Homecore incarica lo Studio Malka Architecture per il nuovo store a Parigi

Homecore incarica lo Studio Malka Architecture per il nuovo store a Parigi

Collater.al Contributors · 11 mesi fa · Design

Homecore nasce in Francia 25 anni fa come primo marchio streetwear. Quest’anno ha avuto la necessità di rinnovare la propria immagine e ha incaricato lo Studio Malka Architecture di progettare il nuovo negozio a Les Champs-Elysèes. Il progetto s’ispira al logo Krylon – marchio storico di vernici a spray – e al concetto di cromoterapia di Homecore. Il palese richiamo ai graffiti e al mantra legato a questa cultura “ Pace, amore, unità e divertimento”.

La facciata è composta da sette archi dai quali si snoda tutto l’asse cromatico che riempi il negozio, proprio come le ombre di una figura che si appoggiano per terra. Le aperture assumono i colori del prisma di Newton. Il risultato è quindi un negozio completamente inondato da colori primari e secondari, la rappresentazione tangibile, fisica di questo cerchio cromatico dal quale ogni sovrapposizione di colore ne genera un altro, ogni sezione cromatica dà la propria identità allo spazio proprio come farebbe un materiale.

Il rosso si somma con il blu e genera il viola, o al giallo generando l’arancio. Ogni radiazione corrisponde all’indice di rifrazione e ogni incrocio è l’addizione dei colori del cerchio che si trasformano.

Testo di Elisa Scotti

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Otherworld, l’arcade bar multisensoriale progettato da Red Deer

Otherworld, l’arcade bar multisensoriale progettato da Red Deer

Collater.al Contributors · 11 mesi fa · Design

Il collettivo di architetti Red Deer ha progettato Otherworld. Creato sotto un arco ferroviario, la percezione della realtà verra velocemente destabilizzata per un’immersione totale, il tutto grazie ai maxi schermi e gli effetti di luce che essi creano all’interno del posto.

Si tratta di un bar di nuova generazione, un “arcade bar” che offre un’esperienza incredibile, permettendo all’utente di vivere in realtà virtuale in un ambiente davvero originale. Ogni giocatore avrà la sua stanza per immergersi e divertirsi con i propri amici. Viaggiando in dimensioni parallele, tra una partita e l’altra i clienti potranno gustare una birra fatta in casa, un cocktail o un caffè in un’atmosfera futuristica.

Le stanze multi sensoriali mescolano, insieme agli effetti visivi, quelli olfattivi e non solo – si sente anche il calore del vento e i profumi legati ai mondi da esplorare. Con degli interni in stile minimal la luce farà da padrona alle decorazioni. I colori gradienti dei neon spezzano in modo sottile gli angoli e le forme dello spazio. Con questo sistema, Red Deer voleva aprire lo spazio a un pubblico più ampio rispetto a quelli associati ai giochi arcade stereotipati degli anni 80.

“Senti il sole abbattuto sul tuo viso mentre esci dalla caverna. Senti il vento tra i capelli mentre scivoli giù per una vasta montagna. Senti il tonfo sotto i piedi di una nuova terra da esplorare. “Entrate e lasciate tutto alle spalle…..”

Il posto si trova ad Haggerstone a Londra. Cosa aspettate?

otherworld | Collater.al 2
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Testo di Elisa Scotti

Otherworld, l’arcade bar multisensoriale progettato da Red Deer
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Frank L. Wright e gli edifici proclamati Patrimonio dell’UNESCO

Frank L. Wright e gli edifici proclamati Patrimonio dell’UNESCO

Collater.al Contributors · 11 mesi fa · Design

Sono stati selezionati otto progetti di architettura di Frank Lloyd Wright e inserite nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO

“The 20th-Century Architecture of Frank Lloyd Wright” è la denominazione sotto la quale sono stati riuniti questi progetti. Era già stata fatta richiesta nel 2015, ma per qualche ragione la decisione era stata rimandata, fino a ieri, 7 luglio, in cui si è stato emesso il verdetto definitivo. Il 2019 World Heritage Meeting, sede nella quale gli otto edifici sono stati proclamati, è in corso a Baku in Azerbaijan. 

Wright è considerato uno dei pionieri, insieme a Le Corbusier, Ludwig Mies van der Rohe etc.., del movimento moderno di architettura.

Ecco a voi la lista degli otto edifici di Frank Lloyd Wright ora Patrimonio UNESCO, situati in sei diversi stati americani – Arizona, California, Illinois, Pennsylvania, New York e Wisconsin – messi in ordine cronologico:

Unity Temple, Oak Park, Illinois (costruito 1906-1909) 

Edificio costruito sul tema della riflessione, sullo spazio e i materiali. Wright utilizza e ripete la stessa forma: pianta quadrata e volume cubico, formato non da pareti ma da forme equivalenti ottenute con le casseforme. Il secondo volume ripropone lo schema del primo, cambiando la dimensione generale e il rapporto delle aperture.

Frederick C. Robie House, Chicago, Illinois (costruito 1910)

Concepita come due grandi rettangoli che sembrano scorrere l’uno accanto all’altro, la lunga residenza orizzontale, che Wright ha creato per Frederick Robie, ha stabilito con coraggio una nuova forma di design domestico: lo stile Prairie.

Taliesin, Spring Green, Wisconsin (costruzione 1911-1959)

La casa è costruita con materiali locali. I contadini del luogo hanno aiutato Wright a spostare la pietra dalla vicina cava di calcare giallo, che poi ha mescolato con la sabbia del fiume per creare le pareti di Taliesin. L’intonaco per le pareti interne è stato mescolato con il Siena, fornendo una tonalità dorata che riflette l’ambientazione pastorale.

Hollyhock House, Los Angeles, California (costruzione 1918-1921)

Appoggiata su una collina di 36 acri a East Hollywood, il primo e più conosciuto design della West Coast sfida la categorizzazione stilistica. La Barnsdall, la committente, voleva una residenza a metà tra casa e giardino, ha ispirato le numerose terrazze, i colonnati e i pergolati che uniscono gli spazi interni ed esterni della Hollyhock House. 

Fallingwater, Mill Run, Pennsylvania (costruzione 1936-1939)

È il fiore all’occhiello dell’architettura organica di Wright ed è considerata la migliore architettura di questo stile, dall’American Institute of Architects. I suoi proprietari, Edgar e Liliane Kaufmann, erano una coppia di spicco di Pittsburgh, rinomati per il loro caratteristico senso dello stile e del gusto. Una serie di “vassoi” in cemento armato appoggiati alla roccia naturale. Le terrazze a sbalzo in pietra arenaria locale si fondono armoniosamente con le formazioni rocciose e sembrano galleggiare sopra il torrente sottostante. Wright ha progettato un’ulteriore foresteria situata nella collina direttamente sopra la casa principale e collegata da una passerella coperta. 

Herbert and Katherine Jacobs House, Madison, Wisconsin (costruzione 1936-1937)

Si tratta di una modesta struttura a un solo piano, con l’esterno rifinito in una combinazione di mattoni, pannelli orizzontali e porte in vetro, quest’ultima aperta dal retro della casa. È coperto da un tetto piano e poggia su una fondazione di cemento armato. 

Taliesin West, Scottsdale, Arizona (realizzazione iniziata nel 1938)

L’attuale edificio comprende la casa d’inverno, l’ufficio e la scuola di architettura, tutto progettato da Wright. Acclamato come uno dei suoi capolavori, questo complesso esprime le teorie educative di Wright e la sua visione della società, come pure i suoi concetti architettonici. Le pareti sono costituite da rocce e legno locale, mentre come legante è stato usato il calcestruzzo. La luce naturale svolge una parte importante nella progettazione. A Wright piaceva la luce naturale e, in questo modo, l’ambiente costruito dove si ritrovava con i suoi allievi, mantenne il contatto con la natura circostante.

Solomon R. Guggenheim Museum, New York, New York (costruzione 1956-1959).

La rampa a spirale, a pianta circolare, è divisa in due parti. Nella parte esterna del cerchio si trova lo spazio espositivo che viene sostenuto da setti in cemento armato, posizionati lungo i raggi del cerchio ogni 30°. All’interno del cerchio invece si trova il percorso di salita e discesa a sblazo. I setti, di forma trapezoidale, si restringono andando dall’alto verso il basso fino ad avvicinarsi alla sezione minima di resistenza, lasciando poi il posto ad un tamburo circolare che corre lungo il perimetro esterno della spirale. In copertura i setti vengono prolungati così da formare i costoloni della cupola che sovrasta il grande spazio vuoto.

Testo di Elisa Scotti

Frank L. Wright e gli edifici proclamati Patrimonio dell’UNESCO
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Frank L. Wright e gli edifici proclamati Patrimonio dell’UNESCO
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RUBIO, il bookstore progettato da Masquespacio che guarda al futuro.

RUBIO, il bookstore progettato da Masquespacio che guarda al futuro.

Giulia Guido · 11 mesi fa · Design

La casa editrice spagnola RUBIO è da anni specializzata nella produzione e distribuzione di quaderni e libri didattici con esercizi per stimolare il cervello, sia di grandi che di piccini. Per questo motivo il suo flagship store di Valencia non poteva essere una libreria come le altre, ma doveva offrire qualcosa di più ai clienti, un’esperienza a 360°. 

Lo studio di design spagnolo Masquespacio è riuscito a trasformare tutti i desideri dell’amministratore delegato della RUBIO, Enrique Rubio, e a concretizzarli in uno store interattivo e futuristico. 

Come i libri pubblicati, anche il negozio RUBIO offre al lettore delle attività legate alla lettura, alla matematica, alla logica , grazie a stanze e angoli interattivi dedicati a ciascuna materia. Per arrivare a questi spazi bisogna prima lasciarsi affascinare dall’ingresso, caratterizzato da luci al neon e superfici che realizzate con materiali che simulano la carta e poi attraversare un tunnel, una sorta di viaggio nella storia della casa editrice. 

Il team di designer del Masquespacio è riuscito a prendere i concetti e la storia della casa editrice spagnola e a renderla divertente e accessibile a tutti. 

masquespacio rubio | Collater.al
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RUBIO, il bookstore progettato da Masquespacio che guarda al futuro.
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RUBIO, il bookstore progettato da Masquespacio che guarda al futuro.
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Garden Hotpot Restaurant, il ristorante che si nasconde nella foresta.

Garden Hotpot Restaurant, il ristorante che si nasconde nella foresta.

Giulia Guido · 11 mesi fa · Design

Nella provincia cinese di Sichuan è una delle parti più caratteristiche del paese, dove città dalla storia millenaria sono incorniciate tra foreste e paesaggi mozzafiato, quasi incontaminate. Una di queste è quella vicino alla città di Chengdu, dove ha trovato casa uno dei progetti più ambiziosi firmati dallo studio MUDA Architects. Si chiama Garden Hotpot Restaurant ed è un luogo magico, dove si può cenare immersi nella natura, quasi nascosti tra gli alberi. 

L’obiettivo dello studio era proprio di creare un luogo unico, che offrisse un’esperienza irripetibile, ma che allo stesso tempo preservasse l’ambiente circostante, con il minore impatto possibile. 

Il Garden Hotpot Restaurant si compie di una piattaforma in legno anticorrosivo, coperta da un’altro ripiano che poggia su delle colonne dal diametro di 88 millimetri, confondendosi con i rami degli alberi. La particolarità della struttura è che non presenta pareti né vetrate, rimanendo completamente aperto. 

Scopri di più nella nostra gallery. 

garden hotpot restaurant | Collater.al
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Garden Hotpot Restaurant, il ristorante che si nasconde nella foresta.
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Garden Hotpot Restaurant, il ristorante che si nasconde nella foresta.
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