Photography Hélène Havard fotografa la California come se fosse un sogno già visto
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Hélène Havard fotografa la California come se fosse un sogno già visto

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Palme, autostrade a perdita d’occhio, insegne al neon, il mare che si intuisce prima ancora di vederlo, la California la conosciamo tutti, anche chi non ci ha mai messo piede. Ce l’hanno raccontata il cinema, la fotografia, la letteratura, decenni di cultura pop che l’hanno trasformata in un paesaggio mentale prima ancora che geografico. È esattamente da questo cortocircuito che parte Pacifica, il nuovo progetto della fotografa francese Hélène Havard, un lavoro che non cerca di raccontare la California “vera”, ma si muove dentro quella già filtrata, già immaginata, già vista mille volte prima di essere vissuta.

Hélène Havard

Havard, diplomata all’EFET di Parigi, ha vissuto tra Francia, Inghilterra e Canada prima di stabilirsi in Polinesia Francese, dove vive e lavora tuttora. Nel suo percorso convivono fotografia e pittura, e non è un caso, perché le sue immagini hanno spesso la densità cromatica e la costruzione compositiva di un dipinto, più che il nitore documentario di uno scatto.

Con Pacifica, Hélène Havard si interessa a come le persone abitano paesaggi già saturi di immaginario, e lo fa lavorando su colore, luce e vastità degli spazi, gli strumenti con cui i luoghi familiari diventano sottilmente estranei, sospesi tra realtà e finzione. Nelle sue immagini la California non è tanto un posto quanto un effetto: la luce del tardo pomeriggio che stinge tutto in pastello, le architetture basse di Venice Beach, i corpi distesi sull’asfalto o sulla sabbia come comparse di un film mai girato. «È un territorio – scrive la stessa fotografa – costruito tanto dalle immagini quanto dalla geografia: la vita quotidiana vi assume l’atmosfera di un sogno a occhi aperti, e il confine tra reale e immaginato si fa via via più incerto».

Hélène Havard

C’è qualcosa di perfettamente stagionale in questo lavoro, ed è forse per questo che arriva al momento giusto. Guardarlo in piena estate significa incontrarlo nel suo habitat naturale, quando la luce accecante di mezzogiorno e la sensazione sospesa delle vacanze rendono ancora più credibile l’idea di un paesaggio-dormiveglia, in bilico tra ciò che si vede e ciò che si crede di ricordare di aver già visto. Pacifica non promette di svelare la vera California dietro il cliché. Al contrario, ci resta dentro, e proprio da lì, dal punto più saturo dell’immaginario, riesce a farlo apparire di nuovo strano.

Hélène Havard
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Scritto da Collater.al Contributors

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