L’architetto Hayri Atak ha progettato un hotel sospeso nel vuoto

L’architetto Hayri Atak ha progettato un hotel sospeso nel vuoto

Giulia Guido · 4 mesi fa · Design

Sembra che costruire piscine che vanno contro la forza di gravità, sospese nel vuoto o che guardano dall’alto intere città, come l’Infinity London, sia l’ultimo trend nel mondo dell’architettura. 

L’ultimo progetto di questo genere che da un po’ di giorni sta facendo molto parlare di sé è quello dell’architetto turco Hayri Atak che ha sognato un boutique hotel con piscina letteralmente sospesa nel vuoto costruito sul fianco del Pulpit Rock. 

Il Pulpit Rock, o Preikestolen, è una falesia di granito alta poco più di 600 metri che termina a strapiombo sul Lysefjord, un fiordo norvegese poco distante dal villaggio di Forsand. 

Questo scenario mozzafiato, ma soprattutto la scarica di adrenalina che si ha quando ci sia avvicina sempre di più alla fine della roccia e si può scorgere il suolo a metri e metri di distanza hanno ispirato l’architetto.
La struttura dell’hotel si svilupperebbe verticalmente seguendo la parte di roccia, con i piani che più si scende più diventano piccoli. Ma è il livello più inferiore a dare quel tocco terrificante al progetto, formato da un pontile che si sviluppa orizzontalmente nel vuoto e conclude con una piscina dalle pareti e dal pavimento trasparente, letteralmente sospesa nel vuoto. 

Voi avreste il coraggio di farci una nuotata?

Hayri Atak Pulpit Rock | Collater.al
Hayri Atak Pulpit Rock | Collater.al
Hayri Atak Pulpit Rock | Collater.al
Hayri Atak Pulpit Rock | Collater.al
L’architetto Hayri Atak ha progettato un hotel sospeso nel vuoto
Design
L’architetto Hayri Atak ha progettato un hotel sospeso nel vuoto
L’architetto Hayri Atak ha progettato un hotel sospeso nel vuoto
1 · 5
2 · 5
3 · 5
4 · 5
5 · 5
Branded Cities, i loghi dei brand streetwear ridisegnati su Google Maps.

Branded Cities, i loghi dei brand streetwear ridisegnati su Google Maps.

Collater.al Contributors · 4 mesi fa · Design

In passato abbiamo già parlato della doppia vita di Corrado Grilli aka Mecna, il primo graphic designer e il secondo se la cava abbastanza bene con la musica.

Il rapper continua a sfornare progetti che lo firmano autore di molte copertine di dischi rap/hip-hop italiano che vediamo in giro (Ghali, Fabri Fibra…), ma la creatività non puoi fermarla, e così, tra una canzone e l’altra dedica il suo tempo libero anche a progetti come Branded Cities.

Il concetto è efficace e non ha bisogno di molte parole per essere descritto, un tracciato su Google Maps replica i loghi di famosi brand di abbigliamento streetwear sopra le città che hanno visto nascere le loro fortune. Si passa dalla Detroit di Carhartt alle strade giapponesi di Comme des Garçons, dalla Chicago su cui Michael Jordan ha edificato il suo mito e quello delle sue leggendarie scarpe, le Air Jordan.

Testo di Giordana Bonanno.

Branded Cities, i loghi dei brand streetwear ridisegnati su Google Maps.
Design
Branded Cities, i loghi dei brand streetwear ridisegnati su Google Maps.
Branded Cities, i loghi dei brand streetwear ridisegnati su Google Maps.
1 · 7
2 · 7
3 · 7
4 · 7
5 · 7
6 · 7
7 · 7
Le grafiche surreali di @lookattheparkinglot

Le grafiche surreali di @lookattheparkinglot

Giulia Guido · 4 mesi fa · Design

Il suo nome è Jos, ma per i suoi lavori digitali è conosciuto come @lookattheparkinglot ed è una voce fuori dal coro. Jos, infatti, non ha studiato arte, graphic design o disegno, ma lavora a Buenos Aires come compositore musicale per il cinema. 

Questa professione lo ha avvicinato al mondo della costruzione plastica e dell’arte digitale. È così che è nata la sua passione per il graphic design e per la corruzione di immagini in digitale. 

Così, Jos riesce ad esprimere a pieno il suo mondo, anzi riesce a costruirne uno tutto nuovo. I suoi lavori sono caratterizzati da colori tenui, pastello e dalla presenza di pochi elementi, a @lookattheparkinglot bastano una porta, un paesaggio o una persona per dare forma a un immaginario lontano dalla nostra quotidianità, un immaginario migliore. 

Qui sotto trovi una selezione dei suoi lavori, per scoprirne di più vai sul suo profilo Instagram

lookattheparkinglot | Collater.al
lookattheparkinglot | Collater.al
lookattheparkinglot | Collater.al
lookattheparkinglot | Collater.al
lookattheparkinglot | Collater.al
lookattheparkinglot | Collater.al
lookattheparkinglot | Collater.al
lookattheparkinglot | Collater.al
lookattheparkinglot | Collater.al
lookattheparkinglot | Collater.al
lookattheparkinglot | Collater.al
lookattheparkinglot | Collater.al
Le grafiche surreali di @lookattheparkinglot
Design
Le grafiche surreali di @lookattheparkinglot
Le grafiche surreali di @lookattheparkinglot
1 · 12
2 · 12
3 · 12
4 · 12
5 · 12
6 · 12
7 · 12
8 · 12
9 · 12
10 · 12
11 · 12
12 · 12
Big Bit, la casa dove si può vivere in un arcobaleno

Big Bit, la casa dove si può vivere in un arcobaleno

Giulia Guido · 4 mesi fa · Design

A mezz’ora di macchina da Canterbury, affacciato sul mare, sorge il piccolo e caratteristico paesino di Margate. Con il suo centro storico tipico, i locali, le gallerie d’arte e la spiaggia è una perfetta meta estiva per chi cerca della tranquillità, ma non in un luogo perso nel nulla. Proprio nel centro di Margate, Polly Donger e Jim Biddulph, i due proprietari della cartoleria Little Bit, hanno aperto Big Bit

Big Bit è una casa affittabile durante tutto l’anno che offre ai visitatori un soggiorno più unico che raro. Il suo stile e il suo design l’hanno fatta diventare non solo un luogo adatto per il pernottamento, ma anche metà turistica. 

La casa è stata pensata per una famiglia di quattro persone, con due camere da letto, una cucina, un bagno e un salotto. La particolarità è che l’interno è stato arredato e tinteggiato con i colori dell’arcobaleno, trasformando Big Bit in un gigantesco parco giochi. Una camera da letto è stata pensata come se fosse una nuvola, completamente bianca e rivestita ti tessuti soffici e imbottiti, mentre le seconda presenta pareti blu e un soffitto multicolore. 

La cucina, invece, è stata completamente dipinta di nero con pois bianchi. Da non sottovalutare il bagno, per il quale è stata scelta una tonalità di giallo accesa che ricopre qualsiasi cosa, anche la carta igienica. 

Scoprite la particolarità di Big Bit nella nostra gallery e se volete prenotare un weekend andate sul sito

Big Bit | Collater.al
Big Bit | Collater.al
Big Bit | Collater.al
Big Bit | Collater.al
Big Bit | Collater.al
Big Bit | Collater.al
Big Bit | Collater.al
Big Bit | Collater.al
Big Bit | Collater.al
Big Bit | Collater.al
Big Bit | Collater.al
Big Bit | Collater.al
Big Bit | Collater.al
Big Bit | Collater.al
Big Bit | Collater.al
Big Bit | Collater.al
Big Bit | Collater.al
Big Bit, la casa dove si può vivere in un arcobaleno
Design
Big Bit, la casa dove si può vivere in un arcobaleno
Big Bit, la casa dove si può vivere in un arcobaleno
1 · 22
2 · 22
3 · 22
4 · 22
5 · 22
6 · 22
7 · 22
8 · 22
9 · 22
10 · 22
11 · 22
12 · 22
13 · 22
14 · 22
15 · 22
16 · 22
17 · 22
18 · 22
19 · 22
20 · 22
21 · 22
22 · 22
Studio Combo, l’hotel ecosostenibile ricavato da due case abbandondate

Studio Combo, l’hotel ecosostenibile ricavato da due case abbandondate

Collater.al Contributors · 4 mesi fa · Design

Lo Studio Combo ha ideato un progetto, a bassissimo impatto ambientale, partendo da due case abbandonate e in completo stato di rovina. Le ex abitazioni sono situate a Setubal in Portogallo, precisamente su un tratto di costa selvaggio e caratterizzato da pareti rocciose prorompenti, pianure d’erba e fiori autoctoni, a Cabo Espichel.

Lo studio parigino ha quindi pensato di rimetterle a nuovo e risanarle, agendo sugli edifici abbandonati, utilizzando materiali locali e impiegando nuove tecnologie per dare vita ad un eco-hotel prossimo alla realizzazione.

Studio Combo ha deciso di utilizzare del pino locale, trattato con un particolare processo – tecnologia studiata dallo studio Kenoby, che tratta i legni morbidi con un particolare processo per renderli più duri e resistenti nel tempo – per ricostruire entrambe le case, sia negli interni che negli esterni. Le pareti interne sono fatte di eucalipto di produzione locale. Le impiallacciature sono lucide e il colore rende gli ambienti vivi e vibranti suppur con il minimo impiego di decorazioni.

Nella casa più grande ci sono diverse camere da letto, un ufficio, una cucina, dei bagni e un salotto. Mentre la più piccola ospita due camere da letto e un bagno.
Gli edifici sono completamente autonomi dal punto di vista energetico, anche con l’ausilio di pannelli solari. Il riscaldamento e il raffreddamento sono sotto il controllo di uno scambiatore di calore e tutte le acque grigie vengono utilizzate per scopi agricoli. Scelta ponderata è stata anche quella di lasciare il terreno circostante così com’era in modo da poter sfruttare, in modo decorativo, tutti i fiori che crescono spontaneamente nei dintorni.

Non resta che aspettare e vedere dal vivo questo paradiso.

Testo di Elisa Scotti

Studio Combo, l’hotel ecosostenibile ricavato da due case abbandondate
Design
Studio Combo, l’hotel ecosostenibile ricavato da due case abbandondate
Studio Combo, l’hotel ecosostenibile ricavato da due case abbandondate
1 · 17
2 · 17
3 · 17
4 · 17
5 · 17
6 · 17
7 · 17
8 · 17
9 · 17
10 · 17
11 · 17
12 · 17
13 · 17
14 · 17
15 · 17
16 · 17
17 · 17