Grace Light, l’installazione immersiva della Grace Cathedral

Grace Light, l’installazione immersiva della Grace Cathedral

Claudia Fuggetti · 1 mese fa · Art

L’associazione Illuminate e la Grace Cathedral hanno dato vita ad un’installazione immersiva all’interno di uno dei più importanti monumenti religiosi di San Francisco. Grace Light è una suggestiva opera che accentua l’atmosfera mistica della struttura religiosa, servendosi di un fascio di luce “divina” che misura oltre 30 metri.

“La luce suscita meraviglia, viaggia attraverso il tuo corpo per andare dritto al cuore. Siamo onorati di poter lavorare con la Grace Cathedral per presentare un’opera d’arte pubblica in questo spazio sacro”.

Creata dall’artista e designer Berkley George Zisiadis, con musiche create dal compositore Gabriel Gold, l’installazione ha permesso ai visitatori di vivere un’avventura estetica unica basata su un percorso che si sviluppa in maniera lineare, senza mai perdere la sua intensità.

Dai un’occhiata alla nostra gallery qui sotto.

Grace Light, l'installazione immersiva della Grace Cathedral | Collater.al
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Camille Walala trasforma una stazione di servizio d’epoca

Camille Walala trasforma una stazione di servizio d’epoca

Collater.al Contributors · 1 mese fa · Art

Lo scorso ottobre, la quinta edizione di The Unexpected è tornata a Fort Smith, con coinvolgenti opere d’arte e musica.
Ideata e prodotta da Justkids – casa creativa fondata dalla curatrice d’arte Charlotte Dutoit – è dedicata a portare l’arte contemporanea nell’Arkansas nordoccidentale attraverso esperienze di arte pubblica immersiva che generano scambi culturali tra creativi e incentivano lo sviluppo della comunità.

Per questo motivo, per lo sviluppo del nuovo progetto è stata invitata per la prima volta Camille Walala – una tra le artiste e designer contemporanee più affermate al momento – la quale ha aderito all’iniziativa. Ciò che ha fatto è stato trasformare una stazione di servizio degli anni cinquanta in disuso in un’emozionante opera d’arte ribattezzata come la Walala Pump & Go gas station. 

La realizzazione dell’opera è stata influenzata da molteplici fattori tra cui i viaggi dell’artista, il filone creativo del Gruppo Memphis – un collettivo italiano di design e architettura fondato da Ettore Sottsass -, i maestri dell’Optical Art – un movimento di arte astratta nato negli anni sessanta e che ha preso piede nel decennio successivo – e dalle donne delle tribù Ndebele, una comunità sudafricana. Tutte queste influenze hanno dato vita a un concept che segue lo stile pop tribale ma che, allo stesso tempo, propone motivi geometrici colorati che danno dinamicità agli elementi esistenti del contesto.

Il supporto architettonico degli anni ’50 è stato perfetto per l’artista che lo ha trasformato in uno spazio sociale accattivante in una sola settimana, con lo straordinario sforzo comunitario e la collaborazione dell’artista locale Nate Meyers e di un gruppo di abili volontari.  
Lo stile audace e giocoso di Camille valorizza incredibilmente lo spazio costruito e l’architettura, creando ambienti sociali accoglienti.
Oltre a Camille Walala hanno preso parte al progetto artisti come Okuda San Miguel, Hilda Palafox, Robert Montgomery e Alexandre Bavard.

Camille Walala | Collateral2
Camille Walala | Collateral2
Camille Walala | Collateral1
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Camille Walala | Collateral2
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Testo di Anna Cardaci

Camille Walala trasforma una stazione di servizio d’epoca
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Camille Walala trasforma una stazione di servizio d’epoca
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Simone Rotella e le sue illustrazioni distopiche

Simone Rotella e le sue illustrazioni distopiche

Collater.al Contributors · 1 mese fa · Art

Simone Rotella è un graphic designer e illustratore italiano che vive la sua vita tra Londra e Torino.
A renderlo noto è stata la pubblicazione dei suoi lavori e delle sue illustrazioni su quotidiani come il Corriere della Sera e su progetti più complessi come il libro “For the Gods of Girsu”, scritto da un archeologo per il British Museum di Londra.

Grazie alla sua spiccata creatività ha vinto numerosi premi nell’ambito dell’illustrazione quali i WIA-World Illustration Awards 2019 e i 3×3 Awards 2018 in cui ha ricevuto una menzione d’onore.
La sua ispirazione e il suo approccio gli permettono poter rappresentare diverse tematiche e veicolarle in diversi format: dai libri archeologici alle illustrazioni per bambini e ai racconti. Alcune delle sue opere si ispirano anche all’arte di strada – il suo primo amore, nato durante la sua infanzia – e ad artisti come: Blu, Alessandro Gottardo “Shout”, Dran e Niels Shoe.

Le sue illustrazioni sono caratterizzate da uno sguardo onirico che trasforma la realtà in una possibilità, credibile ma straniante e che ci costringe a trovare una chiave personale di lettura dell’enigma. Sembra quasi approcciare un filone filosofico che sta alla base di ogni suo complesso lavoro.
Infatti, ogni sua opera è molto concettuale e possiede un forte richiamo al vintage tramite la combinazione di diversi elementi quali la silhouette, le textures e i filtri grafici.
L’obiettivo della sua arte è quello di attirare ovviamente l’attenzione di chi la osserva e stimolare un pensiero retrospettivo e interiore dato dal dialogo tra le immagini e le sensazioni visive.
Il suo stile è ben riconoscibile in quanto riesce a conciliare da una parte la spontaneità utilizzando un tratto a mano libera e dall’altra il controllo, la consapevolezza e tutte le possibilità che offre il digitale.
Tutte le sue opere vengono realizzate secondo determinate palette cromatiche che le rendono quasi dei veri e propri quadri.

Simone trova ispirazione nei fumetti di cui è molto fan, in particolare quelli di Hugo Pratt, Crepax e Sergio Toppi e nell’arte prediligendo il pittore francese Henri Matisse, uno dei più noti artisti del ventesimo secolo nonché il maggior esponente della corrente artistica dei Fauves. Del pittore ammira l’uso meticoloso del colore e dei suoi accostamenti.
Oltre alle collaborazioni già svolte, l’illustratore torinese aprirà la sua prima mostra intitolata “hashtag” dove esporrà tutti i suoi lavori più ambiziosi.

Simone Rotella | Collateral3
Simone Rotella | Collateral3
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Testo di Anna Cardaci

Simone Rotella e le sue illustrazioni distopiche
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Simone Rotella e le sue illustrazioni distopiche
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Berlino, Visions in Motion celebra la caduta del muro

Berlino, Visions in Motion celebra la caduta del muro

Collater.al Contributors · 1 mese fa · Art

Era esattamente il 9 novembre del 1989 quando il Muro di Berlino venne abbattuto. La sua caduta è stata significativa sia per la Germania sia per tutto il mondo e, fin dalla sua nascita, simboleggiava la separazione di una nazione e le differenze tra persone, ideologie e politiche.
Ma facciamo un salto indietro di quasi sessant’anni: il Muro divenne il simbolo concreto dell’immaginaria linea di confine tra le zone europee filoccidentali. Questo circondava Berlino Ovest e divise in due la città per ben 28 anni, più precisamente dal 13 agosto del 1961 fino al 9 novembre 1989, giorno in cui il governo tedesco-orientale si vide costretto a decretare la riapertura delle frontiere con la Repubblica Federale.

Le fondamenta del muro sono state erette quasi da un giorno all’altro. Verso la mezzanotte del 13 agosto gli ufficiali dell’esercito fecero rotolare chilometri di filo spinato attraverso la città fino a raggiungere la campagna periferica. Questo evento divenne noto come la “Domenica del Filo Spinato”. Anche se il complesso processo di riunificazione fisica e ideologica del paese ha richiesto circa un anno intero, il 9 novembre è considerato un giorno di riferimento. Per celebrare questo anniversario l’artista di Los Angeles Patrick Shearn – rinomato per le sue grandi installazioni cinetiche che lui chiama “Skynets”- è stato incaricato di realizzare un’opera commemorativa.
Il lavoro commissionato continua la serie dinamica di installazioni artistiche galleggianti ultraleggere, montate in maniera tale da sembrare che queste fluttuino a mezz’aria.
Il nome dell’installazione è Visions in Motion ed è stata esposta al pubblico dal 4 al 10 novembre. È stata scelta la Porta di Brandeburgo di Berlino come luogo ospitante in quanto era stato precedentemente utilizzato come un confine di divisione.

L’opera cinetica si estende su una superficie di circa duemila metri quadrati ed è composta da trentamila nastri parzialmente riflettenti che danno movimento decorando così la città. I colori dei nastri sono il giallo, l’azzurro/blu e il viola. La scelta di queste tonalità non è stata un caso ma studiata in quanto richiamano e trasmettono l’idea di speranza e di possibilità di cambiamento, miglioramento, il progresso ma anche il ricordo della Guerra Fredda.
Sviluppare una consapevolezza storica è il primo obiettivo di questa installazione per far si che nulla venga dimenticato e per evitare che ciò che è successo in passato si possa ripetere anche in futuro.

Visions in Motion | Collateral2
Visions in motion | Collater.al
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Visions in Motion | Collateral2

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Testo di Anna Cardaci

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WRDSMTH, quando la parola si fa street art

WRDSMTH, quando la parola si fa street art

Claudia Fuggetti · 1 mese fa · Art

WRDSMTH è il nome di un autore, sceneggiatore, ex copywriter pubblicitario e artista di strada emergente: sì, stiamo parlando di una sola persona. Nato e cresciuto nel Midwest, si è trasferito a Los Angeles e ha iniziato a lavorare a Hollywood, inseguendo il grande sogno americano.

Nel corso del tempo l’artista ha identificato il suo stile come un perfetto mix tra passato e presente. WRDSMTH ha definito la propria arte “una combinazione unica di stenciling e wheatpasting“, una tecnica che gli ha permesso di lasciare il segno non solo sui muri di Los Angeles, ma anche su quelli di varie parti del mondo.

I pensieri e i messaggi si fanno indelebili, come a voler mettere un punto fisso all’interno di un mondo che cambia in continuazione e che non garantisce alcuna certezza.

Segui WRDSMTH su Instagram.

WRDSMTH è il nome di un artista poliedrico di Los Angeles che scrive sui muri pensieri e parole indelebili. Dai un'occhiata alla nostra gallery!
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