catturando la vita in movimento in modo unico.

Gianni Berengo Gardin
In vaporetto. Venezia, 1960

Berengo Gardin ha pubblicato oltre 250 libri fotografici e ha esposto in gallerie e musei prestigiosi tra cui il MoMA di New York e la Bibliothèque nationale de France. Le sue immagini sono conservate in archivi di rilievo e una parte significativa del suo tesoro visivo – negativi, stampe, documenti – è affidata alla Fondazione FORMA per la Fotografia a Milano.

Gianni Berengo Gardin


Più di ogni altra cosa, Gianni Berengo Gardin incarnava una visione artigianale del fare fotografico. La pellicola, la camera oscura, la grana: erano elementi essenziali del suo linguaggio, perché la fotografia, per lui, era raccontare con verità e autenticità, senza compromessi.

Gianni Berengo Gardin
Gran Bretagna, 1977


Con una carriera che ha attraversato tempi, luoghi e sensibilità, Berengo Gardin lascia un’eredità straordinaria nel panorama della fotografia contemporanea: quella di un occhio paziente, consapevole, capace di donare alla quotidianità l’aura dell’immenso.

© Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma

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Scritto da Collater.al Contributors

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