Le persone senza volto nei dipinti di Gideon Rubin

Le persone senza volto nei dipinti di Gideon Rubin

Giulia Guido · 4 mesi fa · Art

Classe 1973, Gideon Rubin è un artista israeliano, nato a Tel Aviv, famoso per i suoi dipinti in cui le persone ritratte non hanno un volto e per questo non sono riconoscibili. 

Gideon Rubin prende spunto sia da vecchie foto d’epoca, sia da ricordi legati alla sua famiglia. Per questo motivo, l’artista israeliano dipinge momenti di quotidianità: due coniugi che si fanno fotografare, una ragazza in piscina, ma anche più intimi, come togliersi la maglietta dopo essersi chiusi in camera, leggere qualcosa sdraiati sul letto, indossando solo la biancheria intima. 

Le large e dense pennellate, combinate con una palette di colori tenui che vira dal bianco, al beige, al rosa cipria mostrano un mondo all’apparenza piatto, ma non molto diverso da quello di tutti i giorni, dai momenti di pace che ci ritagliamo tra mille impegni. 

Ritraendo la quotidianità e decidendo volontariamente di non svelare troppo, senza mostrare nessun dettaglio specifico e, soprattutto, i volti dei suoi soggetti, il protagonista dei suoi quadri potrebbe essere chiunque, potremmo essere noi. 

Nella nostra gallery trovi una selezione dei dipinti di Gideon Rubin, per scoprirne di più andate sul suo sito.

Gideon Rubin | Collater.al
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Le persone senza volto nei dipinti di Gideon Rubin
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Le persone senza volto nei dipinti di Gideon Rubin
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Breaking News, media e politica nelle illustrazioni di Filippo Fontana

Breaking News, media e politica nelle illustrazioni di Filippo Fontana

Giulia Pacciardi · 4 mesi fa · Art

Del giovane illustratore italiano Filippo Fontana vi abbiamo parlato qualche mese fa quando a colpirci era stato Void, un progetto in 5 tavole, realistico e amaro, dedicato all’attuale cultura pop italiana.
Attualità che, se pur declinata in uno solo dei suoi aspetti, è protagonista anche del suo ultimo lavoro dal titolo calzante Breaking News.

Le 10 tavole del nuovo progetto riproducono in maniera fedele le vicende politiche più controverse di ogni stato scelto dall’artista, tra cui figurano quelli più influenti al mondo anche dal punto di vista dell’informazione.
Si inizia con Italia, Inghilterra, Francia e Russia per poi arrivare in America, Brasile, Cina, Arabia Saudita, Korea e Israele.
Ogni tavola, oltre al nome della testata, riporta l’attuale situazione politica dello stato a cui si riferisce sintetizzata nei suoi dibattiti più cocenti. 

“L’intenzione del progetto è quella di rappresentare un quadro globale e contemporaneo della politica internazionale, permettendo così al lettore di sviluppare autonomamente una riflessione critica in risposta alle immagini e di creare associazioni tra la situazione politica di uno o più stati.”

Ci racconta Filippo stesso che, con le sue vignette, è riuscito ancora una volta a dipingere un ritratto profondamente realistico di una situazione ben conosciuta.

Breaking News, media e politica nelle illustrazioni di Filippo Fontana
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Breaking News, media e politica nelle illustrazioni di Filippo Fontana
Breaking News, media e politica nelle illustrazioni di Filippo Fontana
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SHE’S ANGRY, il profilo IG che non ha peli sulla lingua

SHE’S ANGRY, il profilo IG che non ha peli sulla lingua

Claudia Fuggetti · 4 mesi fa · Art

SHE’S ANGRY, sì lei è assolutamente incazzata per tutto ciò che succede alle donne della nostra generazione e non si fa problemi ad esternarlo sui social. Dietro il profilo pare ci sia il nome di Meuf Sympa, che riesce a diffondere messaggi molto forti attraverso le sue illustrazioni colorate e divertenti.

“I want to feel safe walking home alone”, quante volte ci siamo ritrovate in questa situazione? Quante volte è stato dibattuto il tema dell’allattamento in pubblico?

Il mondo femminile ha ancora tanti problemi da risolvere e le illustrazioni di SHE’S ANGRY ci ricordano ogni giorno, con stile e colori pop, che dobbiamo cambiare la nostra condizione e la prospettiva da cui si guardano le cose.

Meuf invita le donne a volersi bene, descrivendo a pieno la dimensione nella quale vivono le millennials, fatta di troppa apparenza e di poca sostanza, fatta di caos, un caos che diventa l’unica grande certezza.

Dai un’occhiata alla gallery qui sotto e segui SHE’S ANGRY su Instagram.

SHE’S ANGRY, il profilo IG che non ha peli sulla lingua |. Collater.al
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SHE’S ANGRY, il profilo IG che non ha peli sulla lingua
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Una notte a Fondazione Prada

Una notte a Fondazione Prada

Collater.al Contributors · 4 mesi fa · Art

Il 27 settembre 2019 andrà in scena la terza puntata del programma di eventi musicali I Want To Like You But I Find It Difficult. A cura di Craig Richards, “I Want To Like You But I Find It Difficult” unisce musica e cultura nei fantastici spazi del complesso firmato OMA a Milano. L’ultimo appuntamento era stato Venerdì 14 giugno, prima dell’estate, con la performance dal vivo di Biosphere – nome d’arte dell’artista norvegese Geir Jenssen – del percussionista italiano Andrea Belfi – colui che aprirà le date del tour europeo di Thom Yorke – e della giapponese Object Blue. Ora siamo in trepidante attesa dell’arrivo del prossimo evento, con artisti del calibro di Floating Points, Ben UFO e Colleen. Craig Richards studia tre line-up pensate ad hoc per Prada, partendo dall’idea di musica come una manifestazione di libertà creativa sia per i musicisti stessi che per il pubblico presente.

Già il programma del 2018 era stato un successo: a brillare tra gli artisti invitati c’era Ricardo Villalobos, e molti altri grandissimi come Midori Takada, Burnt Friedman, Mulatu Astatke, Monolake, Joy Orbison, Baby Vulture ed E/tape. Per l’edizione 2019 Fondazione Prada ha deciso di espandere il loro campo d’azione, includendo la ricerca e la sperimentazione musicale all’interno della propria offerta culturale e creando in questo modo risonanze inedite tra discipline. 

L’idea chiave di questo progetto è contenuta nel suo titolo – afferma il curatore – ‘I WANT TO LIKE YOU BUT I FIND IT DIFFICULT’. La nozione di giudicare, assimilare e comprendere la musica, la forza dei preconcetti, la persona che la suona, il formato, l’ambiente e l’impianto sonoro che la trasmette, lo spazio mentale del momento, il giorno o la notte… Tutti questi fattori contribuiscono a creare il nostro rapporto con la musica. Il punto di partenza del mio progetto curatoriale è la convinzione che questo linguaggio possa essere stimolante, impegnativo, provocatorio, bellissimo e perfino scomodo. Ogni evento è potenzialmente in grado di ispirare o irritare. Come suggerisce il titolo, ogni performance è stata scelta per esplorare l’indescrivibile forza della musica, al di là di piacere o meno. Come DJ sono affascinato dall’ordine in cui la musica viene presentata. Il ruolo del DJ è quello di selezionare, definire un percorso musicale e la sua narrativa. Nel ruolo di curatore presento invece le mie preferenze. Le scoperte musicali, vecchie e nuove, saranno proposte in un ordine che vuole creare ispirazione, curiosità, fastidio e divertimento. L’obiettivo è di riconoscere e definire un filo conduttore, che percorre le diverse espressioni musicali e in qualche modo le tiene insieme. Credo che apprezzare la musica non sia sempre facile, ma con perseveranza le gratificazioni non sono solo meravigliose ma anche piene di promesse.” 

Andrea Belfi Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 2
Andrea Belfi Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 2
Andrea Belfi Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 2
Andrea Belfi Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 2
Andrea Belfi Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 2
Biosphere Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 2
Biosphere Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 2
Craig Richards Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 5
Craig Richards Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 5
ojobject blue Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 4
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Testo di Bianca Felicori

Una notte a Fondazione Prada
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Una notte a Fondazione Prada
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Floating World il murales che si rivela specchiandosi nell’acqua

Floating World il murales che si rivela specchiandosi nell’acqua

Giulia Guido · 4 mesi fa · Art

Ray Bartkus è nato a Vilnius e dopo aver preso il diploma all’Accademia d’Arte ha iniziato a realizzare litografie, acqueforti e disegni a matita. Una volta trasferitosi a New York con la moglie le sue illustrazioni hanno iniziato ad attirare diverse testate, tra cui il New York Times, per il quale ha realizzato vignette e disegni per più di dieci anni. 

Solo dopo anni di carriera ha iniziato a dedicarsi ad altre forme artistiche, tra cui la street art. In quest’ambito si è differenziato da altri suoi colleghi grazie a un murales in particolare, Floating World

Si tratta di un lavoro che occupa tutta la superficie esterna di una casa che si affaccia sul fiume Šešupė, nel suo paese natale, la Lituania. A prima vista potrebbe non sorprendere, anzi, potrebbe anche non essere compreso a pieno. Potrete riconoscere un cigno, un nuotatore, due vogatori su una canoa, due delfini che saltano fuori dall’acqua, una ragazza che si tuffa, ma tutto al contrario, a testa in giù. 

Questa scelta è dovuta al fatto che il vero risultato finale di Floating World si rivela nel suo riflesso nel fiume, quando le figure si capovolgono e tornano nel loro habitat naturale, l’acqua. 

Floating World Ray Bartkus | Collater.al
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Floating World il murales che si rivela specchiandosi nell’acqua
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Floating World il murales che si rivela specchiandosi nell’acqua
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