Art

HANADA E DENEVAN – LAND ART

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13 Gennaio 2011

L’obiettivo di quest’arte è quello di ridefinire il rapporto che c’è tra l’uomo e la natura. Per fare ciò si avvale d’interventi “temporanei” basati sul concetto d’impermanente, ovvero: “l’accettazione che tutto muta e finisce, e la contemplazione che anche il deperimento dell’opera d’arte è esso stesso un elemento dell’opera”.

Inventata negli anni ‘70 da Christo, l’artista concettuale statunitense noto per avere incartato e avvolto, palazzi, monumenti e intere zone naturali, l’obiettivo della Land Art è quello di ridefinire il rapporto che c’è tra l’uomo e la natura.

Per fare ciò si avvale d’interventi “temporanei” basati sul concetto d’impermanente, ovvero: “l’accettazione che tutto muta e finisce, e la contemplazione che anche il deperimento dell’opera d’arte è esso stesso un elemento dell’opera”. Un azione “eco-oriented” che mira a trasformare il territorio, e a creare un impatto visivo del tutto straniante. Proprio come le opere di Koichi Hanada e Jim Denevan, due dei land artists più famosi della “terra”.

Ex impiegato del comune di Inakadate, Giappone, Koichi Hanada cominciò a far parlare di se quando venti anni fa decise di raccoglie la sfida di un suo superiore: trovare un espediente che attirasse i turisti verso il piccolo comune giapponese.

Dopo mesi di buio passati a pensare, d’un tratto l’illuminazione. Una mattina, passando da una scuola elementare, si accorse che dei bambini stavano formando una risaia con due diverse varietà di piantine di riso; un’idea che a Koichi apparve subito geniale e che oggi porta il nome di Paddy Art, l’arte di usare le risaie per fare arte.

La tradizione vuole che ogni anno venga riprodotta, sullo stesso campo, l’illustrazione di un maestro d’arte locale.

Un operazione che gli abitanti di Inakadate hanno la possibilità di ammirare passo dopo passo, grazie alla tribuna a forma di castello costruita appositamente per l’evento.

Ben diversa è invece l’esperienza di Jim Denevan, per alcuni “l’uomo che disegna la sabbia“, un surfer americano di Santa Cruz che dal 1996 solca enormi forme geometriche su terra, sabbia e ghiaccio.



Opere in cui il paesaggio non si limita a essere mero territorio ma mezzo stesso di creazione.


Attualmente oltre a essere fondatore della Outstanding in the field, uno spazio che promuove lo slow food e l’agricoltura biologica, espone e lavora per Anthropologie, il negozio di abbigliamento e accessori a capo del progetto The Anthropologist, lo spazio online  dedicato alle opere d’ispirazione che finanzia le azioni degli artisti che promuove. Una vetrina che ha permesso a Jim Denevan di presentare i propri lavori anche al Fashion’s Night Out di New York.

Outstanding in the field e Desert Drawing

The Anthropologist – Lago Baikal (Siberia)



Fashion’s Night Out

Guscocox e Arunema

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