Era il 1996 quando un piccolo uovo di plastica è entrato a far parte delle vite di milioni di bambini e ragazzini in tutto il mondo. A trent’anni dal lancio sul mercato internazionale del Tamagotchi, Bandai ha deciso di festeggiare trasformandolo in un accessorio da avere sempre a portata di mano.
Presentato qualche giorno fa al Tokyo Toy Show e preordinabile dal 27 agosto, il Tamagotchi Ring è, per dimensioni, il dispositivo più compatto mai realizzato dal franchise. Ventotto millimetri di altezza, ventitré di larghezza, schermo LCD a colori da 0,56 pollici, tre pulsanti di comando ridotti a proporzioni quasi miniaturistiche. Il pet virtuale che un tempo pendeva dagli zaini delle scuole medie ora si infila direttamente al dito, con la stessa disinvoltura di un anello qualunque.
Dietro la miniaturizzazione ci sono due anni di sviluppo e una scelta tecnica precisa: Bandai ha ridotto il dispositivo a sole 64 componenti, contro le 116 dell’attuale Tamagotchi Paradise, eliminando del tutto la porta USB e sostituendola con una custodia di ricarica dedicata, come qualsiasi cuffia wireless.
Il Tamagotchi Ring è disponibile in tre varianti cromatiche: Pink x Pearl White con finitura aurora perlata, Light Blue x Metallic Gold e Black x Metallic Silver, entrambe placcate. Le taglie disponibili sono due, equivalenti alla misura giapponese 10 e 14, con adattatore incluso.



Nella memoria del dispositivo convivono trenta personaggi pescati da trent’anni di storia del franchise, gestibili attraverso il classico ciclo di cura, con l’aggiunta di minigiochi e una funzione di arredamento della stanza che permette di personalizzare lo spazio del proprio Tamagotchi.
Trent’anni fa Tamagotchi ci ha insegnato a prenderci cura di un altro essere ed esserne totalmente responsabili. Forse abbiamo perso tutto ciò che ci aveva insegnato e forse il Tamagotchi Ring ci ri-insegnerà ciò che abbiamo dimenticato.


