HANADA E DENEVAN – LAND ART

HANADA E DENEVAN – LAND ART

Guscocox · 12 anni fa · Art

Inventata negli anni ‘70 da Christo, l’artista concettuale statunitense noto per avere incartato e avvolto, palazzi, monumenti e intere zone naturali, l’obiettivo della Land Art è quello di ridefinire il rapporto che c’è tra l’uomo e la natura.

Per fare ciò si avvale d’interventi “temporanei” basati sul concetto d’impermanente, ovvero: “l’accettazione che tutto muta e finisce, e la contemplazione che anche il deperimento dell’opera d’arte è esso stesso un elemento dell’opera”. Un azione “eco-oriented” che mira a trasformare il territorio, e a creare un impatto visivo del tutto straniante. Proprio come le opere di Koichi Hanada e Jim Denevan, due dei land artists più famosi della “terra”.

Ex impiegato del comune di Inakadate, Giappone, Koichi Hanada cominciò a far parlare di se quando venti anni fa decise di raccoglie la sfida di un suo superiore: trovare un espediente che attirasse i turisti verso il piccolo comune giapponese.

Dopo mesi di buio passati a pensare, d’un tratto l’illuminazione. Una mattina, passando da una scuola elementare, si accorse che dei bambini stavano formando una risaia con due diverse varietà di piantine di riso; un’idea che a Koichi apparve subito geniale e che oggi porta il nome di Paddy Art, l’arte di usare le risaie per fare arte.

La tradizione vuole che ogni anno venga riprodotta, sullo stesso campo, l’illustrazione di un maestro d’arte locale.

Un operazione che gli abitanti di Inakadate hanno la possibilità di ammirare passo dopo passo, grazie alla tribuna a forma di castello costruita appositamente per l’evento.

Ben diversa è invece l’esperienza di Jim Denevan, per alcuni “l’uomo che disegna la sabbia“, un surfer americano di Santa Cruz che dal 1996 solca enormi forme geometriche su terra, sabbia e ghiaccio.



Opere in cui il paesaggio non si limita a essere mero territorio ma mezzo stesso di creazione.


Attualmente oltre a essere fondatore della Outstanding in the field, uno spazio che promuove lo slow food e l’agricoltura biologica, espone e lavora per Anthropologie, il negozio di abbigliamento e accessori a capo del progetto The Anthropologist, lo spazio online  dedicato alle opere d’ispirazione che finanzia le azioni degli artisti che promuove. Una vetrina che ha permesso a Jim Denevan di presentare i propri lavori anche al Fashion’s Night Out di New York.

Outstanding in the field e Desert Drawing

The Anthropologist – Lago Baikal (Siberia)



Fashion’s Night Out

Guscocox e Arunema

HANADA E DENEVAN – LAND ART
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La Cina ospiterà la sua prima mostra dedicata alla street art

La Cina ospiterà la sua prima mostra dedicata alla street art

Tommaso Berra · 2 giorni fa · Art

Si discute molto sull’istituzionalizzazione della street art e sulle scelte etiche di galleristi e istituzioni quando scelgono di presentare opere che appartengono a un’espressione artistica nata nelle strade e che secondo i più nostalgici non dovrebbe spostarsi da quei contesti.
In alcuni casi questa conversazione pone davanti a falsi problemi, che riguardano la natura delle opere e le intenzioni degli stessi artisti, che hanno saputo adattare il proprio ruolo, e già a partire dagli anni ’70 portando questo fenomeno controculturale nei circuiti tradizionali dell’arte.
Ci sono nazioni in cui la street art non è mai entrata nelle gallerie nel modo in cui altri grandi musei del mondo hanno fatto, per esempio la Cina, che da poco ha annunciato che ospiterà la sua prima storica mostra retrospettiva dedicata alla street art e ai graffiti, in occasione di Art Basel Hong Kong.

Il titolo della mostra è “City as Studio”, rappresentativo di quel meccanismo che ha stravolto la concezione dell’artista e la valutazione di questo tipo di arte da parte delle gallerie. Un processo iniziato da artisti come Jean-Michel Basquiat e Keith Haring, entrambi presenti alla mostra.
Le oltre 100 opere, realizzate da 30 artisti, verranno presentate alla K11 Art Foundation e sono state selezionate dal curatore Jeffrey Deitch, personaggio che grazie alle oltre 50 mostre curate in tutto il mondo ha contribuito a far si che la street art venga accettata nei programmi di importanti musei mondiali.
“City as Studio” entra nei percorsi del genere trasmettendo ai visitatori l’ampiezza di stili e aree geografiche attraverso il quale si sono mosse le diverse generazioni. Da New York a San Francisco, fino al Brasile, Tokyo e Parigi, la mostra sarà prima di tutto una riflessione storica sulla graffiti art, grazie al talento di nomi come Fab 5 Freddy , FUTURA, Barry McGee , Mister Cartoon , KAWS e AIKO.

Street Art | Collater.al
La Cina ospiterà la sua prima mostra dedicata alla street art
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“Dark art with bright colors”: la Crypto Art di Other World

“Dark art with bright colors”: la Crypto Art di Other World

Tommaso Berra · 1 giorno fa · Art

Il paesaggio dei crypto artist è popolatissimo, il nome che segnaliamo oggi è quello di Other World, artista che da Los Angeles riesce a definire un mondo che, per usare le sue parole, si potrebbe definire “psichedelico e surreale“.
Il surrealismo delle sue composizione è nella scelta dei soggetti e delle scene di gruppo, prese dalla lunga tradizione della pittura e degli affreschi rinascimentali e romantici, in cui soggetti storici e religiosi formano grandi composizioni dinamiche e ricche di pathos. La psichedelia è legata più allo stile con il quale Other World sceglie di citare questi riferimenti, facendo ricorso a colori evidenziatore del tutto slegati dai paesaggi di sfondo.

Il risultato che si crea è quello di un forte contrasto sia stilistico che tematico, oltre che una cupezza che è data spesso da alcuni dettagli inseriti dall’artista come il fuoco distruttore, i cieli bui e i volti del personaggi, neri con un sorriso spaventoso da Venom.
Per utilizzare ancora una volta le parole di Other World, si tratta di “un’arte oscura ma con colori brillanti“, in cui si uniscono una tecnica peculiare – combinazione di collage e illustrazioni per un’opera digitale – e un citazionismo alto che crea originalità nel panorama della Crypto Art.
La citazione aiuta l’artista a non dover spiegare troppo, a non enfatizzare la componente didascalica delle opere, lasciando il compito al contesto, allo sfondo e a gesti che grazie alla storia dell’arte sono diventati familiari. Il gioco e il colore sono la quota di libertà di interpretazione, che l’artista invita a prendersi, prima della storia e prima di simboli ritenuti spesso intoccabili.

Other World | Collater.al
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“Dark art with bright colors”: la Crypto Art di Other World
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Gli ironici e sentimentali self-help book di Johan Deckmann

Gli ironici e sentimentali self-help book di Johan Deckmann

Collater.al Contributors · 3 giorni fa · Art

Ricominciare significa fare liste e liste di buoni propositi e nuove regole che poi, inevitabilmente, finiscono nel dimenticatoio dopo poche settimane.
Pensiamo ed ignoriamo piccole guide che, in realtà, potrebbero salvarci la vita, soprattutto quella emotiva.
Ma, se pur in maniera molto ironica, a ricordarci che questo ci porta ad avere cattivissime idee, amori mediocri, paure e grande difficoltà ad esprimere i nostri sentimenti, c’è Johan Deckmann.

Artista, psicologo praticante e autore con base a Copenhagen si ispira ai self-help book tipici degli anni ’70 per affrontare tematiche molto comuni.
Deckmann, infatti, parte dalla sua conoscenza teorica sulla mente dell’uomo e, tramite l’utilizzo della parole, ne analizza comportamenti e pensieri.

“I like the idea of distilling words to compress information, feelings or fantasies into an essence, a truth. The right words can be like good medicine.”

I suoi artwork, che dal 2015 hanno fatto il giro del mondo, sono stati esposti in più gallerie riscuotendo tantissimo successo.

Qui trovate alcuni dei suoi lavori ma vale la pena vederli tutti e li trovate qui e qui.

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Gli ironici e sentimentali self-help book di Johan Deckmann
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Il mondo a collage del musicista-artista Cato

Il mondo a collage del musicista-artista Cato

Tommaso Berra · 4 giorni fa · Art

Il mondo di dell’artista Cato è pieno di energia e vibrazioni, artistiche e musicali. Queste caratteristiche ritornano in modo evidente nelle opere che l’artista realizza con collage, acrilici e areografo. Il suo essere musicista non ritorna solo nella scelta dei soggetti, che spesso sono suonatori che rimandano a melodie jazz, ma anche nell’energia che sembra sempre accompagnare le azioni delle sue opere. Difficile immaginare momenti di stallo o calma, il racconto descritto è frutto di un’intenzione di raccontare una vita veloce e viva, che mette in contatto le persone e i paesaggi. Questo movimento è chiaro nei progetti video di Cato, ma ritorna anche nella sovrapposizione di ritratti e tagliati in modo netto senza rispettare necessariamente proporzioni e armonia dei corpi.

Non si fa fatica a capire le situazioni, e le storie che stanno vivendo i personaggi rappresentati, la capacità di Cato è proprio quella di saper creare con poco una narrazione affascinante che introduce l’osservatore dentro al mondo personale dell’autore.

Cato | Collater.al
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